<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394</id><updated>2012-02-14T09:01:18.106-08:00</updated><title type='text'>Partito Comunista dei Lavoratori - Sezione di Olbia</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://pclolbia.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pclolbia.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Partito Comunista dei lavoratori - Olbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16273253567484521882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>134</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394.post-4296969470570227341</id><published>2010-04-20T03:05:00.000-07:00</published><updated>2010-04-20T03:07:55.334-07:00</updated><title type='text'>LA CRISI DELLA CHIESA, IL SILENZIO DELLE SINISTRE, ALCUNE PROPOSTE.  (18 Aprile 2010)</title><content type='html'>La crisi esplosa attorno al tema dell’abuso ecclesiastico sui minori investe a fondo la Chiesa cattolica internazionale e i suoi massimi vertici. Sotto il profilo della sua credibilità di massa presso l’opinione pubblica internazionale e la stessa base dei credenti, si tratta- potenzialmente- della crisi più profonda che abbia investito la Chiesa di Roma dall’epoca della “vendita delle indulgenze” del XVI Secolo. La crisi non riguarda infatti la superficie degli scandali ricorrenti del temporalismo ecclesiastico, in ordine alla sue tradizionali compromissioni col potere politico, o alla sua internità alla finanza capitalistica. Ma investe la stessa autorità “morale” della Chiesa e del suo ordine giuridico e gerarchico, sino al livello della Segreteria di Stato Vaticana e del Papato. Chiama in causa non i “comportamenti”della Chiesa, in relazione alle ingerenze confessionali nella legislazione civile degli Stati, ma la “realtà” della Chiesa : nelle regole inconfessabili della sua vita interna, della sua doppiezza, dei suoi crimini. La realtà di un apparato ecclesiastico che si configura di fatto, per molti aspetti, come “associazione a delinquere” internazionale, sigillata e protetta dal Segreto Pontificio.&lt;br /&gt;PECCATI O CRIMINI?&lt;br /&gt;Coloro che si limitano a denunciare il numero impressionante di brutalità compiute da criminali in tonaca su minori, donne, sordomuti, minoranze aborigene- che sta emergendo come punta travolgente di un iceberg immenso, cumulatosi nel corso dei secoli- colgono solo un aspetto parziale. Sotto questo profilo potremmo dire persino che le barbarie prodottesi contro donne e minori all’ombra della Croce, non sono diverse da quelle prodottesi contro di essi sotto le bandiere della laica democrazia borghese, o che si consumano quotidianamente in tutto il mondo in tante rispettabili famiglie. Stupri domestici, tratta di prostitute schiave, turismo sessuale a caccia di bambini, stanno lì a ricordarlo. No. La particolarità dei crimini di Chiesa sta nella straordinaria copertura (e incoraggiamento di fatto) di cui hanno goduto da parte dell’assolutismo ecclesiastico, e proprio nel nome della difesa di quell’assolutismo. Dalle risoluzioni della Controriforma cattolica del Concilio di Trento sino alle sentenze della Congregazione della Dottrina della Fede sotto la direzione di Ratzinger ( 2002), la linea di fondo del codice ecclesiale è stata infatti una sola: considerare “peccati” e non crimini le violenze sui minori. E dunque punirle, nel migliore dei casi, con sanzioni ecclesiastiche ( sino al limite estremo della riduzione del “peccatore” allo stato laicale), ma sottraendole, ovunque possibile, alla legge ordinaria, cioè alla galera. Questa è l’infamia. E questa infamia secolare è talmente resistente che persino le “linee guida” della normativa ecclesiastica del 2003 in ordine alla “pedofilia”- sbandierate oggi dal Vaticano come prova della “severità” della Chiesa contro gli abusi”- prevedono la denuncia degli abusatori alle autorità civili SOLO nei Paesi in cui la legge ordinaria prevede l’obbligo della denuncia, e, cosa ancor più indicativa, SOLO quando i vescovi “vengono a conoscenza di reati commessi dai propri sacerdoti al di fuori del sigillo sacramentale della confessione”. Il che significa che la confessione di una violenza sessuale da sacerdote a sacerdote è una garanzia di impunità, e quindi un incoraggiamento e reiterare il reato. E’ necessario cogliere il lato sistemico della copertura del crimine. A differenza che in ogni formale legislazione ordinaria, la legge ecclesiale tutela il criminale anche quando condanna il “peccatore”. Meglio: la condanna del “peccatore” è la specifica forma di tutela del criminale. E la tutela del criminale dalla legge dello Stato è, a sua volta, la sanzione della separatezza e della superiorità del proprio Stato ( la Chiesa) e del proprio codice ( il diritto ecclesiale) rispetto ad ogni altro Stato e legge ordinaria. Per di più, lo stesso sanzionamento o meno dei “peccatori”, all’interno della Chiesa, non è dipeso e non dipende dall’entità dei “peccati”, ma dallo status dei “peccatori” nell’ordine ecclesiastico. Ciò che ha consentito al grande criminale Padre Maciel, violentatore persino delle proprie figlie, ma capo venerabile dell’Ordine potentissimo dei Legionari di Cristo, di essere coperto e tutelato per decenni da tutti i Papati, ed in particolare da Papa Woityla ( oggi in corsa per la beatificazione): e di essere invece scaricato dall’attuale Pontefice solo post mortem ( e con un occhio alla eredità degli immensi beni terreni dei Legionari). Per non parlare delle gerarchie cattoliche canadesi, responsabili lungo il 900 del “piccolo” genocidio di 50000 donne e minori aborigeni, di torture e violenze indicibili nelle cosiddette “Scuole Residenziali”, ma tuttora oggetto di protezione vaticana per via del proprio considerevole potere . E sono solo due esempi.&lt;br /&gt;IL BALBETTIO DEI LIBERALI E DELLE SINISTRE&lt;br /&gt;Questa è dunque la Chiesa reale. Non semplicemente la Chiesa oscurantista che condanna la pillola abortiva o che accosta lo stupro sui minori all’omosessualità. Ma la Chiesa criminale. Per intenderci, la stessa Chiesa coinvolta, col cardinal Marcinkus, nell’omicidio di Emanuela Orlandi , oppure coinvolta nel silenzio omertoso a Potenza sull’omicidio di Elena Claps… Lo scandalo planetario degli abusi sui minori ha aperto finalmente un fascio di luce su questa verità rimossa.&lt;br /&gt;Ma qui subentra un secondo scandalo: quello del balbettio della cultura laica e liberale nazionale, e delle stesse sinistre italiane, di fronte alla crisi della Chiesa. Proprio nel momento in cui il Vaticano è travolto da una crisi mondiale di credibilità senza precedenti; proprio nel momento in cui nel campo stesso della cristianità si moltiplicano contestazioni e proteste contro le massime gerarchie, i liberali e le sinistre patrie ( con rarissime eccezioni individuali) restano ammutoliti. Anche soggetti politici e culturali che hanno contestato più volte, giustamente, le posizioni oscurantiste della Chiesa in fatto di sessualità, arretrano di fronte all’emersione della sua criminalità sessuale. E’ un caso? No davvero. Le classi dominanti sono organicamente intrecciate con gli interessi ecclesiastici ( banche, proprietà immobiliari, pacchetti azionari, proprietà terriere..). I loro partiti, inclusi quelli “Democratici”, coltivano i rapporti con le gerarchie, ne ricercano la benedizione, ne tutelano la sacralità istituzionale. I gruppi dirigenti delle sinistre che, a loro volta, collaborano con i partiti borghesi “democratici”, debbono presentarsi come “rispettabili” ai loro occhi , e dunque “rispettosi” verso l’Istituzione Chiesa. Altrimenti dovrebbero rinunciare ad assessorati o a ( futuri e ambiti) ministeri. Questo spiega, ad esempio, perché il valdese Paolo Ferrero- di fronte all’enormità dello scandalo della pedofilia ecclesiastica- si limiti a chiedere alla Chiesa cattolica di “rivedere il celibato dei vescovi” come rimedio agli stupri ( editoriale su Liberazione del 14-4-10). O perché il cattolico Nichi Vendola- già candidatosi a premier del centrosinistra liberale per il 2013- non manchi occasione di ossequiare il Vaticano ( oltre a Padre Pio). E’ la riprova che la subordinazione al capitalismo trascina con sé la prostrazione alla Chiesa. Sino al silenzio verso i suoi crimini.&lt;br /&gt;UN PROGRAMMA DI LIBERAZIONE DAL VATICANO O E’ ANTICAPITALISTA O NON E’.&lt;br /&gt;Per la stessa ragione una sinistra anticapitalista- come quella che il PCL esprime- può assumere la battaglia contro la criminalità ecclesiastica in piena libertà e coerenza. Come non ci subordiniamo al capitalismo così non ci subordiniamo alla Chiesa. Per questo non solo non ci allineamo all’imbarazzata ambiguità della borghesia liberale e delle sinistre, ma chiediamo a tutte le sinistre, a tutto l’associazionismo laico , di promuovere una vera campagna di denuncia che vada alla radice della questione clericale.&lt;br /&gt;Rivendichiamo innanzitutto una vera e propria inchiesta popolare sui crimini ecclesiastici e sulle responsabilità a tutti i livelli di chi li ha coperti, dentro e fuori la Chiesa: perché solo i lavoratori e le classi subalterne possono giungere alla verità e denunciarla, non lo Stato concordatario e complice, non la magistratura borghese ( a proposito: dov’è il giustizialismo dipietrista o grillista di fronte ai crimini di Chiesa?). Rivendichiamo la rimozione di ogni segreto pontificio sugli abusi verso donne e minori, con l’apertura pubblica degli archivi vaticani: perché nessun crimine clericale deve restare ignoto o impunito. Rivendichiamo l’abolizione di ogni privilegio clericale ( esenzioni fiscali in Iva e Ici, fondi pubblici a scuole e cliniche private, otto per mille): anche perché è intollerabile finanziare, con risorse pubbliche, associazioni a delinquere. Rivendichiamo l’esproprio, sotto controllo popolare, delle grandi proprietà immobiliari e bancarie del Vaticano: per restituire ai lavoratori e al popolo ciò che è loro.&lt;br /&gt;Da inguaribili comunisti continuiamo a considerare di straordinaria attualità le misure della Comune di Parigi del 1871- elogiate da Marx- contro il capitalismo ecclesiastico. La “Comune miscredente”- che “trovò nel convento di Picpus donne sequestrate dai monaci sotto l’accusa di pazzia e destinate ad essere violentate e sepolte vive”; e nella chiesa di S. Lorenzo “ scheletri di donne che già avevano subito quella sorte”- non si limitò a liberare le vittime di quegli abusi e a incarcerare i responsabili. “ Sbarazzatasi dell’esercito permanente e della polizia, elementi della forza materiale del vecchio governo, la Comune si preoccupò di spezzare la forza della repressione spirituale,il potere dei preti, .. espropriando tutte le chiese in quanto enti possidenti. I sacerdoti furono restituiti alla quiete della vita privata, per vivere delle elemosine dei fedeli, ad imitazione dei loro predecessori, gli apostoli. Tutti gli istituti d’istruzione furono.. liberati in pari tempo da ogni ingerenza della chiesa e resi gratuiti per il popolo…La retribuzione dei sacerdoti, invece di essere finanziata dalle tasse sui contadini, dipese solamente dall’azione spontanea ispirata dai sentimenti religiosi dei parrocchiani” ( MARX- La guerra civile in Francia, 1871).&lt;br /&gt;Per quale ragione questo programma rivoluzionario avrebbe perso valore di fronte ad un potere clericale ben più grande di allora, e a crimini ecclesiastici non meno efferati?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;info@pclacoratori.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1069661766023927394-4296969470570227341?l=pclolbia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pclolbia.blogspot.com/feeds/4296969470570227341/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1069661766023927394&amp;postID=4296969470570227341&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/4296969470570227341'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/4296969470570227341'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pclolbia.blogspot.com/2010/04/la-crisi-della-chiesa-il-silenzio-delle.html' title='LA CRISI DELLA CHIESA, IL SILENZIO DELLE SINISTRE, ALCUNE PROPOSTE.  (18 Aprile 2010)'/><author><name>Partito Comunista dei lavoratori - Olbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16273253567484521882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394.post-850935796964065452</id><published>2010-04-19T05:45:00.000-07:00</published><updated>2010-04-19T05:47:25.745-07:00</updated><title type='text'>Comunicato del Pcl sull’aggressione razzista ad Alghero.</title><content type='html'>La notte tra sabato e domenica 11 aprile si è consumata ad Alghero, bellissima città della costa nord occidentale della Sardegna, una feroce aggressione premeditata di tipo razzista ai danni di due fratelli di origine congolese, un cuoco di 28 anni e uno studente di 22, entrambi cittadini italiani. L’aggressione, perpetrata da una mezza dozzina di ragazzi, è stata accompagnata da insulti razzisti, come “sporchi negri, tornate a casa vostra”, e da canzonacce riferentesi a qualche movimento politico di estrema destra. Il pestaggio è cominciato con il lancio di pietre, con calci e pugni fino a quando qualche testimone non ha dato l’allarme e i sei si sono allontanati, lasciando i due giovani doloranti a terra. Accompagnati nel pronto soccorso dell’ospedale civile, a entrambi sono stati assegnati dieci giorni di cure per contusioni, sospette fratture, abrasioni al volto e lividi ovunque.&lt;br /&gt;Questo triste episodio rivela come la devastazione sociale, economica e culturale prodotta dal capitalismo nella sua fase declinante, faciliti la diffusione tra le masse di una ideologia di tipo razzista, propagandata dalla destra populista e reazionaria rappresentata dalla Lega e dal Pdl (presenti entrambi in Sardegna). Ma una grave responsabilità è da imputare anche a una sinistra opportunista (Rifondazione) che in questi anni non ha pensato ad altro che a contrattare col Pd e col capitalista Soru in cambio di qualche assessorato (per portare avanti poi le stesse politiche antipopolari della destra), abbandonando pericolosamente le masse alla demagogia e al populismo.&lt;br /&gt;Il Partito comunista dei lavoratori della Sardegna esprime la massima solidarietà ai due ragazzi aggrediti e a tutte le vittime del razzismo, squadrista o istituzionale che sia.E propone a tutte le forze antirazziste e democratiche di mobilitarsi contro questi episodi e contro quelle forze politiche che utilizzano l’ideologia razzista per raccogliere cinicamente consenso e per dividere i lavoratori e le masse. Ma per sconfiggere realmente l’egemonia di queste forze reazionarie è necessaria la costruzione di un partito rivoluzionario che rivendichi: eguali diritti civili, economici e sociali tra lavoratori italiani e stranieri, la ripartizione del lavoro che c’è tra tutti i lavoratori, a parità di salario, il ripristino di una reale scala mobile, la nazionalizzazione senza indennizzo e sotto controllo operaio di tutte le aziende in crisi e che licenziano, che la crisi la paghino i padroni e i banchieri. Solo un programma marxista rivoluzionario può essere un programma coerentemente antirazzista e antifascista, poiché è l’unico che può porre un’alternativa a questo sistema di sfruttamento e di oppressione del “diverso”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Umberto Bitti- Sezione del Partito comunista dei lavoratori – Per la rifondazione della Quarta internazionale- Olbia &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(15 aprile 2010)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1069661766023927394-850935796964065452?l=pclolbia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pclolbia.blogspot.com/feeds/850935796964065452/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1069661766023927394&amp;postID=850935796964065452&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/850935796964065452'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/850935796964065452'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pclolbia.blogspot.com/2010/04/comunicato-del-pcl-sullaggressione.html' title='Comunicato del Pcl sull’aggressione razzista ad Alghero.'/><author><name>Partito Comunista dei lavoratori - Olbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16273253567484521882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394.post-4718532978833046996</id><published>2009-08-04T13:03:00.000-07:00</published><updated>2009-08-04T13:07:43.293-07:00</updated><title type='text'>Cacciamo via Paolo Scaroni e Roberto Poli dall’ENI</title><content type='html'>Volantino che distribuiremo i prossimi giorni al Petrolchimico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sotto la direzione di Paolo Scaroni e di Roberto Poli, rispettivamente amministratore delegato e presidente, l’Eni in quest’ultimo trimestre ha dimezzato i profitti. Nonostante questo evidente fallimento i due continuano a percepire stipendi colossali: 3.077.000 euro a Scaroni, 1.131.000 euro a Poli. I due, con la faccia da culo che contraddistingue i grandi sacerdoti del capitalismo, vogliono risolvere la crisi, che loro e le altre facce da culo, come loro, hanno creato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Coloro che hanno creato la crisi si arrichiscono licenziando e aumentando lo sfruttamento dei lavoratori e delle lavoratrici. I banchieri, le società finanziarie, i capitalisti, gli alti dirigenti dello stato hanno derubato alla classe lavoratrice cifre stratosferiche. Per dare un’idea riportiamo alcuni dati che riguardano i soldi che lo stato ha regalato ai banchieri, ai pescicani della finanza e ai grandi industriali: 10.440 miliardi di dollari negli US, 1.260 miliardi di sterline in Inghilterra e 1.640 miliardi di euro negli stati dell’Unione Europea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La crisi mondiale in corso è il risultato dell’accumulo delle crisi precedenti (1970-73; 1987; 1997-98; 2001). I governi dei principali capitalisti, come è detto sopra, l’unica cosa che sanno fare è regalare soldi ai capitalisti. Ciò provoca due effetti:&lt;br /&gt;1) licenziamenti di massa a catena;&lt;br /&gt;2) aumento stratosferico del debito pubblico che i governi scaricano sul popolo attraverso i tagli ai servizi sociali ( sanità, scuola, trasporti, nettezza urbana etc.), attacco agli insegnanti, a tutti i lavoratori del pubblico impiego precari e non precari. Ci vogliono ridurre al minimo di esistenza materiale e culturale.&lt;br /&gt;Lor Signori, invece, se la spassano nelle loro lussuose ville. Maledetti! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ai burocrati non può più essere lasciato in mano il sindacato. Le sue risorse economiche vanno utilizzate per la costruzione di una cassa di sciopero. Non per mantenere degli inetti che dall’ ottobre del 2008 piagnucolano davanti ai prefetti e ai capi politici dicendo “non siamo in grado di controllare i lavoratori”. I burocrati di fronte a questa crisi “sunu puddas imbannidas”. Si erano autoconvinti, per convenienza, che il capitalismo non avrebbe più subito crisi catastrofiche come quella in corso. &lt;br /&gt;Perciò va fatta la lotta, anche, alla burocrazia sindacale. Il burocrate che comprende gli errori fatti e si schiera con i lavoratori, senza alcun dubbio darà un contributo alla lotta e otterrà il rispetto. Ma coloro che continuano a piagnucolare e tradire saranno disprezzati, innanzitutto, dalle famiglie che lottano insieme ai propri padri e ai propri mariti. Di fronte ai figli dei lavoratori che hanno lottato, cosa faranno? Piagnucoleranno, dicendo che i loro padri erano degli esagitati?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noi del Partito Comunista dei Lavoratori andremo a manifestare pubblicamente, davanti alla sede della CGIL di Sassari, la nostra critica e presenteremo queste proposte:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) la convocazione di un’assemblea generale dei lavoratori del petrolchimico e delle altre categorie che elabori le forme di lotta contro la direzione dell’ENI e contro il governo Berlusconi;&lt;br /&gt;2) la costituzione di un coordinamento fra i lavoratori di P. Torres e di P. Marghera per organizzare una manifestazione operai davanti alla sede dell’ENI a Roma.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                              La fabbrica ai lavoratori&lt;br /&gt;                     La galera ai padroni e ai politicanti corrotti &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Coordinamento regionale Partito Comunista dei Lavoratori&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1069661766023927394-4718532978833046996?l=pclolbia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pclolbia.blogspot.com/feeds/4718532978833046996/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1069661766023927394&amp;postID=4718532978833046996&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/4718532978833046996'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/4718532978833046996'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pclolbia.blogspot.com/2009/08/cacciamo-via-paolo-scaroni-e-roberto.html' title='Cacciamo via Paolo Scaroni e Roberto Poli dall’ENI'/><author><name>Partito Comunista dei lavoratori - Olbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16273253567484521882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394.post-5318843606436605006</id><published>2009-04-19T07:17:00.001-07:00</published><updated>2009-04-19T07:17:46.084-07:00</updated><title type='text'>CACCIAMO VIA DALLA NOSTRA TERRA I GOVERNI DEI BANCHIERI, DEI CAPITALISTI E DEI CRIMINALI DI GUERRA</title><content type='html'>I governi del G8 sanno fare solo una cosa: rapinare i lavoratori e le loro famiglie per regalare il bottino ai banchieri e ai capitalisti parassiti e truffatori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Berlusconi, che è solo un cafone ed un ignorante arricchito, ha voluto questa riunione in Sardegna per umiliare il popolo sardo. Come al solito ha sparato le solite balle: i lavori per il G8 rilanceranno l’economia del nord Sardegna. Invece, come lamentano gli stessi imprenditori sardi, per le aziende sarde non c’è altro che la catena dei subappalti, per i lavoratori edili sardi il solito sfruttamento: lavoro nero, assenza di sicurezza nei cantieri, salari che vengono pagati in ritardo col soliti sistema degli “acconti” ( “ti pago più tardi”, “abbi pazienza”  dicono i “caporali” con i macchinoni comprati facendo debiti, ma senza pagare gli operai).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Invece chi mangia a quattro ganasce sono i grandi gruppi edili favoriti da Berlusconi, da Soru (altro pesecane) e da Prodi. Tutti e tre hanno voluto questa riunione, tutti e tre sono responsabili di questa pagliacciata fatta solo per regalare soldi ai grandi industriali del continente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa catastrofe economica internazionale del capitalismo l’hanno provocata banchieri, capitalisti e i governi a loro servizio. Questa crisi facciamola pagare a loro. Ogni cittadino e ogni cittadina della Sardegna ha il dovere di presidiare tutte le strade, tutte le piazze, tutti gli alberghi per rendere impossibile questa riunione di parassiti e di bugiardi. Facciamogli sentire il nostro disprezzo ed il nostro odio. Questi politicanti che intascano miliardi dai banchieri e dagli industriali loro protettori sono solo degli ignoranti, superficiali, venditori di fumo, ma questa catastrofe economica sta aprendo gli occhi a molti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni cittadino ed ogni cittadina della Sardegna devono fare in modo che i potenti del mondo scappino via dalla Sardegna e rimanga impresso nella loro mente che il popolo sardo non si fa offendere impunemente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uniamo le lotte contro il G8 con le lotte dei lavoratori, a partire da quelli che stanno perdendo il posto di lavoro!&lt;br /&gt;Facciamo pagare la crisi ai veri responsabili, i banchieri e i capitalisti! Cacciamo i loro governi!&lt;br /&gt;Se ne vadano tutti, governino i lavoratori!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                              Gherra, gherra a s’egoismu&lt;br /&gt;                             Gherra, gherra  a s’oppressore&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1069661766023927394-5318843606436605006?l=pclolbia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pclolbia.blogspot.com/feeds/5318843606436605006/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1069661766023927394&amp;postID=5318843606436605006&amp;isPopup=true' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/5318843606436605006'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/5318843606436605006'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pclolbia.blogspot.com/2009/04/cacciamo-via-dalla-nostra-terra-i.html' title='CACCIAMO VIA DALLA NOSTRA TERRA I GOVERNI DEI BANCHIERI, DEI CAPITALISTI E DEI CRIMINALI DI GUERRA'/><author><name>Partito Comunista dei lavoratori - Olbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16273253567484521882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394.post-8491105236183001198</id><published>2009-04-04T08:33:00.001-07:00</published><updated>2009-04-04T08:33:30.635-07:00</updated><title type='text'>Testo del volantino del PCL in occasione della manifestazione nazionale CGIL del 4 aprile</title><content type='html'>(3 Aprile 2009)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DARE UNA PROSPETTIVA A QUESTA GRANDE MANIFESTAZIONE APRIRE UNA LOTTA VERA, RADICALE, A OLTRANZA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NON PER PARTECIPARE, MA PER VINCERE.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’imponente manifestazione di oggi- cui il PCL da’ la sua piena adesione- non può finire su un binario morto. Di fronte all’enormità della crisi e alle politiche reazionarie di Berlusconi, le sole manifestazioni trimestrali e gli scioperi dimostrativi sono del tutto insufficienti . E’ necessaria una svolta radicale di lotta, unitaria e di massa.&lt;br /&gt;In tutta Europa si vanno sviluppando, in maniera diversa, forme di lotta radicale, sino ad evocare una vera rivolta sociale. E’ ciò che la borghesia teme come la peste. Invece in Italia Epifani si vanta sul Corriere della sera di “ saper evitare l’esplosione della rabbia sociale come in Grecia e in Francia” con l’intento di tranquillizzare Confindustria. E questo nel momento in cui, paradossalmente, la Cgil è all’opposizione del governo.&lt;br /&gt;Così non va. Non si può fare opposizione a Berlusconi cercando di tranquillizzare Marcegaglia. Non si può contrastare efficacemente le politiche del padronato e del governo con manifestazioni rituali una tantum: che certo sono un’importante espressione di dissenso, ma che non incidono sui rapporti di forza reali. E che per di più vedono spesso assurdamente divisi la Cgil e i sindacati di base.&lt;br /&gt;E’ necessaria una vera prova di forza contro le classi dirigenti del paese. La piazza di oggi ci dice che è possibile.&lt;br /&gt;Proponiamo che tutte le organizzazioni sindacali del mondo del lavoro, dalla Cgil (a partire dalla Fiom) a tutto il sindacalismo di base, convochino unitariamente una grande assemblea nazionale di delegati eletti che promuova una svolta di lotta.&lt;br /&gt;Proponiamo l’apertura di una grande vertenza generale del mondo del lavoro, dei precari, dei disoccupati, che sfoci in una mobilitazione prolungata ( sino ad uno sciopero generale ad oltranza), che si combini con l’occupazione delle aziende in crisi e con la costituzione di una cassa nazionale di resistenza.&lt;br /&gt;Proponiamo una piattaforma di lotta unificante che miri a ricomporre tutto ciò che la crisi tende a dividere; che parta dalla rivendicazione del blocco generale dei licenziamenti, della ripartizione tra tutti del lavoro che c’è ( con la riduzione progressiva dell’orario a parità di paga), di un grande piano di opere pubbliche di utilità sociale, dell’assunzione a tempo indeterminato di tutti i precari ( con l’abolizione di tutte le leggi di precarizzazione del lavoro), di una vera indennità per tutti i disoccupati ( non inferiore ad almeno 1000 euro netti mensili detassati), del permesso di soggiorno per tutti i lavoratori immigrati; e che soprattutto dica: “Paghi chi non ha mai pagato”. A partire dalle grandi imprese e delle banche, che vanno nazionalizzate, senza indennizzo per i grandi azionisti, e sotto il controllo dei lavoratori: una soluzione che garantirebbe i posti di lavoro e consentirebbe il risparmio di enormi risorse pubbliche, oggi regalate a banchieri e capitalisti, destinandole al lavoro, ai salari, a vere protezioni sociali.&lt;br /&gt;Questa svolta di lotta non solo è possibile, ma è la condizione decisiva per dare una prospettiva alla grande manifestazione di oggi, per ricomporre la più vasta unità dei lavoratori, per ottenere risultati. Perchè l’esperienza dice che solo la forza di massa può strappare conquiste nuove e difendere conquiste vecchie. A chi obietta che questa proposta d’azione è “incompatibile” con le attuali regole del gioco, rispondiamo che è vero: infatti solo rompendo le regole del gioco di questa società capitalista, si può aprire il varco di un’alternativa vera. Solo la lotta per cacciare i capitalisti e i banchieri, e per affermare un governo dei lavoratori può dischiudere una prospettiva nuova. Il resto è un film già visto (e subìto), troppe volte.&lt;br /&gt;In ogni caso il PCL- unico partito della sinistra a non essersi mai compromesso con le politiche antioperaie- impegna le proprie forze, in ogni luogo di lavoro e in ogni sindacato, per questa svolta unitaria e radicale del movimento operaio. E chiede pubblicamente a tutte le sinistre, politiche e sindacali, di realizzare un fronte unico d’azione su questo terreno decisivo.&lt;br /&gt;IL PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI HA AVVIATO UNA CAMPAGNA NAZIONALE PER LA NAZIONALIZZAZIONE DELLE AZIENDE IN CRISI E DELLE BANCHE, CHE STA GIA’ REGISTRANDO L’ADESIONE DI NUMEROSE STRUTTURE SINDACALI E DIRIGENTI SINDACALI ( A PARTIRE DAL LIVELLO DELLE RSU). IL TESTO DELLA CAMPAGNA SI PUO’ TROVARE SUL SITO DEL PARTITO(pclavoratori.it). SE INTENDI DARE L’ADESIONE, PUOI INVIARLA ALL’INDIRIZZO DEL PCL (info@pclavoratori.it) indicando nome e cognome, carica sindacale, luogo di lavoro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1069661766023927394-8491105236183001198?l=pclolbia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pclolbia.blogspot.com/feeds/8491105236183001198/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1069661766023927394&amp;postID=8491105236183001198&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/8491105236183001198'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/8491105236183001198'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pclolbia.blogspot.com/2009/04/testo-del-volantino-del-pcl-in.html' title='Testo del volantino del PCL in occasione della manifestazione nazionale CGIL del 4 aprile'/><author><name>Partito Comunista dei lavoratori - Olbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16273253567484521882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394.post-6259009020052358938</id><published>2009-04-03T13:02:00.000-07:00</published><updated>2009-04-03T13:03:12.431-07:00</updated><title type='text'>Documento degli studenti del PCL</title><content type='html'>(3 Aprile 2009)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;domenica 29 marzo 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA CRISI LA PAGHINO I PADRONI E I BANCHIERI!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Noi la crisi non la paghiamo!”: questo slogan ha infiammato e infiamma tuttora le lotte delle nuove generazioni di tutta Europa, dall’Italia alla Grecia. Una nuova generazione che si affaccia alla lotta di classe non sente più parlare dei miti fasulli e menzogneri sulla “fine del comunismo” o su un “nuovo ordine mondiale” che sarebbe sopraggiunto dopo la caduta del Muro di Berlino, ma prova in maniera reale sulla propria pelle il costo di una crisi catastrofica del capitalismo che porta tutti i governi capitalisti ad attaccare pesantemente i posti di lavoro, i salari, lo stato sociale, il diritto allo studio e in generale le condizioni di vita dei lavoratori e dei loro figli.&lt;br /&gt;E’ in questo contesto che si è svolta la lotta esemplare degli studenti italiani (insieme a genitori, insegnanti e lavoratori della scuola) contro i tagli criminali del governo Berlusconi sui fondi destinati alla scuola e all’università pubbliche, e contro il progetto di controriforma della ministra Gelmini.&lt;br /&gt;PERCHE’ L’”ONDA” NON HA VINTO?&lt;br /&gt;Tuttavia la sconfitta subita dal movimento con l’approvazione dei decreti e la fine delle mobilitazioni ci impongono una seria riflessione per capirne le cause e per non ripetere gli stessi errori nell’ipotesi di un rilancio del movimento.&lt;br /&gt;A questo scopo è utile confrontare l’”Onda” italiana con esperienze di lotta vittoriose, come il movimento anti-Cpe in Francia, che attraverso una lotta esemplare di studenti e lavoratori uniti è riuscito a sconfiggere l’odioso Contratto di Primo Impiego. In Italia invece, la mancanza di una prospettiva concreta della lotta e la mancanza di una vera prova di forza contro il governo (nella convinzione che una vittoria si potesse ottenere facendo più kilometri possibile nei cortei) hanno progressivamente sprecato le forze e portato gli studenti ad abbandonare gradualmente la lotta.&lt;br /&gt;La prova di forza contro i governi si fa soltanto con l’unità di lotta tra studenti e lavoratori, ciò che ha permesso in Francia di creare un movimento di massa che ha sconfitto il governo Chiraque, uno dei più reazionari , sul Cpe. Chi sostiene, come la Rete per l’Autoformazione (disobbedienti) che ha diretto in maniera autoritaria il movimento a Roma, che “la classica parola d’ordine dell’unità studenti-operai è oggi definitivamente superata” (www.uniriot.org) mistifica la realtà e non ha a cuore la vittoria del movimento ma soltanto interessi burocratici di controllo su di esso, come hanno dimostrato Francesco Raparelli e la relativa linea politica “post autonoma”.E’ quando scende in campo la classe operaia, cioè chi manda avanti la produzione, che i padroni e i loro governi cominciano ad avere paura ed è possibile perciò creare prove di forza vincenti. Nascondendo questa realtà i disobbedienti non hanno fatto altro che indebolire la lotta.&lt;br /&gt;E proprio questa burocrazia ha impedito una qualsiasi forma democratica di partecipazione degli studenti al movimento; per paura di perdere il controllo su di esso hanno rifiutato e combattuto con metodi autoritari la forma di organizzazione più democratica che possa esistere per una lotta e che ha animato le esperienze di movimento vittoriose operaie e studentesche: un coordinamento a vari livelli (da quello d’ateneo a quello nazionale) formato da delegati eletti dalle assemblee degli studenti e revocabili in qualsiasi momento dalle stesse. Questo principio è profondamente diverso da quello della delega borghese, fatto di deputati e senatori corrotti che non rispondono a nessuno del loro mandato. Il coordinamento per delegati è al contrario la forma di democrazia più diretta che avrebbe consentito, oltreché di centralizzare e coordinare meglio la lotta, di coinvolgere la massa degli studenti attivamente nel dibattito all’interno del movimento.&lt;br /&gt;AUTORIFORMA O LOTTA IN DIFESA DELL’UNIVERSITA’ PUBBLICA?&lt;br /&gt;Altro elemento centrale che ha rappresentato un punto debole è stato la proposta centrale appioppata dai disobbedienti al movimento della cosiddetta “autoriforma” incentrata sull’”autoformazione”: ma cosa c’è dietro queste parole? Il progetto dei disobbedienti (se ci credono veramente) è quello di costituire nel quadro di un’università scadente dei percorsi di didattica “autogestita” dagli studenti. Oltre a rappresentare una proposta vaga e deleteria, essa implica l’accettazione dell’autonomia universitaria, il primo male che ha partorito tutte le attuali controriforme, e non mette in dubbio il modello universitario attualmente propinato. La questione centrale che si deve affrontare è quella di una lotta per un’università pubblica, gratuita, di massa, di qualità e al servizio delle masse popolari e non dei privati. Soltanto questa piattaforma è in grado di difendere il diritto allo studio e di far diventare la mobilitazione degli studenti una lotta di massa e popolare, coinvolgendo gli altri settori oppressi della società.&lt;br /&gt;PER IL RILANCIO DEL MOVIMENTO, PER L’UNITA’ DI LOTTA STUDENTI-LAVORATORI!&lt;br /&gt;Allo stato attuale, dopo il riflusso, è oggettivamente difficile far ripartire immediatamente una mobilitazione delle dimensioni viste nei mesi scorsi: ma la crisi mondiale sta producendo e preparando in Europa e in tutto il mondo grandi esplosioni sociali contro le condizioni di vita imposte dal capitalismo. Quando i lavoratori e le nuove generazioni torneranno a mobilitarsi sarà necessaria però una svolta nella direzione: servirà una piattaforma di lotta all’altezza della situazione e al di fuori delle castronerie irreali propinate ad esempio dai disobbedienti. Questa è la piattaforma che come Coordinamento Studenti Rivoluzionari abbiamo proposto al movimento e riteniamo sia un punto di partenza indispensabile nel caso di un suo rilancio:&lt;br /&gt;• LOTTA AD OLTRANZA IN DIFESA DELLA SCUOLA E DELL’UNIVERSITA’ PUBBLICH&lt;br /&gt;• PER L’ABROGAZIONE DELL’AUTONOMIA UNIVERSITARIA E DI TUTTE LE CONTRIRIFORME DEGLI ANNI ‘90 A PARTIRE DALLA ZECCHINO-BERLINGUER&lt;br /&gt;• ABOLIZIONE DEI FINANZIAMENTI PUBBLICI AI PRIVATI, MASSICCI INVESTIMENTI PER LA SCUOLA E L’UNIVERSITA’ PUBBLICHE&lt;br /&gt;• PER UN’ISTRUZIONE PUBBLICA, GRATUITA, DI MASSA E DI QUALITA’ E AL SERVIZIO DELLE MASSE POPOLARI&lt;br /&gt;• UNITA’ DI LOTTA COL MONDO DEL LAVORO&lt;br /&gt;• ORGANIZZARE LE LOTTE CON UN COORDINAMENTO PER DELEGATI ELETTI DALLE ASSEMBLEE E REVOCABILI IN QUALSIASI MOMENTO&lt;br /&gt;• CACCIARE BERLUSCONI, PER UN’ALTERNATIVA ANTICAPITALISTA&lt;br /&gt;Sulla base di questo programma proponiamo come CSR un fronte unico di lotta a tutte le organizzazioni che si riconoscono in esso.&lt;br /&gt;Paghi chi non ha mai pagato!&lt;br /&gt;COORDINAMENTO STUDENTI RIVOLUZIONARI – Roma&lt;br /&gt;www.csrstudenti.blogspot.com csrstudenti@gmail.com&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1069661766023927394-6259009020052358938?l=pclolbia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pclolbia.blogspot.com/feeds/6259009020052358938/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1069661766023927394&amp;postID=6259009020052358938&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/6259009020052358938'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/6259009020052358938'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pclolbia.blogspot.com/2009/04/documento-degli-studenti-del-pcl.html' title='Documento degli studenti del PCL'/><author><name>Partito Comunista dei lavoratori - Olbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16273253567484521882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394.post-2713020379502257684</id><published>2009-03-20T08:59:00.000-07:00</published><updated>2009-03-20T09:00:42.819-07:00</updated><title type='text'>LA NAZIONALIZZAZIONE DELLE BANCHE, MISTIFICAZIONE E REALTA’. L’ATTUALITA’ DI UNA RIVENDICAZIONE RIVOLUZIONARIA.</title><content type='html'>Documento di Marco Ferrando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il PCL è stato l’unico partito della sinistra a sollevare pubblicamente , nella stessa campagna delle elezioni politiche, la rivendicazione della nazionalizzazione delle banche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando sollevammo questo tema, appena 10 mesi fa, incontrammo una reazione generale di incredulità, scetticismo, o addirittura irrisione. E non solo negli ambienti borghesi liberali, com’è naturale. Ma nell’ambito stesso della sinistra e dei suoi stati maggiori. L’obiezione borghese, ancora imbevuta dell’ipocrisia “liberista,, ci accusava di intollerabile “statalismo”. Gli stati maggiori delle sinistre (PRC- PDCI-SC) irridevano, con sufficienza, al nostro “astratto propagandismo ideologico, che non si confrontava con la realtà”. Ed in effetti..”la realtà” di allora vedeva tutte le sinistre votare un regalo di 10 miliardi di euro alle banche ( tra cuneo fiscale del 2006 e taglio IRES del 2007), pur di compiacere un governo Prodi e un PD che vantavano il sostegno dei principali banchieri. La parola d’ordine della nazionalizzazione delle banche non poteva che suonare lunare alle orecchie del loro mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da allora sono passati solo 10 mesi. E sull’onda della grande crisi del capitalismo internazionale, l’intero vocabolario ideologico del mondo appare capovolto. Il tema della nazionalizzazione delle banche entra prepotentemente nel dibattito pubblico dominante. Molti vecchi campioni del liberismo borghese si scoprono improvvisamente statalisti, e plaudono all’”intervento pubblico” nel sistema creditizio. Mentre gli stati maggiori della sinistra, totalmente frastornati e politicamente a pezzi, ripetono come un disco rotto il vecchi rosario “antiliberista” col rischio di accodarsi alla truffa delle nazionalizzazioni borghesi : incapaci, ieri come oggi, di una propria proposta indipendente all’altezza della crisi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LIBERISMO E STATALISMO. IL LINGUAGGIO DELLA CONFUSIONE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La riscoperta ideologica, dal versante borghese, del tema “nazionalizzazioni”, dopo 20 anni di ubriacatura liberista, è tuttaltro che irrilevante. In un certo senso è la misura indiretta della profondità della crisi capitalistica. Il combinarsi della crisi finanziaria e bancaria con la recessione internazionale, e la straordinaria rapidità della dinamica della crisi, hanno  scosso profondamente la borghesia mondiale, ponendola di fronte a compiti nuovi, su un terreno largamente inesplorato dalle sue ultime generazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La svolta borghese non è affatto rappresentabile come passaggio “dal liberismo allo statalismo”, se non nello schermo distorto dell’ideologia. Occorre diradare il fumo dell’ideologia per evidenziare la realtà. Nella realtà, la borghesia non è mai stata “liberista” in passato, come non è diventata “socialista”oggi. La borghesia difende sempre, ieri come oggi, in forme diverse e con diversi strumenti, il proprio sistema di oppressione e di sfruttamento. Nella cosiddetta era “liberista”, gli Stati imperialisti hanno svolto un ruolo centrale nella liberalizzazione dei mercati finanziari, nelle privatizzazioni bancarie, industriali e dei servizi, nell’abbattimento del prelievo fiscale sui profitti, nello smantellamento delle protezioni sociali dei lavoratori, nell’imporre ai Paesi dipendenti la rimozione di ogni protezione del loro mercato interno ( mentre erigevano barriere doganali a difesa del proprio mercato dai prodotti di quei Paesi). Il “liberismo” contro i lavoratori e i popoli oppressi era solo il manto ideologico delle politiche statali del capitalismo, entro una nuova competizione mondiale tra Stati. Specularmente, nella nuova fase statalista che si va aprendo, ogni intervento dello Stato nell’economia capitalista non solo non ha nulla di “socialista” o di “progressivo”, ma serve a tutelare il mercato capitalistico dagli effetti rovinosi della sua crisi planetaria. Entro un nuovo quadro di relazioni mondiali segnato dal declino americano e dalla rottura dei vecchi equilibri. Lo “statalismo” o addirittura i civettamenti linguistici con il “socialismo” (“siamo tutti socialisti” titolava New Sweek), sono solo la copertura ideologica delle politiche di salvazione del capitalismo contro i lavoratori e tutte le sue vittime sociali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LE NAZIONALIZZAZIONI BORGHESI: LA SOCIALIZZAZIONE DELLE PERDITE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La questione “nazionalizzazioni” si pone in questo quadro. Lo sdoganamento borghese di questo termine “proibito” si combina con il rovesciamento di segno del suo significato. Le nazionalizzazioni di cui parlano, in forme diverse, Obama e Merkel, Sarkosy e Berlusconi, Brown e Zapatero, non  espropriano banche ma socializzano le loro perdite, ad esclusivo vantaggio dei loro profitti e del loro rilancio . E a carico di lavoratori e contribuenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A tutte le latitudini del mondo, le grandi banche capitaliste, protagoniste della ventennale rapina finanziaria, hanno due problemi di fondo: liberarsi dei titoli tossici e ridurre il rapporto tra debito e capitale. Gli Stati e i governi capitalisti di ogni colore  si affannano a risolvere questi  problemi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le forme del loro intervento sono tra loro molto diverse.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Lo Stato può prestare risorse pubbliche alle banche private, o attraverso l’intervento della banca centrale, o attraverso l’acquisto di obbligazioni bancarie ( come i Bond di Tremonti). Una pratica di cui hanno usufruito sinora decine di grandi banche in tutto il mondo ( ma senza risultati..)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo Stato può mettere a disposizione delle banche risorse pubbliche sotto forma di “garanzia pubblica dei depositi” dei risparmiatori, al fine di impedire il ritiro dei depositi e di sostenere il valore delle azioni bancarie in Borsa, quindi  il  patrimonio dei banchieri. E’ ciò che ha fatto in parte il governo Berlusconi con i decreti d’ottobre ( ma le azioni bancarie hanno continuato a calare).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo Stato può acquistare i titoli tossici delle banche ( porcherie accumulate con speculazioni e truffe senza confini) e depositarli in una ( o più) cosiddetta “ bad bank”: al fine di ripulire le banche speculatrici e rilanciarle sul mercato. E’ ciò che ha in progetto il decantato governo Obama, con un’operazione calcolata in oltre 1000 miliardi pubblici; è ciò che ipotizza il governo Brown con un investimento di 500 miliardi, e che non escludono i governi tedesco e italiano. E’ l’operazione che è stata fatta in Italia con il Banco di Napoli alla metà degli anni 90. Ed è l’operazione ad un tempo più costosa e più cinica: lo Stato accolla ai contribuenti il costo sociale delle speculazioni per salvare gli speculatori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo Stato può infine acquisire con soldi pubblici pacchetti azionari delle banche in crisi, al fine di allargare il loro patrimonio e salvarle dal fallimento: e può farlo sia con l’acquisizione di quote di minoranza e con azioni prive di diritto di voto ,sia conseguendo in casi particolari la maggioranza azionaria e dunque il controllo pubblico ( come è avvenuto con la Northern Bank in GB). Sono anch’esse operazioni costose per le risorse pubbliche, e sono  a termine: lo Stato risana la banca coi soldi pubblici per poi rivenderla agli speculatori privati, quando la bufera è passata, a vantaggio dei loro profitti.( E’ l’operazione fatta dal governo svedese nel 79). Salvo che oggi la bufera non è ordinaria, ha una dimensione mondiale, e le risorse pubbliche oltre una certa soglia scarseggiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono, come si vede, operazioni di diversa portata su un terreno spesso sperimentale e accidentato, segnato dalla recessione internazionale dell’economia reale, dal rischio default di diversi Paesi dell’Est  europeo, dalle contraddizioni esplosive tra i diversi paesi capitalisti. E tuttavia qual è il tratto comune di queste diverse soluzioni? Salvare il capitalismo e i capitalisti dalla loro bancarotta, con risorse sottratte ai salari, alle protezioni sociali, ai servizi pubblici. Sottrarre ulteriori risorse a coloro che hanno sempre pagato per darle a chi non solo non ha pagato mai, ma è il responsabile, da tutti riconosciuto, del grande crak: il banchiere e il capitalista. Chiamare tutto questo “ nazionalizzazioni” è solo la misura dell’ipocrisia borghese. E’ l’eterno tentativo- come diceva Marx- di spacciare per interesse generale  l’ interesse particolare della borghesia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LE SINISTRE: DAL VOTO ALLE PRIVATIZAZIONI ALL’AVALLO DELLE NAZIONALIZZAZIONI BORGHESI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proprio per questo colpisce l’afasia delle sinistre italiane di fronte a questo scenario. Tutto il riformismo italiano ed europeo ha rimosso da alcuni decenni lo stesso termine “ nazionalizzazione”, persino nella sua torsione riformistica. Nella battaglia interna al PRC, la rivendicazione della nazionalizzazione delle banche, avanzata ostinatamente per 15 anni dalla sinistra rivoluzionaria di quel partito ( futuro PCL), è stata assunta a emblema dell’”estremismo ideologico” da combattere: e non solo dai gruppi dirigenti riformisti, ma dagli stessi dirigenti di Sinistra Critica. “ Ha senso rivendicare solo ciò che è immediatamente ottenibile”, ci hanno spiegato tutti per anni, con aria saccente, contro la rivendicazione delle nazionalizzazioni. Salvo votare, una volta al governo ( o nella sua maggioranza), le..privatizzazioni della borghesia (certo “ottenibilissime” senza sforzo).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora che la realtà della crisi capitalistica ha superato il loro limitato immaginario; ora che i circoli borghesi evocano loro stessi le “nazionalizzazioni”, cosa fanno i dirigenti riformisti e centristi? Si accodano “criticamente” alla moda corrente, e avallano “criticamente” le “nazionalizzazioni” della borghesia. La politica economica della nuova amministrazione Obama è salutata dal riformismo italiano con estatica ammirazione: i suoi versamenti stratosferici a grandi imprese e banche sono stati assunti come esempio di intervento pubblico nell’economia e di svolta “antiliberista”. Persino l’evocazione populista di Berlusconi sulle nazionalizzazioni è stata salutata come “una buona idea” da Paolo Ferrero e come “una rivendicazione comunista” dal PDCI,  forse con ironia, ma con scarso senso del ridicolo. La proposta testuale del PRC è quella di “acquisire quote di proprietà pubblica” delle banche, e di destinare risorse pubbliche alle imprese “solo in cambio di impegni occupazionali”( v. il volantone di partito al sciopero fiom del 13 febbraio). Ma per quale ragione si dovrebbero spendere soldi pubblici( cioè dei contribuenti lavoratori) per sostenere il patrimonio delle banche, per di più in posizione di minoranza? Per queste misure non serve Ferrero, è sufficiente Brown o Merkel. E quale valore avrebbero gli improbabili “impegni” occupazionali dei capitalisti, a fronte del regalo materiale di nuovi miliardi di euro che Ferrero e Diliberto sarebbero disponibili a concedere loro, alla coda di tutti i politicanti borghesi? I casi di General Motors o di Pegeout o della stessa Fiat  non sono sufficientemente eloquenti? . Tanti impegni, tanti soldi pubblici intascati, tanti licenziamenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Ma c’è di più: la burocrazia dirigente della CGIL ha sentito il bisogno di dichiarare pubblicamente la propria preoccupazione per l’”autonomia” degli istituti di credito minacciati dall’invadenza “statalista”del governo. Si è schierata con Bankitalia e i banchieri speculatori contro l’invocazione prefettizia di Tremonti. Il che significa che il principale sindacato italiano, nel momento stesso della sua opposizione a Berlusconi è riuscito, in un colpo solo, a difendere i banchieri e a prendere sul serio il Cavaliere, avallando le sue  mistificazioni populiste.  Come ci si può meravigliare se, nonostante la crisi, il governo continua a raccogliere il ( tragico) consenso di un settore significativo dello stesso mondo del lavoro?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La verità è che la borghesia, a suo modo, si mostra infinitamente più radicale, nel suo stesso linguaggio e propaganda, di chi dovrebbe combatterla. E che una cultura riformista e centrista, impregnata di realismo minimalista e di adattamento alle vecchie regole del gioco, si trova totalmente spiazzata dalla più grande crisi capitalista degli ultimi 80 anni, e dalla stessa disinvoltura della svolta ideologica  borghese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ESPROPRIO DELLE BANCHE, QUALE UNICA VERA NAZIONALIZZAZIONE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa stessa crisi è invece un’eccezionale occasione storica per l’intervento dei comunisti rivoluzionari. E la questione della “ nazionalizzazione delle banche” è al riguardo paradigmatica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad una borghesia costretta a contraddire, nel modo più clamoroso, tutto il corso ideologico iperliberista post89; costretta per la prima volta sulla difensiva – in campo culturale- dalla grande crisi del capitalismo; costretta a nobilitare, controvoglia, la stessa tematica delle nazionalizzazioni, non si può rispondere col vecchio approccio sindacale e minimale, né con l’armamentario culturale “antiliberista”, se non al prezzo di una nuova subordinazione. Si può e si deve rispondere opponendole un’alternativa di sistema, che restituisca alla rivendicazione della nazionalizzazione il suo significato anticapitalista e rivoluzionario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si tratta di far leva sul nuovo linguaggio ideologico della borghesia per rivolgerlo contro di essa. Al salvataggio delle banche a spese dei contribuenti va contrapposto il salvataggio dei contribuenti a spese delle banche: non un soldo alle banche; le banche vengano nazionalizzate, senza alcun indennizzo per i grandi azionisti, e sotto il controllo operaio e popolare ( visto che l’indennizzo se lo sono già pagato con decenni di truffe,rapine, mutui usurai..), mentre lo Stato garantirà pienamente ( a differenza degli attuali banchieri) il piccolo risparmio; e le risorse pubbliche così risparmiate saranno investite in salari, protezioni sociali, servizi pubblici, in tutte quelle voci sociali falcidiate per vent’anni in ogni finanziaria, su pressione delle banche.  Una grande banca pubblica, sotto controllo sociale, con dirigenti eletti e revocabili, pagati col salario di un operaio medio,sarà uno strumento formidabile per riorganizzare dalle fondamenta l’intera economia e società.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come si vede, non si tratta affatto di un approccio astratto e incomprensibile. Al contrario: tutte le rivendicazioni immediate dei lavoratori di fronte alla crisi; tutte le rivendicazioni di difesa del lavoro, di assunzione dei precari, di estensione del diritto di cassa integrazione all’insieme dei lavoratori con l’80% del salario, di reale indennità per tutti i disoccupati, di difesa ed estensione dei servizi pubblici e delle opere di pubblica utilità ( casa, scuola, sanità..), riconducono all’interrogativo naturale: chi paga?.E non c’è risposta possibile a questo interrogativo senza chiamare in causa l’immensa mole di risorse pubbliche oggi destinate alla borghesia e in primo luogo alle banche. A sua volta non è possibile privare le banche di quelle risorse, senza una loro nazionalizzazione-esproprio sotto controllo operaio e popolare. Per questo la tematica delle nazionalizzazioni può e deve acquisire, nella crisi, un carattere popolare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL GOVERNO DEI LAVORATORI, QUALE UNICA VERA SOLUZIONE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prospettiva del governo dei lavoratori è sottesa organicamente, alla rivendicazione delle nazionalizzazioni. Il PCL non chiede a Berlusconi, come non lo chiederebbe a Prodi, di espropriare i banchieri. Tutta la propaganda e l’agitazione sulla rivendicazione della nazionalizzazione  ha un senso esattamente opposto: ricondurre alla necessità di un governo operaio e popolare, capace di liberare la società dalla crisi del capitalismo e dalla spazzatura politica e morale delle sue classi dirigenti. Di ogni colore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo resta il punto decisivo e discriminante. Tutti coloro che,a sinistra, parlano oggi di nazionalizzazioni   ( dopo aver votato ieri le privatizzazioni), senza porre la prospettiva di un governo operaio e popolare, fanno loro sì, pura propaganda, subalterna e ingannevole. Continuano a illudere i lavoratori, in forme nuove, su un possibile capitalismo “sociale” e “riformato”, e su una funzione neutrale dello Stato. Per di più alla coda  dell’emergente statalismo borghese, e di fronte alla catastrofe capitalistica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nostra proposta è opposta. La rivendicazione della nazionalizzazione delle banche, senza indennizzo, e sotto controllo dei lavoratori, è apertamente contrapposta allo statalismo della borghesia  perchè vuole liberare i lavoratori da ogni vecchia illusione riformista : rivendica l’esproprio del cuore stesso del capitale finanziario, delle sue proprietà, del suo potere ; afferma l’istanza di un potere nuovo e autonomo ( il “controllo operaio”), apertamente alternativo al comitato d’affari dello stato borghese, alla sua burocrazia, al suo funzionariato. Se il ministro Tremonti evoca il controllo prefettizio  sulle banche private, (col plauso di Di Pietro), per chiedere loro di dare più soldi ai capitalisti, il PCL propone il controllo dei lavoratori su un’unica banca pubblica,per dare più soldi alla maggioranza della società.  Solo un governo dei lavoratori, che rovesci il dominio dei capitalisti, potrà realizzare questa misura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MARCO FERRANDO.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1069661766023927394-2713020379502257684?l=pclolbia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pclolbia.blogspot.com/feeds/2713020379502257684/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1069661766023927394&amp;postID=2713020379502257684&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/2713020379502257684'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/2713020379502257684'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pclolbia.blogspot.com/2009/03/la-nazionalizzazione-delle-banche.html' title='LA NAZIONALIZZAZIONE DELLE BANCHE, MISTIFICAZIONE E REALTA’. L’ATTUALITA’ DI UNA RIVENDICAZIONE RIVOLUZIONARIA.'/><author><name>Partito Comunista dei lavoratori - Olbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16273253567484521882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394.post-2620599698835289490</id><published>2009-03-01T06:17:00.000-08:00</published><updated>2009-03-01T06:18:50.952-08:00</updated><title type='text'>Maledetti collaborazionisti</title><content type='html'>(28 febbraio 2009)     &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cisl e Uil nascono con i soldi del governo americano per dividere e disorientare i lavoratori in vista dell’offensiva borghese, che si scatenò dopo la sconfitta del Fronte Popolare nelle elezioni dell’aprile 1948. Anche allora si facevano blocchi stradali e ferroviari. Dalla loro nascita ad oggi, Cisl e Uil hanno mantenuto il loro compito. La CGIL deve rompere definitivamente con Cisl e Uil ed avviare una campagna in tutti i posti di lavoro contro la burocrazia collaborazionista di Cisl ed Uil.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Senza la complicità di Cisl ed Uil, il governo padronale non avrebbe sferrato l’attacco al diritto di sciopero con il “disegno di legge delega sulle agitazioni”. Dalle fabbriche di Detroit - dove i lavoratori non devono più scioperare, altrimenti non saranno elargiti i fondi stanziati, prima, da Bush e, ora, da Obama a G.M. e Crysler-  allo Stato italiano, l’oligarchia finanziaria e industriale  marcia compatta contro il diritto di sciopero. Il craxiano Sacconi, Ministro del lavoro, ha dichiarato: “non potevamo stare a guardare rispetto ai 500 scioperi l’anno rilevati dal garante”. Questo rinnegato, che si è fatto le ossa nell’apparato della CGIL e del Partito socialista, crede che la burocrazia collaborazionista  di Cisl e Uil sia in grado di attentare in profondità alla volontà di lotta e all’unità della classe lavoratrice. Il ministro Sacconi scoprirà ben presto che ha esagerato, notevolmente, le capacità di agitazione reazionaria dei collaborazionisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi continua a credere che ci sarà un’uscita democratica dalla crisi generale del capitalismo disarma politicamente il movimento operaio, perchè accredita presso i lavoratori e le lavoratrici le bugie degli economisti ufficiali, la propaganda dei governi. Il piano di salvataggio dei banchieri e degli industriali, attraverso i “Tremonti bond”, con i suoi effetti negativi immediati per le masse provocherà la rabbia popolare contro il governo e i suoi complici banchieri ed industriali. Non saranno le misure di Berlusconi contro il diritto di sciopero a fermare scioperi, mobilitazioni e rivolte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sull’Europa dei padroni si addensano nubi che annunciano uragani sociali. La crisi mondiale in Russia, non ha trovato impaurite le masse. A Mosca, a Pskov, a Volgograd ed a Vladivostok i manifestanti e gli scioperanti si scontrano con la polizia. A Dublino la settimana scorsa hanno manifestato centoventimila scioperanti. In Francia, nonostante la demagogia nazionalista e protezionista di Sarkozy, quattro francesi su cinque giustificano la rivolta popolare nel Dipartimento d’Oltremare della Guadalupa. In Grecia la lotta continua.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le masse lavoratrici d’Europa si troveranno a dover combattere insieme contro i propri governi, il direttorio dell’Unione e della Banca centrale europea. Chi continua a pensare che la cornice nazionale sia la più adatta alla lotta di classe, fa il gioco della demagogia nazionalista e protezionista. L’esperienza storica del XX secolo insegna che quando i partiti operai sono venuti meno all’internazionalismo, la borghesia ha potuto dar libero sfogo ai suoi istinti predatori ammazzando e rovinando centinaia di milioni di persone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’alternativa non è fra un’uscita democratica o autoritaria dalla crisi ma fra rivoluzione socialista e barbarie progressiva (regimi burocratico-polizieschi nei paesi imperialisti dominanti, guerre colonialiste in Africa, Asia, America latina e regimi mafiosi in tutto l’est europeo). La classe lavoratrice di tutta l’Europa nei prossimi mesi inizierà a convincersi che l’alternativa alla catastrofe capitalista è la lotta per il governo dei lavoratori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Coordinamento Sardo del Partito Comunista dei Lavoratori per la IV Internazionale&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1069661766023927394-2620599698835289490?l=pclolbia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pclolbia.blogspot.com/feeds/2620599698835289490/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1069661766023927394&amp;postID=2620599698835289490&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/2620599698835289490'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/2620599698835289490'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pclolbia.blogspot.com/2009/03/maledetti-collaborazionisti.html' title='Maledetti collaborazionisti'/><author><name>Partito Comunista dei lavoratori - Olbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16273253567484521882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394.post-8522051919867737373</id><published>2009-02-27T08:55:00.000-08:00</published><updated>2009-02-27T08:56:40.317-08:00</updated><title type='text'>Gli stucchevoli  obamisti di sinistra e la lezione di Marat</title><content type='html'>Il 17 giugno 1789 i deputati del Terzo stato ruppero con la legalità dell’ancien régime e si costituirono in assemblea nazionale. Il 20 giugno giurarono di non separarsi e di riunirsi “fino a che la costituzione non sia stabilita e affermata su solide basi”. Il 27 giugno, dopo diversi tentativi di intimidazione dei rappresentanti del terzo stato, Luigi XVI ratificò il fatto compiuto del 17 giugno e invitò “il fedele clero e la sua fedele nobiltà ad unirsi al terzo stato”. Gli ingenui esultarono. Ma Luigi Capeto prendeva solamente tempo e cospirava, insieme al Consiglio e alla famiglia reale, per preparare una nuova notte di san Bartolomeo. Il 26 giugno, il giorno prima della recita da monarca costituzionale, il re dette l’ordine di mobilitazione di sei reggimenti di guardie svizzere. Il primo di luglio ordinò la mobilitazione di dieci reggimenti di ussari tedeschi. Ma al mondo oltre agli ingenui ci sono anche i rivoluzionari e, uno fra i più grandi, Jean Paul Marat pubblicò, il primo di luglio, un opuscolo  in cui chiamava borghesi, sanculotti e plebei alla vigilanza ed alla mobilitazione:“concittadini! Osservate sempre la condotta dei ministri, onde regolare la vostra. Il loro obiettivo è lo scioglimento della nostra assemblea nazionale, l’unico mezzo per fare ciò è la guerra civile. I ministri intendono aizzare la sedizione!...E intanto vi circondano con l’imponente apparato dei soldati, delle baionette”. Mentre l’assemblea nazionale discuteva sull’organizzazione della guardia nazionale, le masse parigine assaltarono Les Invalides, portarono via 32.000 fucili e, poi, si diressero alla Bastiglia. Luigi XVI, che non capì la lezione, continuò a cospirare ma l’energia delle masse ed il realismo dei giacobini le fecero fallire ed il 21 gennaio 1793 il re fu ghigliottinato. Gli antigiacobini di professione hanno sempre sprecato parole per attribuire a Marat ed agli altri rivoluzionari quell’insieme di sciocchezze che chiamano la “cultura del sospetto”, la “demonizzazione dell’avversario”, la “paranoia rivoluzionaria”. Aria fritta per nascondere ciò che le persone di buon senso chiamano realismo. Ma i nemici della rivoluzione sono nemici dei rivoluzionari e cercano di screditarli con tutti i mezzi a loro disposizione.&lt;br /&gt;Anche gli stucchevoli obamisti di sinistra continuano a non capire la lezione di Marat. La rivista statunitense The Nation  ed il Manifesto hanno impegnato notevoli energie per illudere la sinistra che l’ex senatore dell’Illinois rappresenti un’alternativa.&lt;br /&gt;Ida Dominijanni, nei giorni dell’ “incoronazione” di Obama, scambiando i suoi desideri con la realtà, scriveva: “ sulla relazione con le folle che lo hanno eletto e con le loro aspettative che si deciderà alla fine la partita del primo presidente americano del XXI sec:, una partita che si gioca sì  su due tavoli della crisi e della politica estera, ma prim’ancora su quello della reinvenzione della democrazia…..La sua forza sta nella relazione con loro, con quelle voci che dice di portarsi appresso nello studio ovale, e senza di esse diventerebbe debolezza”. Ci ha pensato l’ex ammiraglio Dennis Blair, il gran capo degli spioni del governo Obama, come questo intenda agire con “le folle”. Nel discorso fatto giovedì 12 febbraio di fronte al Comitato per i servizi del senato, Dennis Blair ha detto che la principale preoccupazione per la sicurezza degli USA, cioè dell’élite dominante di questo paese, è la crisi economica mondiale e gli effetti di questa sulla classe lavoratrice e sulle masse sfruttate(world socialist web site, 14 febbraio). A coloro che confrontano questa crisi con la Grande Depressione, ha ricordato che negli anni ’20 e ’30 la crisi economica produsse in Europa e negli USA “instabilità e alti livelli di estremismo violento”. Tradotto dal suo linguaggio sbirresco-burocratico, la crisi economica in quegli anni produsse, in Europa, movimenti rivoluzionari che si lanciarono alla conquista del potere. La “reinvenzione” della democrazia che ha in testa il governo Obama è quella di schierare l’esercito contro le lotte dei lavoratori e non di certo contro gli obamisti che si fanno ipnotizzare  dai guitti del rock and roll. A. Portelli, lo è al punto da aver avuto “momenti di perplessità, ascoltando Obama, quando chiama ancora ‘guerra’ la lotta al terrorismo”(L’America di Obama). &lt;br /&gt;Eppure tutto il mondo sa che dal 1 ottobre dell’anno scorso sul suolo degli Usa è schierato il “First Brigade Combat Team” della terza di divisione di fanteria sotto gli ordini del NorthCom comando interforze armata creato da Bush nel 2002, e su cui Obama non ha aperto bocca. Il colonnello Roger Cloutier, intervistato dalla rivista Army Times( 8 settembre 2008), disse che la brigata possiede le cosiddette armi non letali “progettate per assoggettare individui rivoltosi e pericolosi nel quadro del controllo delle folle”. La “dottrina militare”, ad uso interno, del governo Obama è il documento dell’Istituto di studi strategici del USA Army College (KNOWN UNKNOWNS: UNCONVENTIONAL “STRATEGIC SHOCKS”) il cui estensore è il tenente colonnello Nathan Freier. La sostanza di questa “dottrina” è così riassumibile: “una violenza civile diffusa all’interno degli Usa costringerebbe il personale militare a riorientare all’ultimo momento le priorità per difendere l’ordine nazionale…Un governo americano e un personale militare cullati nella soddisfazione di un ordine interno sempre sicuro sarebbero costretti a disimpegnare da alcuni o da gran parte degli impegni esterni di sicurezza per affrontare un’insicurezza umana in rapida espansione in patria”( N. Freier). Quanto sia a rischio la democrazia politica nel nord America lo esemplifica quanto è successo in Canada: il parlamento canadese ha ripreso le sue normali attività il 26 gennaio, un mese e mezzo dopo che la sua attività fu sospesa per decreto dal governatore generale per evitare il voto di fiducia che avrebbe messo fine al governo conservatore.&lt;br /&gt;Eppure Obama ha da sempre dichiarato che avrebbe rafforzato la guerra in Afghanistan estendendola al Waziristhan, dove in questi giorni i killer dell’aviazione hanno bombardato. Bastava questo dato per vedere chi è Obama: l’ultimo tentativo, sotto la stretta tutela dei vertici militari, di controllare le masse statunitensi nel quadro dell’attuale regime politico liberale.  Obama è convinto di ottenere il consenso alla sua politica di guerra perché la conduce in nome di quella sporca ideologia chiamata islamo-fascismo. Non è un caso che Obama è stato votato da quel rinnegato di Christopher Hitchens, teorico della guerra per esportare la democrazia. L’ideologia dell’islamo-fascismo ha lo scopo di mistificare lo stato delle cose in Afghanistan: non una guerra imperialista contro una resistenza nazionale, ma la “liberazione” di quel paese dagli islamo-fascisti. Il movimento socialista internazionale non sarà credibile fra le masse di quel paese se non quando rovescerà qualche governo imperialista e ritirerà da quel paese le truppe coloniali. Il fine del governo Obama in quella zona è lo stesso del governo Bush: il controllo del petrolio nell’Asia centrale. Ma per il governo Obama la situazione si aggrava per le difficoltà logistiche di rifornimento, dopo la straordinaria azione della resistenza nazionale che, nel dicembre 2009 in Pakistan, a Peshawar (tre milioni di abitanti), distrusse completamente 300 tra Humvees ed autocarri. Nonostante il governo pakistano, per conto degli imperialisti, abbia occupato il passo Kiber ed esegua rappresaglie nella regione, gli approvvigionamenti via Pakistan (l’80 %) sono sempre più difficili e neanche il raddoppio dei militari voluto da Obama riuscirà a sconfiggere la resistenza nazionale afgana.&lt;br /&gt;Per quell’area politica internazionale, che va dall’americana The Nation, all’italiano  il Manifesto - che non si sono mai liberati dal cancro del VII congresso dell’internazionale stalinizzata e dalla tattica dei fronti popolari, e per questa ragione  sono sempre sostenitori di qualche borghese a cui affibbiano l’etichetta di ‘illuminato’ - la comparsa di Obama è stata provvidenziale, perché costituisce un nuovo argomento contro i marxisti che si battono per l’indipendenza politica delle masse dai padroni di ogni tipo e colore. Gli obamisti di “sinistra”contribuiscono a indebolire le masse, perché le spingono a mettersi nelle mani dell’ “illuminato” di turno. &lt;br /&gt;Obama ha così poco a cuore quelle “folle” che vuole portare nello “studio ovale” da non pronunciare mezza sillaba, quando per ottenere il voto dei due senatori repubblicani sono stati tagliati dal suo Stimulus bill 17 miliardi stanziati per la costruzione di nuove scuole e per le riduzioni fiscali alle famiglie dei salariati. Ma questo gli obamisti di “sinistra” non lo dicono. Il settimanale on line ‘manifestosardo’ ha visto nella “solidarietà” demagogica di Obama verso la lotta dei 240 lavoratori della Repubblic Windows &amp; Doors il segno di “un’aria nuova”. Invece non dice nulla sull’assenso di Obama all’ultimo attacco del governo Bush alla classe operaia della General Motors: subordinare i dollari ai padroni di GM alla condizione che i lavoratori non debbano più scioperare e mobilitarsi. Il primo passo verso la liquidazione dei diritti sindacali. Il caso General Motor è utilizzato dall’oligarchia finanziaria americana per assestare alla classe salariata un colpo tale da riportarla alle condizioni degli anni trenta e abolendo tutte le conquiste che in quegli anni furono strappate a Roosevelt con scontri feroci con la guardia nazionale e gli sbirri privati. Per quanto riguarda le famiglie intrappolate nel debito dei subprime gli aiuti di circa 75 miliardi saranno destinati a coloro la cui rata non superava il 31% del reddito lordo del proprietario ma negli ultimi mesi era arrivata fino al 40/50 del reddito. I 75 miliardi riguardano nove milioni di persone. Ma gli aiuti non risolveranno nulla perché sono relativi ad una condizione di bassi salari e di disoccupazione crescente. Inoltre c’è da aggiungere la seguente considerazione: nel febbraio del 2008 ci fu lo Stimulus act del governo Bush ( anche questo un “piano di aiuti” per gli intrappolati nei subprime) che non risolse assolutamente nulla. Se Obama avesse avuto a cuore le “folle”, per decreto avrebbe potuto abolire i debiti contratti dalle famiglie per acquistare la casa e confiscare i beni di amministratori delegati e membri dei consigli di amministrazione. Per gettare fumo negli occhi  ha proposto un tetto di 500 mila dollari allo stipendio di quelli. Ma 500mila dollari sono pari a 12 volte il salario annuale di un lavoratore medio americano. Gli Obamisti che invece di ragionare sui fatti ragionano sul simbolico, che invece di ragionare sui ministri e consiglieri di Obama, si fanno abbagliare dai concerti rock, da subito avrebbero dovuto prendere in considerazione la chiamata di Paul Volcker a capo dei suoi consiglieri economici. Presidente della Federal Riserve dal 1979 al 1987, nominato per la prima volta dal presidente democratico Carter e poi riconfermato nel 1983 da Reagan,  “ Volcker è la minaccia più pesante per la classe operaia. Nessun altro individuo  nella storia moderna degli USA ha avuto, come lui, la responsabilità di aver creato intenzionalmente una massiccia disoccupazione per abbassare i salari e spezzare la resistenza della classe operaia. Lui dette il via alle politiche che distrussero settori interi dell’industria e la crescita smisurata della finanziarizzazione dell’economia americana”( Patrick Martin, World socialist web site 29 novembre). &lt;br /&gt;The Nation, oracolo Usa degli stucchevoli obamisti di “sinistra”, di fronte alla realtà dei fatti si avviluppa nell’idiozia: “Certo Obama si sta comportando da centrista e da pragmatico, ma viviamo in tempi straordinari e il suo può essere il modo giusto per ottenere risultati in un ottica progressista” ( Corsera 13 gennaio). I trotskisti americani, al contrario dei preti rossi dei due lati dell’Atlantico, chiamano i lavoratori “ a rifiutare il ricatto delle imprese, del governo e della burocrazia sindacale e a preparare la resistenza militante con scioperi di massa e mobilitazioni contro i licenziamenti, la chiusura delle fabbriche, la riduzione dei salari e delle pensioni”. &lt;br /&gt;La legislazione protezionista di Obama, il Buy american,  non differisce in nulla dalla politica protezionista iniziata nel giugno 1930 lo Smoot-Hawley Tariff Act, una forma politica della concorrenza interimperialista che portò alla II guerra mondiale imperialista. Il Buy American è la risposta di Obama alle richieste dei grandi gruppi dell’acciaio. Nello scorso dicembre 2008 le tonnellate di acciaio sfornate erano inferiori del 46% a quelle dello stesso mese del 2007. Col Buy American i produttori americani hanno eliminato dagli appalti pubblici i loro concorrenti cinesi, indiani, brasiliani e russi. Adesso i gruppi Usa si preparano a una campagna anti-dumping per eliminare i loro concorrenti da quell’area di mercato (100 miliardi di dollari) non protetto dalla legislazione protezionista di Obama. Nel Senato Usa  è passato un emendamento repubblicano che impone rigide limitazioni all’assunzione di stranieri alle banche assistite dallo stato, limitazioni finora riservate alle aziende con oltre il 15% di lavoratori stranieri. Se diventerà legge oltre 300 banche dovranno adottare quelle misure. Originariamente l’emendamento proponeva il divieto totale di assunzione per gli stranieri. E’ stata modificata tenuemente per avere l’approvazione dei due rami del parlamento Usa. Tutti sanno che il prossimo anno ci saranno forti scontri valutari tra gli Usa e la Cina e che Geithner, il segretario al tesoro, ha aperto le danze accusando il governo cinese di “manipolare il cambio”. Chissà se oggi Ida Dominijanni ripeterebbe quanto scriveva qualche mese fa: “ [Obama] incarna nella sua pelle e nella sua  biografia il presente e il futuro meticcio, transnazionale e transculturale del mondo globale”. Noi pensiamo che individui come la giornalista del Manifesto, pur di non schierarsi in modo franco nella lotta di classe internazionale e di non rivendicare la parole d’ordine storica, proletari di tutto il mondo unitevi , continueranno nell’opera intrapresa.&lt;br /&gt;Il piano Obama ed il piano Geithner (2000 miliardi di dollari per le banche) sono destinati ad aggravare la crisi perché aumenteranno i già stratosferici debiti pubblici. W. Gale vicepresidente della Broocking Institution ( al servizio di Obama) ha ammesso che “la prossima bolla finanziaria sarà proprio quella del debito pubblico, il debito degli stati. E’ più facile che, tra qualche anno, a dichiarare il default sul suo debito sia la Gran Bretagna piuttosto che società private come McDonalds”(Corsera 11 febbraio). Il Coordinamento internazionale per la rifondazione della IV internazionale tra l’estate e l’autunno del 2008 individuava nella questione del debito pubblico, cioè nella solvibilità degli stati, il salto di qualità della crisi che diventava politica. Ecco perché il governo Obama è un governo sotto la tutela dei vertici militari. Il giornalista borghese Marco Margiocco, commentando la somma dei vari piani dei governi Usa, circa 7500 dollari pari al doppio di quanto fu speso nella II guerra mondiale imperialista dal governo Roosevelt, si è chiesto quale sarà la reazione degli “americani” che “ intanto, tra minusvalenze immobiliari, dei piani pensione, dei risparmi ne hanno già persi 13 mila”(Sole24ore). &lt;br /&gt;Giulio Tremonti ha confessato sul Corriere della sera del 12 febbraio che “ l’ottimismo della volontà” gli deriva “dalla forza simbolica del nuovo presidente che dalla forza del suo piano”. Per Tremonti sino ad oggi ci sono stati “quattro mostri”: la crisi dei subprime, il collasso del mercato, la bancarotta delle maggiori istituzioni bancarie, il collasso delle borse. Ma “nascosti dietro l’angolo, ci sono il quinto mostro (le carte di credito), il sesto (le possibili bancarotte di società prodotte dalle difficoltà di declassamento dei loro corporate bond) e il settimo i derivati, simbolo della finanza. I derivati nel loro crescente importo sono 12,5 volte il Pil del pianeta”. A modo suo Tremonti conferma quanto il Coordinamento internazionale per la rifondazione della IV internazionale sostiene dalla fine del 2007, che questa crisi è inarrestabile.&lt;br /&gt;Gli obamisti di sinistra e, fra questi, Naomi  Klein tentano di ridicolizzare il marxismo, attribuendogli una concezione messianica, escatologica della crisi. Recensendo il libro della Klein, “The shock Doctrine: the rise of Disaster capitalism”, il trotskista australiano Nick Beans ha scritto che “l’amalgama di sciocchezze contenute nel libro, non è il prodotto dell’ignoranza. Klein ha scelto accuratamente le parole. Lei vuole che il pubblico, come i promotori dei suoi libri sappiano chiaramente che non è associata ad alcuna forma di programma marxista avente come obiettivo la fine del sistema capitalista”(world socialist web site,5 marzo 2008). Questo vale per tutti gli obamisti di sinistra. Le masse si rivolteranno, ma loro non vorranno essere associati a chi come noi chiarisce alle masse che la questione di fondo è la conquista del potere.&lt;br /&gt;Quanto il trotskista americano James Patrick Cannon - in prima fila nelle lotte dei camionisti di Minneapolis nel 1934 - diceva della coscienza di classe dell’eroica sezione sindacale 574 del sindacato dei camionisti, è ciò che i lavoratori e le lavoratrici del mondo devono conquistarsi oggi:“La sezione 574 non crede alla teoria secondo la quale il capitale e il lavoro sono fratelli, e che il fratello più piccolo, il lavoro, per guadagnare le briciole, deve essere un gentile piccolo garzone e fare appello ai migliori sentimenti del suo fratello maggiore, il capitale. Per noi la questione tra il capitale ed il lavoro è un combattimento permanente tra la classe dei lavoratori sfruttati e la classe dei parassiti sfruttatori. E’ una guerra. E in questa guerra, come nelle altre ciò che decide è il potere. Gli sfruttatori sono organizzati per schiacciarci. Noi dobbiamo organizzare la nostra classe per contrattaccare”. &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Gian Franco Camboni                                                   21 febbraio 2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1069661766023927394-8522051919867737373?l=pclolbia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pclolbia.blogspot.com/feeds/8522051919867737373/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1069661766023927394&amp;postID=8522051919867737373&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/8522051919867737373'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/8522051919867737373'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pclolbia.blogspot.com/2009/02/gli-stucchevoli-obamisti-di-sinistra-e.html' title='Gli stucchevoli  obamisti di sinistra e la lezione di Marat'/><author><name>Partito Comunista dei lavoratori - Olbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16273253567484521882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394.post-1633206943966510736</id><published>2009-01-12T14:24:00.000-08:00</published><updated>2009-01-13T12:14:58.381-08:00</updated><title type='text'>PROGRAMMA DEL  PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI  PER LE ELEZIONI REGIONALI DEL 2009</title><content type='html'>CANDIDATO PRESIDENTE: GIAN FRANCO CAMBONI, INSEGNANTE &lt;br /&gt;Due bande politiche si contendono il governo della regione sarda, entrambe capeggiate da borghesi: quella di Cappellacci e l’altra di R. Soru. La prima si fonda sulla borghesia sarda vera e propria. L’altra,  quella di Soru, si fonda su quelle che erano le tradizionali burocrazie del movimento operaio della Sardegna. Entrambe le bande hanno lo stesso fine: proseguire nello smantellamento di tutte le conquiste che i lavoratori e le lavoratrici hanno ottenuto con l’ondata di lotte  iniziata con lo sciopero del 5 marzo 1943  e proseguita fino ai primi anni ’70 quando, per la prima volta, nello stato italiano, dopo il biennio rosso e poi, dopo, la lotta armata di popolo contro il nazifascismo, emersero tutte le condizioni oggettive per un rovesciamento socialista del capitalismo.&lt;br /&gt; Le differenze tra queste due bande politiche sono solo sulla tattica per arrivare a quel fine.&lt;br /&gt;Ma oggi il crack generale del capitalismo rende ormai superate quelle tattiche ed entrambe si apprestano a governare solo col bastone.&lt;br /&gt;Il Partito Comunista dei Lavoratori per la IV Internazionale è schierato contro entrambe le bande ed in questa campagna elettorale, come nelle lotte e nelle mobilitazioni, si batte per unire tutta la classe lavoratrice e per conquistare un governo dei lavoratori che faccia pagare la catastrofe del capitalismo a capitalisti e banchieri. Un governo che si fondi sul controllo ferreo dell’economia da parte degli organismi democratici dei lavoratori e delle lavoratrici.&lt;br /&gt;La rivolta popolare greca capeggiata dalla gioventù studentesca e lavoratrice mostra la strada alle masse sarde e di tutta l’Europa. Il voto al Partito Comunista dei Lavoratori per IV Internazionale rafforzerà il vento della rivolta:&lt;br /&gt;                                                “ gherra, gherra a s’egoismu,&lt;br /&gt;                                                   gherra, gherra a s’oppressore”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siti internet: www.pclsardegna.org    www.pclolbia.blogspot.com&lt;br /&gt;Per contatti: info@pclsardegna.org    pclolbia@yahoo.it&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CRISI: STOP AI LICENZIAMENTI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In Sardegna assistiamo da anni alla chiusura di stabilimenti industriali e di aziende da parte dei padroni a causa di sporchi giochi di ristrutturazioni aziendali o di crisi, col conseguente licenziamento di migliaia di lavoratori: dallo zuccherificio di Villasor fino alla Palmera, passando per la Legler e via discorrendo negli anni precedenti sono migliaia i lavoratori finiti in cassa integrazione. Con la crisi economica internazionale in corso, che si prefigura sempre più come una catastrofe per le condizioni di vita di vaste masse popolari, la situazione peggiora sempre di più: secondo un rapporto della Cgil nel 2008 le ore di cassintegrazione rispetto al 2007 in Sardegna sono aumentate del 36%; nel 2009 migliaia di lavoratori rischiano di perdere il posto di lavoro, a partire dal Petrolchimico di Porto Torres, in cui le intenzioni dell’Eni sono quelle della chiusura, e dalla Meridiana, in cui come per Alitalia si paventa il rischio di licenziamenti o la truffa del “contratto solidale”, cioè dell’abbattimento salariale per tutti i lavoratori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancora una volta a pagare la crisi dei padroni sono i lavoratori: è ora di dire basta! Entrambi gli schieramenti, quello del multimilionario Soru e quello del delfino di Berlusconi, Cappellacci, balbettano sulla questione dei licenziamenti mentre appoggiano in toto la politica dei padroni licenziatori e gli regalano milioni di euro. Le ridicole proposte della ricerca di un nuovo padrone o del finanziamento pubblico ai padroni delle aziende in crisi hanno dimostrato sempre la loro inutilità: il Partito Comunista dei Lavoratori lancia una campagna per la nazionalizzazione senza indennizzo ai capitalisti e sotto controllo dei lavoratori di tutte le aziende in crisi e che licenziano, l’unica alternativa alla cassa integrazione e alla perdita del posto di lavoro. Non si capisce infatti perché debbano essere i padroni a licenziare chi lavora, e non i lavoratori a licenziare chi si arricchisce sulle loro spalle senza muovere un dito. Neanche un centesimo di indennizzo deve andare ai pescecani: i debiti li paghino loro!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rivendichiamo anche un salario minimo garantito da parte della regione ai disoccupati in cerca di lavoro e un servizio di collocamento pubblico e sotto controllo dei lavoratori ai fini di evitare il clientelismo di stampo mafioso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BANCHE E MUTUI USURAI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quante famiglie sono costrette a subire il cappio al collo dei mutui usurai con le banche e, di fronte alla crisi che abbatte sempre di più il salario, vivono il ricatto dell’infame pignoramento della casa? Quanti piccoli pastori e piccoli agricoltori sono ridotti alla fame per i debiti con le banche?&lt;br /&gt;Di fronte a questa vergogna il Partito Comunista dei Lavoratori rivendica l’esproprio senza indennizzo e la nazionalizzazione sotto controllo popolare del Banco di Sardegna e delle banche usuraie, l’annullamento dei debiti contratti da lavoratori, pensionati, giovani, piccoli pastori e piccoli contadini impoveriti.&lt;br /&gt;La nazionalizzazione delle banche consentirebbe, inoltre, di disporre di un ingente quantità di risorse da destinare a scuola, sanità, trasporti e alla creazione di nuovi posti di lavoro, soldi altrimenti destinati alla speculazione di un manipolo di banchieri pescecani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SERVIZI SOCIALI, TRASPORTI, SCUOLA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Partito Comunista dei Lavoratori rivendica:&lt;br /&gt;- L’ingente aumento dei fondi pubblici destinati ai servizi sociali e ai trasporti pubblici, possibile a partire dall’abolizione dei finanziamenti pubblici ai privati.&lt;br /&gt;- La gratuità dei trasporti per i lavoratori e i giovani&lt;br /&gt;- Il potenziamento del sistema ferroviario sardo&lt;br /&gt;- La regionalizzazione senza indennizzo e sotto controllo dei lavoratori delle compagnie di navigazione, ora in mano ai privati che per il proprio profitto personale fanno pagare un costo eccessivo per il trasporto marittimo, oltretutto per un servizio scadente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Punto fondamentale per il PCL, inoltre, è la lotta alla privatizzazione dell’acqua e del sistema idrico. Rivendichiamo la ripubblicizzazione del servizio idrico tramite l’esproprio e la regionalizzazione di Abbanona, ma non sotto la gestione incompetente e mafiosa dei manager e dei servi dei politici locali: vogliamo che il sistema idrico pubblico sia posto sotto controllo popolare, per una gestione trasparente e di qualità, per soddisfare appieno i bisogni della popolazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inoltre il sistema delle condotte idriche in Sardegna è vecchio e mal funzionante, cosa che produce un enorme spreco di acqua corrente. La manutenzione delle condotte idriche porterebbe alla creazione di nuovi posti di lavoro per tantissimi disoccupati in una regione dove la disoccupazione raggiunge l’11% della popolazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per la scuola rivendichiamo il potenziamento dei sistema scolastico sardo a partire dall’assunzione a tempo indeterminato e l’immissione in ruolo di tutti gli insegnanti precari, il controllo edilizio degli edifici scolastici ad opera di commissioni di studenti, insegnanti e personale non docente, la gratuità dei libri di testo e la costruzione di nuove scuole. Tutto ciò richiede uno stanziamento di fondi da parte della Regione, possibile a partire dall’abolizione dei fondi pubblici alle scuole private e la loro destinazione alla scuola pubblica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Onde evitare la dispersione giovanile avanziamo la proposta della creazione di Centri Polivalenti di aggregazione giovanile, comprendenti laboratori artistici, sale di proiezione, biblioteche e sale di registrazione gratuite, gestiti direttamente dai giovani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SANITA’&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per la Sanità, esigenza primaria dei cittadini, avanziamo una serie di punti che costituiscono un programma di svolta per l’istituzione di un sistema sanitario pubblico, di qualità e gratuito:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) Via i manager dalla sanità con i loro ingiustificati mega-stipendi e la loro sostituzione con dei dirigenti pagati alla pari degli altri lavoratori dipendenti eletti direttamente dai lavoratori; il controllo della qualità dell’operato dei dirigenti sanitari e possibilità di revoca immediata di questi da parte dei lavoratori stessi, nel caso di abusi e illeciti amministrativi.&lt;br /&gt;4) Abolizione immediata delle agenzie interinali, strumento di oppressione dei lavoratori e di furto di soldi pubblici. Assunzione di personale amministrativo e sanitario direttamente da parte dell’ente pubblico, sotto controllo delle rappresentanze dei lavoratori RSU.&lt;br /&gt;5) Stabilizzazione a tempo indeterminato di tutti i lavoratori precari della sanità.&lt;br /&gt;6) Obbligo di scelta, da parte dei medici, di lavorare o nel settore pubblico o in quello privato, per evitare che un medico che lavori in entrambi i settori riduca la qualità di quello pubblico per avere un tornaconto nell’ambulatorio privato. Abolizione di ogni finanziamento pubblico alla sanità privata, che mira a far profitti sulla pelle della gente.&lt;br /&gt;7) Esproprio senza indennizzo delle cliniche private con accertati casi di malasanità.&lt;br /&gt;8) Riduzione dell’orario di lavoro a 30 ore per il personale turnistico e a 32 ore per quello non turnistico, e consistenti aumenti salariali del personale sanitario. Incrementare subito gli ambulatori pubblici territoriali e interni alle strutture ospedaliere, così da togliere più cittadini possibile, in particolare quelli meno abbienti, dalle grinfie del privato. Incrementare l’assistenza domiciliare integrata (ADI), in particolare per le persone anziane: oltre a favorire l’ammalato, l’assistenza domiciliare rappresenta un effettivo risparmio per lo Stato.&lt;br /&gt;9) Apertura di reparti di odontoiatria pubblici, uno per ogni struttura ospedaliera, aperti 24 ore su 24. Oggi solo l’8% dei dentisti lavora nel settore pubblico. Controlli e cure odontoiatriche gratuite per tutti, dall’infanzia fino alla vecchiaia.&lt;br /&gt;10) Incremento massiccio degli uffici di CUP (Centri unificati di prenotazione), con lo scopo di eliminare le liste di attesa create ad hoc per avvantaggiare le strutture private. Istituzione di commissioni popolari per tenere sotto controllo le liste d’attesa.&lt;br /&gt;11) Istituzione di commissioni dei lavoratori per il controllo della qualità e della sicurezza nella sanità e per vigilare sugli sprechi di farmaci e presidi.&lt;br /&gt;12) Istituzione di farmacie comunali che garantiscano la gratuità dei farmaci necessari alla cura delle malattie più diffuse, in particolare che vadano incontro alle esigenze degli anziani.&lt;br /&gt;13) Abolizione dei D.R.G. (Raggruppamenti Omogenei di Diagnosi), cioè di finanziamenti erogati alle strutture ospedaliere in base alla quantità di interventi eseguiti e non in base alla qualità di questi e alla loro effettiva utilità. Questo sistema ha generato un furto di soldi pubblici e ha portato a vergognosi scandali (vedi S. Rita in Lombardia).&lt;br /&gt;14) Finanziamento della ricerca scientifica per la cura delle malattie e la completa libertà di ricerca al di fuori delle multinazionali farmaceutiche e dei privati: la ricerca scientifica deve diventare un mezzo per il benessere sociale, e non un profitto di pochi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;AGRICOLTURA E PASTORIZIA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tantissimi piccoli pastori e piccoli contadini si sono impoveriti in questi ultimi anni schiacciati sia dai debiti con le banche, sia dall’imposizione dei prezzi del latte e dei prodotti agricoli da parte dei grandi industriali e dai grandi rivenditori: chiediamo per la pastorizia la nazionalizzazione senza indennizzo e sotto controllo operaio delle industrie di lavorazione del latte e dei grandi caseifici, che mandano in rovina i piccoli pastori imponendo un prezzo del latte bassissimo; il controllo operaio sull’industria e la pianificazione economica garantirebbero condizioni di vendita accordate più giuste e favorevoli anche per i pastori. Lo stesso discorso vale per l’agricoltura e per i piccoli contadini rovinati dai grandi magnati industriali.&lt;br /&gt;Per tutti i piccoli pastori e contadini indebitati rivendichiamo l’annullamento dei debiti contratti con le banche, possibile solo con la loro nazionalizzazione sotto controllo popolare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rivendichiamo una pianificazione straordinaria della produzione agricola con l’impiego di mezzi moderni, sotto il controllo dei braccianti agricoli e di cooperative di piccoli contadini, che svilupperebbe le potenzialità dell’agricoltura in Sardegna e creerebbe nuovi posti di lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CASA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il problema della casa interessa migliaia di lavoratori, giovani e senzatetto: tante sono le persone che non se ne possono permettere una o che lo possono fare soltanto col cappio al collo dei mutui. Tante sono invece le grandi proprietà immobiliari, soprattutto vicino alle zone costiere, in mano ai grandi speculatori immobiliaristi, molte delle quali occupate soltanto un mese all’anno o, peggio, lasciate sfitte per far lievitare i prezzi sul mercato (tra l’altro, come sembra evidenziare l’inchiesta giudiziaria Dirty Money in Gallura, molte delle quali costruite, probabilmente, col denaro sporco della ‘Ndrangheta). Il Partito Comunista dei Lavoratori rivendica l’esproprio senza indennizzo delle grandi proprietà immobiliari, a partire da quelle in mano alla ‘Ndrangheta, delle case sfitte e delle mega-ville per le vacanze dei vari Briatore e Berlusconi e il loro affidamento a chi non possiede una casa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rivendichiamo inoltre un piano straordinario di investimenti pubblici per l’edilizia popolare, per sottrarre chi non possiede ancora una casa dal dover ricorrere ai mutui usurai delle banche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FUORI IL G8 E LE BASI MILITARI DALLA SARDEGNA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Entrambi gli schieramenti borghesi, sia quello di centrodestra che quello di centrosinistra (con Soru in prima fila), non hanno risparmiato le loro lodi per la decisione del governo Prodi di tenere il G8, il summit dei capi di stato dei più potenti paesi imperialisti della Terra, in Sardegna, raccontando che sarebbe stata un’occasione di “sviluppo” per la regione e che avrebbe offerto più possibilità di lavoro ai sardi. La verità è un’altra: come dimostra l’inchiesta apparsa su L’Espresso, il G8 a La Maddalena si è dimostrato una grande occasione di sperpero di denaro pubblico, di speculazione e di sfruttamento dei lavoratori sardi e non; dall’inchiesta è emersa la grande truffa degli oltre 3800 euro per metro quadro per costruire l’albergo che ospiterà i “grandi della Terra” (a fronte dei “normali” 1200 euro per le ordinarie proprietà di lusso a La Maddalena), ovviamente finanziate col denaro pubblico: si calcola che i fondi pubblici destinati soltanto all’impresa che realizzerà i lavori per l’albergo si ammontano dai 59 ai 73 milioni di euro, soldi che potevano essere spesi per i servizi pubblici e per creare nuovi posti di lavoro.&lt;br /&gt;Dall’inchiesta, inoltre, sono emersi i legami tra i responsabili dei lavori del G8 e le imprese a cui sono stati affidati gli appalti, di cui tra l’altro una di proprietà di un imprenditore fiorentino coinvolto nell’inchiesta del magistrato De Magistris sui legami tra politica e imprenditoria.&lt;br /&gt;Sono emerse inoltre le vergognose condizioni di lavoro degli gli operai assunti per i lavori fatte di turni massacranti, minacce del caporalato e le tante irregolarità dei padroni. Un sindacalista della Fillea-Cgil, a cui va tutta la nostra solidarietà, è stato persino denunciato dalle forze dell’ordine con l’accusa di “violazione del segreto di Stato” soltanto per aver scattato delle foto nei cantieri per denunciare le irregolarità e l’insicurezza in cui vengono assunti gli operai. Si tratta di una vera e propria rappresaglia anti-sindacale.&lt;br /&gt;Si calcola che il totale dei soldi pubblici (pagati con le tasse dei lavoratori) destinati alle imprese che effettueranno i lavori per il G8 ammontino alla cifra esorbitante di 300 milioni di euro! Quante case, scuole, ospedali potevano essere costruiti con questi fondi, e quanti nuovi posti di lavoro potevano essere creati?&lt;br /&gt;Anche per tutti questi motivi il Partito Comunista dei Lavoratori è in prima fila nel contrastare l’avvento del G8 il Sardegna, il summit dei briganti imperialisti che decidono le sorti dei paesi poveri del mondo; il PCL si impegnerà a costruire il fronte di opposizione al G8 chiamando alla lotta i lavoratori e la gioventù della Sardegna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Altra questione importante è la presenza delle basi militari americane e non in Sardegna: oltre a costituire un evidente pericolo per la salute delle popolazioni sarde, esse occupano terreni che potrebbero essere utilizzati per la produzione agricola e impediscono ai pescatori di lavorare nei mari vicini. Il Partito Comunista dei Lavoratori rivendica la cacciata delle basi militari americane o italiane dalla Sardegna e la bonifica dei terreni e dei mari in cui sono situate; ciò offrirebbe nuovi posti di lavoro e nuovi terreni per avviare una pianificazione agricola dalle enormi potenzialità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DOVE PRENDERE I SOLDI?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci si potrebbe obiettare: “è un bel programma, ma non ci sono soldi per realizzarlo”. I soldi ci sono, basta prenderli dove stanno: nei profitti dei padroni, nei mega stipendi dei manager delle aziende pubbliche semi-privatizzate, nei fondi pubblici dati all’istruzione e alla sanità private, nei portafogli dei banchieri, nei soldi pubblici dati al G8 e alle imprese (che nonostante ciò licenziano i lavoratori) etc.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;UN PROGRAMMA SOCIALISTA PER UN GOVERNO DEI LAVORATORI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ chiaro che questo programma, che prevede l’esproprio dei mezzi di produzione in mano ai padroni e agli speculatori, non potrà essere mai attuato nel quadro dell’attuale sistema capitalistico, tanto più nella fase di una sua crisi catastrofica: occorre un ribaltamento radicale dei rapporti di produzione e occorre che tutto il potere politico ed economico passi nelle mani dei lavoratori, non più di un manipolo di sfruttatori e dei loro lacchè. Il governo dei lavoratori, a maggior ragione sotto la crisi del capitalismo i cui costi verranno scaricati sui lavoratori e sulle masse popolari, ripropone nell’immediato la sua esigenza, prima che la società sprofondi nella barbarie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Né Soru, né Cappellacci, per un Governo dei lavoratori!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1069661766023927394-1633206943966510736?l=pclolbia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pclolbia.blogspot.com/feeds/1633206943966510736/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1069661766023927394&amp;postID=1633206943966510736&amp;isPopup=true' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/1633206943966510736'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/1633206943966510736'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pclolbia.blogspot.com/2009/01/programma-del-partito-comunista-dei.html' title='PROGRAMMA DEL  PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI  PER LE ELEZIONI REGIONALI DEL 2009'/><author><name>Partito Comunista dei lavoratori - Olbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16273253567484521882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394.post-4648131157245380042</id><published>2009-01-09T02:25:00.000-08:00</published><updated>2009-01-09T02:26:42.045-08:00</updated><title type='text'>10 gennaio a Cagliari. Tutti in piazza per la Palestina! Stop al massacro israeliano!</title><content type='html'>L’associazione Amicizia Sardegna Palestina e la Comunità Palestinese in Sardegna lanciano per Sabato 10 Gennaio a Cagliari, con concentramento in piazza Costituzione alle ore 16, un corteo contro la pulizia etnica in Palestina, per  la fine dei bombardamenti israeliani a Gaza. per info: www.sardegnapalestina.org&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Partito Comunista dei Lavoratori, compresi i militanti della Sezione di Olbia parteciperà all'iniziativa e invita tutti a partecipare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1069661766023927394-4648131157245380042?l=pclolbia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pclolbia.blogspot.com/feeds/4648131157245380042/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1069661766023927394&amp;postID=4648131157245380042&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/4648131157245380042'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/4648131157245380042'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pclolbia.blogspot.com/2009/01/10-gennaio-cagliari-tutti-in-piazza-per.html' title='10 gennaio a Cagliari. Tutti in piazza per la Palestina! Stop al massacro israeliano!'/><author><name>Partito Comunista dei lavoratori - Olbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16273253567484521882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394.post-9129749285671390411</id><published>2009-01-07T12:13:00.000-08:00</published><updated>2009-01-07T12:14:08.856-08:00</updated><title type='text'>La rivolta greca continua nel 2009 dal nostro diario di lotta</title><content type='html'>(7 gennaio 2009)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Capodanno&lt;br /&gt;---------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Forse non siamo riusciti a bruciare di nuovo l'odiato albero di Natale del sindaco destrorso di Atene come si fece prima di Natale, ma abbiamo organizzato con successo una notevole azione in piazza della Costituzione ad Atene, di fronte al Parlamento greco, dove migliaia di persone, in maggioranza poverissimi lavoratori immigrati, si sono ritrovate non avendo altre possibilità di festeggiare una notte di Capodanno: un nutrito gruppo di compagni dell'EEK (Ergatikó Epanastatikó Kómma, Partito rivoluzionario dei lavoratori), assistiti da compagni del NAR (Neo Aristeró Révma, Nuova corrente di sinistra) nel Movimento internazionalista contro la guerra, hanno alzato striscioni in arabo e greco a difesa dell'eroico popolo palestinese di Gaza, per l'arresto immediato del massacro, per la libertà della Palestina e per il diritto al ritorno in patria di tutti i profughi palestinesi. I nostri slogan hanno attirato molti lavoratori immigrati arabi, cosicché la manifestazione di solidarietà aveva un nucleo di 300-400 persone, mentre ai nostri slogan facevano eco migliaia di persone in piazza. Il discorso del sindaco per il Capodanno 2009 è stato molto disturbato e lui era ovviamente irritato, cosí ha dovuto dichiarare il suo ipocrita "appoggio" al popolo di Gaza. La polizia ha cercato inutilmente di intimorirci, ma non ci sono stati scontri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allo stesso tempo, circa mille anarchici hanno fatto la loro riuscita notte di Capodanno davanti alle Prigioni Centrali di Korydallos. I carcerati, che in novembre hanno fatto la loro rivolta chiedendo condizioni umane, erano riuniti dietro alle sbarre delle finestre, acclamavano i loro sostenitori fuori dalla prigione e ripetevano gli slogan contro la repressione poliziesca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2 gennaio 2009&lt;br /&gt;--------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Due medici dell'EEK, la compagna Katerina Matsa ed io, hanno visitato, nell'unità di terapia intensiva dell'ospedale di Evangelismós ad Atene, Konstantina (Kostandina in greco) Koúneva, l'eroica lavoratrice immigrata bulgara e sindacalista militante che il 23 dicembre 2008 è stata selvaggiamente aggredita con l'acido solforico. Non è stato solo un dovuto gesto di solidarietà, ma volevamo avere un quadro medico completo delle sue condizioni. Rispettiamo pienamente il dovere medico del segreto professionale nei riguardi della paziente, ma questa volta il silenzio su ciò che è REALMENTE successo e sulle sue orribili conseguenze è complicità con i criminali. Abbiamo già molte prove che lo Stato, i boss, i mafiosi, i gangster che controllano l'importazione di manodopera immigrata e la sottopongono ad una vera schiavitú, molte altre forze reazionarie, incusa la burocrazia sindacale, vogliono nascondere la verità e metter fine al crescente movimento di solidarietà che unisce l'indignazione per la barbara aggressione a Konstantina con quella per l'uccisione del giovane Alexis da parte della polizia il 6 dicembre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La verità è questa: Konstantina non solo ha perso un occhio, ha l'altro occhio gravemente leso ed il volto bruciato; e piú importante è che tutto l'apparato digerente superiore - bocca, faringe, esofago, stomaco, perfino il duodeno - è stato bruciato dall'acido. Anche l'albero tracheale è stato leso gravemente, cosí come la laringe.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bisogna trarre due conclusioni di rilevanza umana e politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Primo, gli assassini non le hanno solo gettato in faccia l'acido solforico l'hanno costretta con la forza ad inghiottirlo; le ustioni alla faccia e agli occhi sono state un "danno collaterale" mentre, probabilmente, lottava con i suoi aggressori (che devono essere stati in piú d'uno per fare una cosa tanto orribile). Gli assassini hanno agito per ucciderla, non solo intimorirla. Per uccidere lei e terrorizzare il suo sindacato e tutto il movimento sindacale di classe. Il metodo, molto inconsueto in Grecia, ha tutte le caratteristiche dei sicari mafiosi. Ma solo adesso la polizia, dieci giorni dopo il crimine, ha iniziato qualche interrogatorio sull'ipotesi principale che sia stata aggredita da... un amante! Vi ricordiamo che Konstantina è da molto tempo una sindacalista per la lotta di classe, segretaria del PECOP, l'Unione pan-attica del personale di pulizia e domestico, alla guida della battaglia per i diritti degli addetti alle pulizie terribilmente sovrasfruttati (per lo piú lavoratori immigrati assunti da ditte private ed affittati a servizi pubblici, pagati con spiccioli per orari di sette ore di cui solo cinque registrate nero su bianco).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La seconda conclusione è che con lesioni cosí estese, specialmente nel tubo digerente, la sua vita sarà, se non in pericolo immediato, una vera tortura per tutto il tempo che le rimane. È il movimento operaio come tale, in Grecia ed a livello internazionale, che deve prendere le difese di Konstantina e di tutti i lavoratori, immigrati o no.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3 gennaio 2009&lt;br /&gt;--------------&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A mezzogiorno c'è stata una dimostrazione di duemila persone a Petralona, il quartiere di Atene dove vive Konstantina Koúneva, organizzata da un'iniziativa della popolazione locale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alle 15, una dimostrazione di quattromila persone a difesa dei palestinesi di Gaza, convocata da sindacati ed organizzazioni di sinistra, ha sfilato dall'Università di Atene nel centro della capitale fino alle ambasciate statunitensi ed israeliane. Sono state lanciate pietre e qualche bottiglia Molotov e la polizia antisommossa ha attaccato tutto il corteo con uso massiccio di lacrimogeni, impedendo al grosso di avvicinarsi all'ambasciata israeliana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al ritorno dalla manifestazione, alle 19:30 (ora locale) abbiamo saputo che era cominciata l'invasione di Gaza da terra da parte della fanteria e dei carri armati sionisti, da lungo attesa. Abbiamo già discusso e deciso nuove azioni di solidarietà. La prima è una dimostrazione domani pomeriggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;GIÚ LE MANI DA GAZA! Le truppe sioniste fuori da Gaza, ORA! Libertà per la Palestina!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Savas Michael, 3 gennaio 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;info@pclavoratori.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1069661766023927394-9129749285671390411?l=pclolbia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pclolbia.blogspot.com/feeds/9129749285671390411/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1069661766023927394&amp;postID=9129749285671390411&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/9129749285671390411'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/9129749285671390411'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pclolbia.blogspot.com/2009/01/la-rivolta-greca-continua-nel-2009-dal.html' title='La rivolta greca continua nel 2009 dal nostro diario di lotta'/><author><name>Partito Comunista dei lavoratori - Olbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16273253567484521882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394.post-932181954890647276</id><published>2009-01-05T01:38:00.000-08:00</published><updated>2009-01-05T01:40:42.274-08:00</updated><title type='text'>Marco Ferrando : con i palestinesi contro l' oppressore israeliano</title><content type='html'>fonte ANSA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(29 dicembre 2008)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FERRANDO,CON I PALESTINESI CONTRO OPPRESSIONE ISRAELE&lt;br /&gt;ROMA - "I bombardamenti di Israele sul popolo affamato di Gaza sono un crimine odioso. Tutti gli appelli ipocriti ed equidistanti per la pace in Palestina, coprono questo crimine e nascondono la verità più semplice: il sionismo è disposto a tutto pur di piegare la resistenza araba alla propria dominazione; i palestinesi non accetteranno mai l'occupazione sionista della propria terra". Lo afferma Marco ferrando, del Partito comunista dei lavoratori. "L'unica possibile pace tra arabi ed ebrei passa per l'eliminazione della vera causa storica della guerra: l'oppressione del popolo palestinese, la negazione del suo diritto al ritorno nella propria terra. Ciò che richiede la messa in discussione delle stesse fondamenta dello stato sionista di Israele". "A sua volta la sconfitta dello Stato di Israele non passa né per il fondamentalismo reazionario di Hamas, né per la via fallimentare del compromesso con il sionismo. Passa per il rilancio dell'Intifada popolare palestinese e per la sua estensione rivoluzionaria in tutta la nazione araba: nella prospettiva di una Palestina unica, laica, socialista, rispettosa del diritto di autodeterminazione della minoranza ebraica", conclude Ferrando. Ogni ritardo di questa prospettiva, segnerà la continuità della guerra e dei crimini sionisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;info@pclavoratori.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1069661766023927394-932181954890647276?l=pclolbia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pclolbia.blogspot.com/feeds/932181954890647276/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1069661766023927394&amp;postID=932181954890647276&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/932181954890647276'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/932181954890647276'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pclolbia.blogspot.com/2009/01/marco-ferrando-con-i-palestinesi-contro.html' title='Marco Ferrando : con i palestinesi contro l&apos; oppressore israeliano'/><author><name>Partito Comunista dei lavoratori - Olbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16273253567484521882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394.post-5949234710624567437</id><published>2008-12-25T09:50:00.000-08:00</published><updated>2008-12-25T09:51:02.482-08:00</updated><title type='text'>Solidarietà al compagno della CGIL vittima dell’autoritarismo delle forze dell’ordine e dello Stato</title><content type='html'>Il coordinamento regionale sardo del Partito Comunista dei Lavoratori esprime la più completa solidarietà al compagno della Fillea-CGIL della Gallura ingiustamente e autoritariamente accusato dalle forze dell’ordine di “violazione del segreto di Stato”, con l’accusa di aver scattato delle foto nei pressi dei cantieri del G8 a La Maddalena , dove il sindacalista si occupa della difesa dei diritti e delle condizioni di lavoro degli operai edili contro i soprusi e le irregolarità dei padroni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo gravissimo atto poliziesco, che ha costretto il compagno della CGIL a subire una perquisizione da parte delle forze dell’ordine e una mattinata di interrogatorio, si inserisce nel quadro dell’attacco del governo Berlusconi e della borghesia ai diritti e alle libertà sindacali e democratiche di chi si batte in difesa dei diritti dei lavoratori. Gli attacchi al diritto di sciopero, alle organizzazioni sindacali ai compagni, e ai diritti democratici in generale devono allarmare seriamente tutti i sindacati, i partiti della sinistra e i sinceri democratici. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Invitiamo la Cgil a mobilitarsi in difesa del compagno oggetto della repressione dello Stato, e delle libertà sindacali, anche con presidi e manifestazioni nel territorio gallurese. Come Partito Comunista dei Lavoratori saremo sempre disponibili a qualsiasi lotta in difesa del compagno (e di tutti i compagni) oggetto del grave attacco antisindacale. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inviamo al compagno la nostra più sentita solidarietà e la nostra vicinanza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Partito Comunista dei Lavoratori - Coordinamento regionale Sardegna&lt;/strong&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1069661766023927394-5949234710624567437?l=pclolbia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pclolbia.blogspot.com/feeds/5949234710624567437/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1069661766023927394&amp;postID=5949234710624567437&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/5949234710624567437'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/5949234710624567437'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pclolbia.blogspot.com/2008/12/solidariet-al-compagno-della-cgil.html' title='Solidarietà al compagno della CGIL vittima dell’autoritarismo delle forze dell’ordine e dello Stato'/><author><name>Partito Comunista dei lavoratori - Olbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16273253567484521882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394.post-5657509333207508550</id><published>2008-10-10T05:31:00.000-07:00</published><updated>2008-10-10T05:34:20.743-07:00</updated><title type='text'>Crisi capitalistica: paghi chi non ha mai pagato!</title><content type='html'>(7 ottobre 2008)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;COMUNICATO STAMPA &lt;br /&gt;Dichiarazione di Marco Ferrando &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutte le ricette anticrisi sono fallite. Ora bisogna respingere al mittente &lt;br /&gt;ogni richiesta di nuovi sacrifici: paghi chi non ha mai pagato, non il mondo &lt;br /&gt;del lavoro. &lt;br /&gt;La crisi capitalistica si aggrava. &lt;br /&gt;Tutte le illusioni liberali o keynesiane, tutte le ricette dei sacerdoti del &lt;br /&gt;capitale, sono di fronte al proprio fallimento. Il dispendioso soccorso dei &lt;br /&gt;banchieri a spese dei contribuenti non inverte la china della crisi, né in &lt;br /&gt;America né in Europa. Una più larga ondata recessiva minaccia una volta di &lt;br /&gt;più la condizione di vita di centinaia di milioni di lavoratori, già gravati &lt;br /&gt;da decenni di sacrifici. La verità è che solo una prospettiva &lt;br /&gt;anticapitalistica può indicare una via d'uscita reale dalla crisi economica &lt;br /&gt;e sociale. Il resto è chiacchiere. E' l'ora che il movimento operaio e le &lt;br /&gt;sinistre si battano finalmente per questa prospettiva rompendo con le &lt;br /&gt;illusioni del passato. &lt;br /&gt;Da subito va respinta al mittente ogni richiesta di nuovi sacrifici: paghi &lt;br /&gt;chi non ha mai pagato, non il mondo del lavoro. &lt;br /&gt;I miliardi destinati all'aiuto dei banchieri vadano alla protezione dei &lt;br /&gt;salari, delle pensioni, dei servizi sociali. Si restituisca ai lavoratori e &lt;br /&gt;alla previdenza pubblica l'importo dei fondi pensione, oggi a rischio o in &lt;br /&gt;picchiata. Si nazionalizzino le banche, sotto il controllo dei lavoratori, &lt;br /&gt;senza indennizzo per i grandi azionisti, a tutela degli stessi piccoli &lt;br /&gt;risparmiatori: consentendo l'abbattimento dei mutui da usura sempre più &lt;br /&gt;insostenibili per milioni di famiglie. Si destinino alla scuola, alla &lt;br /&gt;sanità, all'edilizia popolare le risorse oggi riservate alle grandi imprese, &lt;br /&gt;alle spese militari, alle gerarchie ecclesiastiche. &lt;br /&gt;Il PCL porterà in piazza l'11 ottobre la proposta di un governo dei &lt;br /&gt;lavoratori quale unica vera alternativa, a sostegno di un programma di &lt;br /&gt;svolta. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Milano, 7 ottobre 2008 &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;MARCO FERRANDO &lt;br /&gt;portavoce del Partito Comunista &lt;br /&gt;dei Lavoratori&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1069661766023927394-5657509333207508550?l=pclolbia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pclolbia.blogspot.com/feeds/5657509333207508550/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1069661766023927394&amp;postID=5657509333207508550&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/5657509333207508550'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/5657509333207508550'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pclolbia.blogspot.com/2008/10/crisi-capitalistica-paghi-chi-non-ha.html' title='Crisi capitalistica: paghi chi non ha mai pagato!'/><author><name>Partito Comunista dei lavoratori - Olbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16273253567484521882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394.post-4353684550347701863</id><published>2008-10-05T04:12:00.000-07:00</published><updated>2008-10-07T00:13:33.723-07:00</updated><title type='text'>La paura della borghesia</title><content type='html'>Dirigenti politici, economisti, tecnocrati ed intellettuali della grande borghesia esternano quotidianamente le loro paure di fronte alla catastrofe economica, sociale e politica in corso. Sentono di essere screditati di fronte alla maggioranza della popolazione. Mario Monti se la prende con l’oligarchia al potere negli Usa: “Ma gli Usa hanno fallito in quella ‘specialità’ che per molti decenni hanno insegnato con successo all’Europa e ai Paesi emergenti: la governance dell’economia di mercato. Con la crisi finanziaria in corso che si è generata al proprio interno, hanno dato un vulnus severo e durevole all’immagine e all’accettabilità, nel mondo, dell’economia di mercato”( Sole24ore, 22 agosto). Ernesto Galli della Loggia va più a fondo di Monti: “Sembra cioè farsi sempre più strada, in vasti settori della popolazione, la convinzione che prima che le loro azioni siano le stesse idee delle élites sociali finora in auge, il loro modo di sentire e di essere, la loro cultura nell’accezione complessiva del termine, ad aver fatto il proprio tempo e a essere sempre più estranee alle opinioni delle maggioranze”. Da questa constatazione trae  delle conclusioni politiche chiare: “Di fronte a tutto ciò parlare di una ‘ribellione delle masse’ all’ordine del giorno sarebbe francamente esagerato. Ma tenere gli occhi ben aperti di certo non lo è”( Corriere della Sera, 4 ottobre). &lt;br /&gt;Con parole sue Galli della Loggia esprime quello che Gramsci chiamava crisi dell’egemonia della classe dominante: quando la crisi, la catastrofe economica, si esprime al suo massimo livello, quello della crisi del consenso alla classe dominante. Quando le cose stanno così, si entra in una crisi rivoluzionaria. Allora quale è il dovere delle forze della sinistra proletaria? “Si tratta qui del dovere più incontestabile e più essenziale di tutti i socialisti: il dovere di rivelare alle masse l’esistenza di una situazione rivoluzionaria, di spiegarne l’ampiezza e la profondità, di svegliare la coscienza e l’energia rivoluzionaria del proletariato, di aiutarlo a passare all’azione rivoluzionaria e a creare delle organizzazioni conformi alla situazione rivoluzionaria per lavorare in questo senso”( Lenin, Il fallimento della II Internazionale). Questo fa il Coordinamento internazionale per la rifondazione della IV Internazionale e la sua sezione nello stato italiano, il Partito Comunista dei Lavoratori, che propone come organizzazione della lotta un’assemblea intercategoriale dei delegati, promossa unitariamente, che vari una piattaforma di svolta per una vertenza generale di tutto il mondo del lavoro. In questa assemblea ci batteremo perché siano presenti gli obiettivi  sintetizzati nelle nostre parole d’ordine per la manifestazione dell’11 ottobre: nazionalizzare le banche, non i loro debiti;abbattere i mutui non i salari; governino i lavoratori non i banchieri. &lt;br /&gt;A chi ci obietta che il governo dei lavoratori è un’utopia perché l’economia è troppo complessa, rispondiamo che chi non lo considera realistico è subalterno all’ economia dell’accademia, ai suoi modelli econometrici ed alle sue formule, ormai, screditate fra gli stessi borghesi. A riguardo, è significativo quanto ha scritto Mario Margiocco: “L’intero investment banking è stato colpito dal morbo di Black-Scholes: il virus nascosto nella formula matematica che porta quel nome e che ha fatto vincere all’Accademia americana tre premi nobel. La formula, che si pensava capace di eliminare il rischio dalle transazioni finanziarie, è invece la madre di tutti i guai, con la pretesa di saper individuare il giusto prezzo futuro. Di prevedere il futuro, insomma”( Sole24ore 21 sett.). Una tale prerogativa è propria, secondo il fondatore della scienza moderna, Galileo, di un’intelligenza extensive, cioè un’intelligenza in grado di possedere contemporaneamente la visione del presente, del passato e del futuro. Ma, ironicamente, Galileo faceva notare che un’intelligenza del genere la possiede solo dio. Pretese del genere sono proprie del delirio idealista, alimentato sicuramente dalla polvere di cocaina che aleggia nelle Borse e negli ambienti prossimi. &lt;br /&gt;Di fonte alla paura che manifestano le élites borghesi, Rossana Rossanda non trova di meglio che porsi i seguenti interrogativi: “ Che faremmo se fossimo al governo? Che chiederemmo di fare a Prodi se non fosse stato rovesciato?”( Manifesto 4 ottobre). Rossanda ripone ancora le sue speranze in un individuo la cui azione di governo ha portato per ben due volte un tipo come Berlusconi e la destra al governo, e la maggioranza del movimento operaio alla devastazione, innanzitutto, politico-culturale. Rossana Rossanda ha la responsabilità di continuare a diffondere, nella sinistra, la tesi che per il movimento operaio, di fronte alla catastrofe ed alla destra trionfante, non c’è altra strada che quella dell’alleanza con quella parte della borghesia, secondo lei e quelli come lei, illuminata. Questa tesi costituisce il nucleo di fondo del togliattismo di Rossanda che continua a legarla alla tradizione stalinista dei “fronti popolari”. Rossana Rossanda, dopo la vaporizzazione del mito maoista, è entrata in quella schiera, purtroppo numerosa, di intellettuali di sinistra che ”hanno dedicato i loro  anni migliori al compito di escludere dall’orizzonte storico la possibilità di un crollo capitalista e di tacciare di catastrofismo chi diceva il contrario”(  Jorge Altamira, Crisi mondiale: una sinistra accademica e paurosa, Prensa Obrera n° 1057). La fondatrice del Manifesto si ostina a dimenticare che Prodi ha trafficato nella Goldman Sachs in buona compagnia con Mario Draghi, ex vicegovernatore della stessa, con Mario Monti, con Gianni Letta membro dell'Advisory Board di G.S., con R.Rubin, da dirigente Goldman Sachs a segretario al Tesoro presidenza Clinton,  con H. Paulson, da vice Presidente di Goldman Sachs a Segretario al Tesoro sotto presidenza G.W. Bush. Una compagnia di pescicani, affamatori di popoli, affetti da delirio di onnipotenza. Rossanda continua ad accreditare, fra i lettori del Manifesto, uno come Prodi che ha dedicato tutta la sua vita a servire i capitalisti e quel centro della reazione mondiale che è il Vaticano? &lt;br /&gt;La paura che la borghesia ha della catastrofe in corso, si trasmette alla sinistra piccoloborghese. Rossanda concorda con Parlato che, qualche giorno prima sul Manifesto ( 30 settembre), ammoniva che “ non c’è affatto di essere contenti perchè la meccanica stessa del capitalismo e anche del mercato scaricherà il massimo dei danni sui lavoratori e sui ceti meno abbienti”. Ma si è mai visto che il passaggio da un modo di produzione ad un altro avvenga senza catastrofi? Il fine del socialismo scientifico, a differenza del riformismo disarmante, è quello di armare  le avanguardie della classe salariata a questa evenienza. Prepararle in modo tale da essere capaci di raccogliere sotto le bandiere della rivoluzione sociale, anche, i settori della piccola borghesia rovinati dalla catastrofe e dallo scempio che capitalisti, banchieri e pescecani della finanza fanno dei loro risparmi. Non è vero che la piccola borghesia nelle catastrofi si sposta meccanicamente a destra. Questo succede quando le direzioni della sinistra e del movimento operaio cercano la protezione di quella parte della borghesia da loro ritenuta, erroneamente, illuminata. La piccola borghesia odia chi è responsabile del saccheggio dei suoi risparmi, perciò la strada obbligata è quella della “nazionalizzazione  delle banche, senza indennizzo e sotto il controllo dei lavoratori, quale misura indispensabile di svolta sociale e di igiene morale, persino a tutela dei piccoli risparmiatori”(Marco Ferrando). &lt;br /&gt;La catastrofe in corso rovina settori consistenti degli strati bassi dei ceti medi e questo si ripete dalla prima crisi generale del capitalismo che fu la causa oggettiva delle rivoluzioni del 1848. La piccola borghesia francese - dopo essere stata influenzata dai “democratici puri” – marciò, nel giugno del 1848, contro le barricate proletarie, convinta di ottenere una ricompensa, ma rimase tristemente sorpresa dopo il massacro proletario: &lt;br /&gt;“E quando le barricate furono abbattute e gli operai schiacciati e i guardiani delle botteghe, ubriachi di vittoria, si rovesciarono di ritorno nelle loro botteghe, ne trovarono sbarrato l’ingresso da un salvatore della proprietà, da un agente ufficiale del credito, che agitava loro in faccia le sue lettere di protesta: cambiale scaduta! Fitto scaduto! Tratta scaduta! Bottega fallita! Bottegaio fallito” ( Karl Marx, Le lotte di classe in Francia). &lt;br /&gt;Dopo centosessanta anni la questione non è cambiata: o ci si schiera col programma del proletariato rivoluzionario e si combatte sotto le sue bandiere oppure si va incontro a catastrofiche sconfitte. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gian Franco Camboni direzione Pcl                                                    5 ottobre 2008&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1069661766023927394-4353684550347701863?l=pclolbia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pclolbia.blogspot.com/feeds/4353684550347701863/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1069661766023927394&amp;postID=4353684550347701863&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/4353684550347701863'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/4353684550347701863'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pclolbia.blogspot.com/2008/10/la-paura-della-borghesia.html' title='La paura della borghesia'/><author><name>Partito Comunista dei lavoratori - Olbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16273253567484521882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394.post-7798714708060268972</id><published>2008-10-04T04:07:00.000-07:00</published><updated>2008-10-04T04:08:57.588-07:00</updated><title type='text'>DICHIARAZIONE SULLA CRISI CAPITALISTICA</title><content type='html'>(4 ottobre 2008)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La crisi di Wall Street e i suoi primi effetti in Europa non sono semplici turbolenze, per quanto gravi, del capitalismo: sono la cartina di tornasole della sua vera natura e, insieme, della sua crisi strutturale. Esse smentiscono una volta di più, se ve n’era bisogno, tutti gli annunci apologetici dell’89 sulla nascita di un nuovo “ordine mondiale” economicamente prospero. Così come sconfessano tutte le fantasie neoriformiste o “centriste” su un “nuovo mondo possibile” in ambito capitalistico. Al contrario: l’attuale crisi capitalistica conferma una volta di più l’attualità della rivoluzione socialista internazionale quale unica via d’uscita storicamente progressiva dalla crisi dell’umanità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Naturalmente sarà necessario verificare attentamente il corso della crisi finanziaria, i ritmi della sua propagazione internazionale, le sue ricadute sulla produzione mondiale, i suoi effetti sul declino americano negli equilibri globali. Ma in ogni caso al di là delle sue variabili imprevedibili, la grande crisi di Wall Street rivela nella forma più clamorosa tutta l’irrazionalità del capitalismo, l’anarchia insuperabile del suo modo di produzione, la barbarie morale delle sue classi dirigenti, dei suoi partiti, dei suoi governi di diverso colore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per vent’anni la borghesia mondiale, americana ed europea, ha costruito il grande castello delle proprie fortune finanziarie sul massacro sociale dei salari e del lavoro; sulla privatizzazione delle prestazioni sociali (fondi pensione); sull’indebitamento crescente e indotto di milioni di famiglie in cerca di casa o di cure sanitarie; sulla cinica cartolarizzazione dei debiti e dei rischi d’insolvenza: in una gigantesca giostra di capitali fittizi, spinta dalla ricerca di un profitto più elevato e più rapido di quello garantito dall’economia “reale”. La miseria sociale e la speculazione sulla miseria sono state la base dell’enorme ricchezza finanziaria accumulata dalle grandi banche, assicurazioni, imprese. Oggi quelle stesse classi dirigenti cercano di scaricare gli effetti del crollo del loro castello finanziario sulle medesime vittime sociali delle proprie speculazioni. Questa è la sostanza del piano Paulson negli USA col sostegno congiunto di Bush, Obama e McCain. Questo è il segno dei salvataggi finanziari operati in Europa, in Gran Bretagna, in Francia, in Germania, in Belgio, in Olanda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ovunque la crisi sconfessa clamorosamente le ipocrisie ideologiche degli ultimi 20 anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I governi più “liberisti”, nel colpire i lavoratori, diventano i più “statalisti” quando si tratta di salvare i banchieri, naturalmente a spese dei contribuenti. I più solenni avversari del più piccolo “aiuto statale” per il salvataggio di posti di lavoro nei servizi pubblici, promuovono giganteschi aiuti dello stato per il salvataggio degli speculatori privati destinando centinaia di miliardi pubblici all’acquisto di titoli “tossici” o di azioni in declino. I nemici ideologici di ogni nazionalizzazione non esitano a comprare in tutto o in parte banche e assicurazioni in difficoltà: pagando indennizzi miliardari (e un futuro dorato) a sfruttatori cinici, con i soldi prelevati dal portafoglio degli sfruttati e da nuovi tagli sociali. I lavoratori colpiti nella previdenza pubblica a vantaggio di fondi pensione truffaldini (spesso oggi in picchiata) sono chiamati a pagare il conto lasciato dalle banche truffatrici: dunque sono truffati due volte. Famiglie spremute per anni da mutui bancari usurai sono chiamate a pagare il disastro dei loro strozzini: magari dopo aver subito il pignoramento della casa. Ovunque gli effetti della crisi e delle terapie borghesi si scaricheranno sulle condizioni sociali di grandi masse, già provate da decenni di “sacrifici”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di fronte a questo scenario generale, si conferma, una volta di più, la totale inconsistenza di ogni ingenuità riformista. I teorici del capitalismo democratico e sociale, di un “keynesismo progressista”, di un compromesso riformatore con la borghesia, sono davanti al fallimento di tutte le loro fantasie. Il nuovo statalismo della borghesia è a sostegno delle banche (e del militarismo) contro i lavoratori. Né più né meno che il vecchio liberismo. E’ la riprova che la borghesia usa i più diversi specchi ideologici a difesa dei propri immutati interessi di dominio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni riduzione dell’anticapitalismo all’antiliberismo ha rappresentato e rappresenta un inganno per i lavoratori e i movimenti sociali: spesso allo scopo di non pregiudicare compromessi di governo con le classi dominanti e i loro “partiti democratici” contro i lavoratori e i movimenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parallelamente l’enormità della crisi in corso polverizza tutte le impostazioni iperminimaliste sostenute nei movimenti dalle organizzazioni centriste (Tobin tax, democrazia partecipativa…): miti ideologici illusori ormai defunti, subalterni all’idea di un capitalismo “sociale”, che rivelano, tanto più oggi, tutta la propria impotenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La verità nuda e cruda che la grande crisi internazionale ci consegna è la conferma del marxismo: il capitalismo non è socialmente riformabile. Né per via ministeriale, né per opera della “pressione” dei movimenti. Nessun nuovo futuro per l’umanità è compatibile con il potere delle banche, delle assicurazioni, delle grandi imprese, dei loro partiti, dei loro governi, dei loro Stati. Il rovesciamento rivoluzionario di questo potere è condizione storica decisiva per il progresso della società umana. Solo un governo operaio può nazionalizzare le banche non i loro debiti. Solo il potere dei lavoratori e delle lavoratrici può rendere possibile un mondo nuovo, liberato dalla dittatura del capitale finanziario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il PCL è orgoglioso di rappresentare l’unico partito della sinistra italiana che si batte per questa prospettiva storica, e che cerca di ricondurre ad essa le rivendicazioni immediate di lotta, e tutto il proprio intervento quotidiano nella classe operaia e in ogni movimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come è orgoglioso di appartenere a una corrente rivoluzionaria internazionale che persegue lo stesso programma in tutto il mondo: perché la crisi mondiale del capitalismo conferma ancora una volta che l’alternativa socialista o è internazionale o non è.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ESECUTIVO NAZIONALE PCL&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1069661766023927394-7798714708060268972?l=pclolbia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pclolbia.blogspot.com/feeds/7798714708060268972/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1069661766023927394&amp;postID=7798714708060268972&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/7798714708060268972'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/7798714708060268972'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pclolbia.blogspot.com/2008/10/dichiarazione-sulla-crisi-capitalistica.html' title='DICHIARAZIONE SULLA CRISI CAPITALISTICA'/><author><name>Partito Comunista dei lavoratori - Olbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16273253567484521882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394.post-4518509614120090684</id><published>2008-10-03T07:13:00.000-07:00</published><updated>2008-10-03T07:14:16.663-07:00</updated><title type='text'>sulla crisi finanziaria, lavoro e la manifestazione dell' 11 Ottobre</title><content type='html'>(2 ottobre 2008)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(ANSA) - ROMA, 1 OTT - Il Partito comunista dei lavoratori&lt;br /&gt;«rivendica la nazionalizzazione delle banche, senza indennizzo&lt;br /&gt;e sotto il controllo dei lavoratori, quale misura indispensabile&lt;br /&gt;di svolta sociale e di igiene morale, persino a tutela dei&lt;br /&gt;piccoli risparmiatori»: così Marco Ferrando del Pcl secondo&lt;br /&gt;cui occorre «nazionalizzare le banche, non i loro debiti;&lt;br /&gt;abbattere i mutui, non i salari; governino i lavoratori, non i&lt;br /&gt;banchierì». Queste - fa sapere Ferrando - «saranno tra le&lt;br /&gt;parole d’ordine che porteremo l’11 ottobre alla manifestazione&lt;br /&gt;nazionale delle sinistre».&lt;br /&gt;«L’attuale crisi finanziaria - prosegue - smaschera le&lt;br /&gt;ipocrisie di 20 anni. I governi più liberisti nel colpire i&lt;br /&gt;lavoratori diventano i più statalisti quando si tratta di&lt;br /&gt;salvare i banchieri a spese dei contribuenti. È a questo che si&lt;br /&gt;prepara Berlusconi, mentre si affretta a rassicurare i&lt;br /&gt;risparmiatori? La verità è che le banche italiane, impegnate&lt;br /&gt;ad accrescere il proprio bottino nel trasporto aereo e&lt;br /&gt;ferroviario, nascondono i propri bilanci proprio ai&lt;br /&gt;risparmiatori: mentre continuano a crescere i mutui usurari,&lt;br /&gt;cadono i fondi pensione, rischiano la bancarotta centinaia di&lt;br /&gt;enti locali. Le sinistre non hanno nulla da proporre all’altezza&lt;br /&gt;della gravità della crisi?».(ANSA).&lt;br /&gt;=&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roma, 1 ott. (Adnkronos) - «Se la Cgil rompe finalmente con&lt;br /&gt;Confindustria, è un bene per il mondo del lavoro. Ma non può ora&lt;br /&gt;fermarsi a metà strada. Deve intraprendere la via di un vero sciopero&lt;br /&gt;generale, su una piattaforma di svolta, che ingaggi un’autentica prova&lt;br /&gt;di forza col padronato e col governo: a partire dalla rivendicazione&lt;br /&gt;di un aumento generale dei salari di almeno 300 euro, e della&lt;br /&gt;cancellazione di tutte le leggi di precarizzazione del lavoro». Lo&lt;br /&gt;afferma Marco Ferrando del Partito dei comunisti lavoratori.&lt;br /&gt;«È necessaria l’unità di lotta di tutte le organizzazioni&lt;br /&gt;sindacali non concertative e di tutte le sinistre a sostegno di questa&lt;br /&gt;prospettiva -esorta- Centrale è la promozione unitaria di&lt;br /&gt;un’assemblea nazionale intercategoriale dei delegati che vari una&lt;br /&gt;piattaforma di svolta per una vertenza generale di tutto il mondo del&lt;br /&gt;lavoro».&lt;br /&gt;E assicura: «Il Partito comunista dei lavoratori si batterà&lt;br /&gt;tanto più oggi in ogni sindacato e luogo di lavoro per questa&lt;br /&gt;prospettiva».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1069661766023927394-4518509614120090684?l=pclolbia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pclolbia.blogspot.com/feeds/4518509614120090684/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1069661766023927394&amp;postID=4518509614120090684&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/4518509614120090684'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/4518509614120090684'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pclolbia.blogspot.com/2008/10/sulla-crisi-finanziaria-lavoro-e-la.html' title='sulla crisi finanziaria, lavoro e la manifestazione dell&apos; 11 Ottobre'/><author><name>Partito Comunista dei lavoratori - Olbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16273253567484521882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394.post-7924161824944431889</id><published>2008-10-01T01:45:00.000-07:00</published><updated>2008-10-01T01:46:37.202-07:00</updated><title type='text'>Dichiarazione di Marco Ferrando sulla crisi finanziaria mondiale</title><content type='html'>(30 settembre 2008)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roma, 30 set. - (Adnkronos) - «La crisi finanziaria che esplode a Wall Street e sbarca in Europa, ha messo a nudo tutta l’anarchia del capitalismo mondiale. Altro che il ’nuovo ordinè annunciato nell’89! &lt;br /&gt;Vent’anni di false ideologie sono travolti dalla crisi. I governi più ’liberistì nel colpire i lavoratori diventano i più ’statalistì quando si tratta di salvare i banchieri, naturalmente a spese dei contribuenti. I lavoratori che hanno subito il taglio della previdenza pubblica a vantaggio della truffa dei fondi pensione (oggi in picchiata), sono chiamati a pagare il conto delle banche truffatrici. &lt;br /&gt;Famiglie immiserite per anni dai mutui usurai pagano il conto lasciato dai loro strozzini: magari dopo aver perso la casa». Lo afferma Marco &lt;br /&gt;Ferrando del Partito comunista dei lavoratori (Pcl). &lt;br /&gt;«Tanto più oggi, tutte le illusioni su una possibile riforma sociale del capitalismo, sono prive di ogni credibilità -aggiunge- &lt;br /&gt;L’unica via d’uscita dalla crisi che sia positiva per il mondo del lavoro passa per la prospettiva del rovesciamento dell’ordine capitalistico. &lt;br /&gt;Per la costruzione, su scala internazionale, di una &lt;br /&gt;società socialista, liberata dalla dittatura del profitto e restituita al primato dei bisogni sociali. Il Pcl è orgoglioso di rappresentare in Italia l’unico partito impegnato a ricondurre ogni lotta alla prospettiva della rivoluzione sociale e del governo dei &lt;br /&gt;lavoratori. Sfidiamo su questo al confronto tutte le sinistre italiane».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1069661766023927394-7924161824944431889?l=pclolbia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pclolbia.blogspot.com/feeds/7924161824944431889/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1069661766023927394&amp;postID=7924161824944431889&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/7924161824944431889'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/7924161824944431889'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pclolbia.blogspot.com/2008/10/dichiarazione-di-marco-ferrando-sulla.html' title='Dichiarazione di Marco Ferrando sulla crisi finanziaria mondiale'/><author><name>Partito Comunista dei lavoratori - Olbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16273253567484521882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394.post-2807571317340360353</id><published>2008-09-27T03:21:00.000-07:00</published><updated>2008-09-27T03:25:01.460-07:00</updated><title type='text'>testo volantino per le mobiltazioni CGIL del 27 settembre</title><content type='html'>(25 settembre 2008)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VIA BERLUSCONI&lt;br /&gt;NO AL CENTROSINISTRA&lt;br /&gt;GOVERNINO I LAVORATORI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il governo Berlusconi sta procedendo ad un attacco durissimo contro il mondo del lavoro, senza incontrare una reale opposizione.&lt;br /&gt;Si colpiscono i salari. Si estende la precarizzazione del lavoro. Si punta alla distruzione del contratto nazionale. Si porta a sanità e scuola pubblica un attacco mai conosciuto in precedenza. Si vorrebbe regalare il trasporto pubblico alle cordate dei capitalisti mettendo su una strada decine di migliaia di lavoratori. E intanto si cerca di alimentare la guerra tra i poveri con odiose politiche xenofobe.&lt;br /&gt;Eppure manca l’opposizione.&lt;br /&gt;Il PD di Veltroni, Calearo, Colaninno non vuole e non può opporsi a un governo Berlusconi che è oggi sostenuto da quella grande borghesia “amica” (Colaninno, Banca Intesa..) che il PD si candida a rappresentare.&lt;br /&gt;Le sinistre Arcobaleno che in cambio di ministri avevano votato le finanziarie di Prodi e Confindustria, ora giustamente denunciano un governo che riprende e aggrava quelle politiche: ma non avanzano alcuna reale proposta generale di azione.&lt;br /&gt;Così non si può andare avanti.&lt;br /&gt;Grandi sono le responsabilità della CGIL. I suoi vertici dirigenti non solo non hanno promosso in questi mesi alcuna mobilitazione ma hanno continuato a negoziare con Berlusconi e Confindustria sulla manomissione del contratto nazionale. Subendo, ciò nonostante, una campagna di criminalizzazione della CGIL che mira alla sua resa incondizionata.&lt;br /&gt;E’ necessaria una svolta. La CGIL rompa una volta per tutte con Confindustria e Governo e si ponga sul terreno di una reale mobilitazione di massa. E’ l’unica via per costruire un argine all’offensiva reazionaria e strappare risultati.&lt;br /&gt;Il PCL - unico partito della sinistra a opporsi coerentemente al governo Prodi - rivendica una lotta radicale contro il governo Berlusconi per la sua cacciata. E propone un fronte unico d’azione tra tutte le forze politiche e sindacali del movimento operaio che scelgano di stare dalla parte dei lavoratori, su una piattaforma di vertenza generale del mondo del lavoro .Per uno sciopero generale vero, non simbolico, che punti a piegare governo e Confindustria con una lotta prolungata “alla francese”. Chiediamo a tal fine la convocazione di una grande assemblea nazionale intercategoriale dei delegati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per un aumento generale dei salari di 300 euro netti&lt;br /&gt;Per la cancellazione di tutte le leggi di precarizzazione del lavoro&lt;br /&gt;Per un salario minimo di 1300 euro e un salario di 1000 euro per i disoccupati&lt;br /&gt;Per la parità di diritti di lavoratori italiani e migranti&lt;br /&gt;Per un grande investimento in scuola, sanità, trasporti, sotto controllo popolare&lt;br /&gt;Per la nazionalizzazione, sotto controllo operaio, delle aziende che licenziano, inquinano, causano omicidi bianchi&lt;br /&gt;Paghi chi non ha mai pagato: grandi profitti, spese militari, privilegi clericali&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A 40 anni dall’autunno caldo, occorre ripartire da una piattaforma di svolta: in piena autonomia dal centrosinistra, per aprire la prospettiva di un governo dei lavoratori che cacci le vecchie classi dirigenti.&lt;br /&gt;Il PCL - la sinistra che non tradisce - è nato per battersi per questo programma, senza altro interesse che la sua realizzazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1069661766023927394-2807571317340360353?l=pclolbia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pclolbia.blogspot.com/feeds/2807571317340360353/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1069661766023927394&amp;postID=2807571317340360353&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/2807571317340360353'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/2807571317340360353'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pclolbia.blogspot.com/2008/09/testo-volantino-per-le-mobiltazioni.html' title='testo volantino per le mobiltazioni CGIL del 27 settembre'/><author><name>Partito Comunista dei lavoratori - Olbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16273253567484521882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394.post-7231557898011650441</id><published>2008-09-23T12:34:00.000-07:00</published><updated>2008-09-23T12:36:33.969-07:00</updated><title type='text'>CUB Alitalia e nazionalizzazione</title><content type='html'>si fa strada la proposta del PCL&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(23 settembre 2008)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roma, 22 set. - (Adnkronos) - «Il fatto che il sindacato Cub di Alitalia abbia avanzato la richiesta di nazionalizzazione della compagnia, è una novità positiva e importante. La richiesta di nazionalizzazione -sinora sostenuta sul piano politico dal solo Pcl- inizia a farsi largo tra i lavoratori. Chiediamo ai partiti della sinistra di appoggiare la richiesta avanzata dalla Cub». Lo afferma Marco Ferrando, del Partito comunista dei lavoratori Pcl.&lt;br /&gt;«La nazionalizzazione di Alitalia, senza indennizzo per i grandi azionisti, è infatti l’unica vera alternativa alla nazionalizzazione dei suoi debiti, pretesa dalla Cai -prosegue- E l’unica soluzione che può tutelare i posti di lavoro e i diritti contrattuali per i lavoratori. L’affidamento al mercato e a nuovi eventuali compratori -come chiede Epifani e una parte del Pd-&lt;br /&gt;esporrebbe i lavoratori a nuovi inaccettabili ricatti e sacrifici».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1069661766023927394-7231557898011650441?l=pclolbia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pclolbia.blogspot.com/feeds/7231557898011650441/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1069661766023927394&amp;postID=7231557898011650441&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/7231557898011650441'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/7231557898011650441'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pclolbia.blogspot.com/2008/09/cub-alitalia-e-nazionalizzazione.html' title='CUB Alitalia e nazionalizzazione'/><author><name>Partito Comunista dei lavoratori - Olbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16273253567484521882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394.post-9076264801820530495</id><published>2008-09-17T05:54:00.000-07:00</published><updated>2008-09-17T05:59:13.318-07:00</updated><title type='text'>Siamo al fianco dei lavoratori Alitalia, senza riserve.</title><content type='html'>&lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:18;"  &gt;NO ALLA SVENDITA&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:14;"  &gt;LA VOSTRA DIGNITA' VALE PIU' DEI LORO PROFITTI&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:10;"  &gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:14;"  &gt;OCCORRE UN COMITATO DI SCIOPERO&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:14;"  &gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:14;"  &gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:10;"  &gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:10;"  &gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Se passa il piano CAI-BERLUSCONI si crea un precedente devastante per tutto il mondo del lavoro:&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:10;"  &gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:10;"  &gt;decurtazione dei salari, cancellazione di anzianità e professionalità, umiliazione dei diritti&lt;br /&gt;contrattuali più elementari.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:10;"  &gt;&lt;br /&gt;E' inaccettabile. E tanto più inaccettabile la firma sindacale di questa svendita.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:10;"  &gt;&lt;br /&gt;Come lavoratori del trasporto aereo avete dimostrato in questi giorni molta combattività e determinazione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:10;"  &gt;Ora siete chiamati a usare la vostra forza con la stessa radicalità che la CAI e BERLUSCONI hanno usato contro di voi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:10;"  &gt;&lt;br /&gt;Vincere si può.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:10;"  &gt;Si può bloccare l'intero trasporto aereo nazionale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:10;"  &gt;Si possono eleggere dal basso in ogni struttura Alitalia comitati unitari di sciopero, sino a un comitato&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:10;"  &gt;di sciopero nazionale capace di dirigere e unificare la lotta.&lt;span&gt;          &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:10;"  &gt;&lt;br /&gt;In Francia forme simili di organizzazione della lotta hanno strappato risultati proprio nel settore dei trasporti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:10;"  &gt;Perchè non riprendere quell' esempio?&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:10;"  &gt;&lt;br /&gt;Solo la forza dei lavoratori può far saltare il piano CAI-BERLUSCONI e aprire il varco&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:10;"  &gt;, dal basso, per l'unica vera soluzione alternativa che sia positiva per i lavoratori: &lt;b&gt;&lt;i&gt;la nazionalizzazione dell'intero trasporto aereo nazionale, sotto il controllo dei lavoratori&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:10;"  &gt;, senza indennizzo per i grandi azionisti, con l'annullamento dei debiti bancari e l'abbattimento degli stipendi milionari dei dirigenti.&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:10;"  &gt;&lt;br /&gt;E' una soluzione che garantirebbe non solo i posti di lavoro e di diritti contrattuali, ma anche il portafoglio dei contribuenti&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:10;"  &gt;E' una soluzione altrettanto radicale di quella pretesa dal governo: la differenza è che guarda ai lavoratori, non ai banchieri.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:10;"  &gt;&lt;br /&gt;In ogni caso il Partito Comunista dei Lavoratori si sente mobilitato al vostro fianco, come ha dimostrato in questi giorni la presenza ai vostri presidi del nostro portavoce nazionale&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:10;"  &gt;(Marco Ferrando). E sosterrà tutte le azioni di lotta che vorrete intraprendere: perchè la dignità dei lavoratori vale più&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:10;"  &gt;dei profitti dei loro padroni.&lt;span&gt;                &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:10;"  &gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:10;"  &gt;&lt;span&gt;                              &lt;/span&gt;Partito Comunista dei Lavoratori&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:10;"  &gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1069661766023927394-9076264801820530495?l=pclolbia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pclolbia.blogspot.com/feeds/9076264801820530495/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1069661766023927394&amp;postID=9076264801820530495&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/9076264801820530495'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/9076264801820530495'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pclolbia.blogspot.com/2008/09/siamo-al-fianco-dei-lavoratori-alitalia.html' title='Siamo al fianco dei lavoratori Alitalia, senza riserve.'/><author><name>Partito Comunista dei lavoratori - Olbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16273253567484521882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394.post-5782073013853063886</id><published>2008-09-13T04:10:00.000-07:00</published><updated>2008-09-13T04:14:20.317-07:00</updated><title type='text'>''Il Pcl partecipera' alla manifestazione nazionale della sinistra promossa per l'11 Ottobre</title><content type='html'>&lt;div id="yiv2141396883"&gt;&lt;h1 style="text-align: justify; font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Marco Ferrando :&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;IL PCL Alla manifestazione dell' 11 Ottobre&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;h1 style="text-align: justify; font-weight: normal;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;(11 settembre 2008)&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;''Da tempo - spiega - avevamo proposto pubblicamente una manifestazione unitaria da sinistra contro il governo reazionario di Berlusconi, indicando proprio la data dell'11 ottobre .&lt;br /&gt;La manifestazione, finalmente convocata, puo' contribuire a rianimare settori disorientati del popolo della sinistra e a contrastare il disegno della sua assimilazione da parte del Pd e di Di Pietro''.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;''Al tempo stesso l'appello di convocazione della manifestazione conferma, come era prevedibile, tutte le ambiguita' dei gruppi dirigenti della Sinistra Arcobaleno attorno al rapporto futuro col Pd e col centrosinistra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Confermando oltretutto l'analisi del Pcl sul carattere di facciata della ''svolta a sinistra'' del Prc.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;''Per questo - prosegue Ferrando - il Pcl non aderisce all'appello e partecipera' alla manifestazione unitaria con una propria proposta distinta: che rivendica l'unita' di classe delle sinistre in alternativa al Pd, oggi e domani; sostiene tutte le lotte e mobilitazioni contro il governo e contro le politiche concertative (inclusa, in particolare, l'azione di sciopero del 17 ottobre); rivendica un Parlamento dei lavoratori e delle sinistre come sede di fronte unico contro Berlusconi; rivendica la cacciata del governo Berlusconi per un governo dei lavoratori, per mezzo di una radicale mobilitazione di massa''.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;''Il Pcl fa appello a tutti i militanti critici della sinistra a raggrupparsi l'11 ottobre attorno a questa proposta di indipendenza di classe''.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roma, 10 settembre&lt;/p&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1069661766023927394-5782073013853063886?l=pclolbia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pclolbia.blogspot.com/feeds/5782073013853063886/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1069661766023927394&amp;postID=5782073013853063886&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/5782073013853063886'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/5782073013853063886'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pclolbia.blogspot.com/2008/09/il-pcl-partecipera-alla-manifestazione.html' title='&apos;&apos;Il Pcl partecipera&apos; alla manifestazione nazionale della sinistra promossa per l&apos;11 Ottobre'/><author><name>Partito Comunista dei lavoratori - Olbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16273253567484521882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394.post-1557117958333417089</id><published>2008-09-09T12:54:00.000-07:00</published><updated>2008-09-09T12:57:04.739-07:00</updated><title type='text'>RISPOSTA A PIERPAOLO LEONARDI</title><content type='html'>&lt;h1 style="text-align: justify; font-weight: normal;" class="sottotitolo_pagina"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;La risposta di Marco Ferrando ( portavoce del PCL) alla lettera di Paolo Leonardi pubblicata ieri sul "Manifesto".&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="data_notizia"&gt;(9 settembre 2008)&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Caro Pierpaolo, la risposta alla tua lettera non solo è dovuta, ma è gradita. Perché spero possa aiutare a "diradare la nebbia" sia su elementi di obiettiva confusione, sia su reali divergenze politiche che il tuo testo sottintende o rivela.&lt;br /&gt;Nella sostanza, se ho ben inteso, tu tendi a "contrapporre" in qualche modo l'azione di sciopero e manifestazione previsti per il 17 Ottobre all'eventuale manifestazione da noi proposta per l'11 Ottobre. E lo fai non tanto in ragione di una vicinanza di date (tanto è vero che tu stesso riconosci che "la manifestazione dell'11 non inciderà più di tanto sulla partecipazione dei lavoratori e delle lavoratrici a quella che si terrà il 17"), ma di una valutazione politica: essendo a tuo avviso quella dell'11 una manifestazione di "autoreferenzialità politica tutta negativa" e quella del 17 un'azione reale di conflitto. Infine poni alcune domande sfida sulla scelta di riferimento sindacale o sulla scelta "conflitto o concertazione" (che, per inciso, capisco se rivolte a PRC e PDCI, ma grottesche se rivolte al PCL, visto i tempi e le ragioni della nostra nascita).&lt;br /&gt;Provo a darti una risposta chiarificatrice e magari a porti io, a mia volta, qualche domanda.&lt;br /&gt;1) Come ben sai, il PCL dà pieno e attivo sostegno all'azione di sciopero generale promossa per il 17 Ottobre (avendo oltretutto partecipato con i nostri iscritti membri dei diversi sindacati di base all'assemblea nazionale del 17 Maggio che ha promosso l'iniziativa e avendone salutato pubblicamente la positività). Così come ha dato pieno e attivo sostegno negli anni recenti a tutte le azioni di sciopero generale promosse dal sindacalismo di base contro quelle finanziarie del governo Prodi votate da PRC, PDCI o (nel 2006) da Sinistra Critica, anche con l'adesione pubblica dei nostri compagni iscritti e dirigenti in CGIL, talvolta pagandone il prezzo con vergognosi tentativi di ritorsioni burocratiche dell'apparato CGIL (ti è noto il caso del nostro compagno Debetto a Torino). Al tempo stesso, come in passato e tanto più oggi, riteniamo che l'attacco che viene condotto contro il mondo del lavoro, per la sua gravità, non sia affrontabile esclusivamente con singole iniziative di protesta del sindacalismo di base (per quanto naturalmente positive soprattutto se proclamate da un fronte unitario dello stesso ); ma richieda la preparazione di una vertenza generale del mondo del lavoro, basata su una piattaforma di lotta unificante e di svolta, che miri a sviluppare il movimento reale, a incidere realmente sui rapporti di forza e a strappare risultati. In questo senso abbiamo proposto e riproponiamo la convocazione congiunta di un'assemblea nazionale unitaria intercategoriale di delegati: perché quella assise può consentire di allargare, su base democratica, il fronte promotore di una vertenza generale, aggirando gli steccati divisori oggi esistenti tra diverse espressioni del sindacalismo di classe (sia di base che interno alla CGIL), e favorendo un livello superiore di mobilitazione. Ti chiedo: perché si continua ad opporre un silenzio a questa nostra proposta? Non vorremmo che questo silenzio (un sostanziale rifiuto) fosse determinato dal privilegiamento autoconservativo e d'immagine della propria sigla sindacale a scapito del movimento reale. Ma saremmo felicissimi – nell'interesse generale – se fossimo smentiti da una tua risposta di merito.&lt;br /&gt;2) La contrapposizione tendenziale che tu operi tra lo sciopero del 17 e una manifestazione politica delle sinistre per l'11 è profondamente sbagliata. Per diverse ragioni complementari.&lt;br /&gt;In primo luogo, consentimi una considerazione di carattere generale: il movimento sindacale non esaurisce la vita e le espressioni del movimento operaio (politiche, organizzative, associative, culturali). Noi restiamo degli inguaribili leninisti: contro ogni forma di pansindacalismo (che vede nell'azione sindacale tutta la politica di classe); così come contro ogni pretesa di questa o quell'altra forza della sinistra di esprimere un "proprio sindacato" come propria cinghia di trasmissione (con una riduzione economicista del proprio intervento politico e a scapito del movimento reale). Come PCL, rovesciamo esattamente questa impostazione. Così come siamo per il pieno e libero dispiegamento dell'azione sindacale in funzione dello sviluppo della lotta di classe e contro ogni logica autoconservativa, così cerchiamo di sviluppare in ogni movimento e nell'ambito dell'intera società una battaglia politica più generale: che riconduca ogni rivendicazione parziale (sindacale, sociale, antimperialista, antirazzista, femminista, anticlericale, ambientalista) alla prospettiva del rovesciamento del capitalismo e del potere dei lavoratori. Il PCL considera il proprio partito non come "un fine", ma come lo strumento organizzato di questa battaglia. E questa battaglia, per sua natura, non si svolge solo sul terreno sindacale, ma investe l'intero quadro politico: a partire dall'opposizione alla politica complessiva del governo. E' possibile rimuovere la complessità e l'ampiezza della battaglia politica dei comunisti alla sola dimensione sindacale e, per di più, alla sola azione del sindacalismo di base? E' un'impostazione legittima, s'intende. Semplicemente non solo non è la nostra, ma è un'impostazione che contrastiamo apertamente.&lt;br /&gt;In secondo luogo, il terzo governo Berlusconi, per le sue caratteristiche reazionarie, sottolinea una volta di più l'esigenza di un'opposizione di classe sul piano politico e non solo su quello strettamente sindacale. Appoggiandosi su rapporti di forza ben più favorevoli che in passato, il governo sviluppa un attacco politico frontale non solo ai diritti sociali del mondo del lavoro, ma a spazi e conquiste democratiche più generali, puntando su una riarticolazione dell'apparato dello Stato basata sul rilancio del suo potere di comando: tendenza alla militarizzazione della gestione di alcuni conflitti sul territorio; disegno federalista contro i lavoratori e le masse meridionali; tentativo di cancellazione dei partiti della sinistra persino dal Parlamento Europeo con l'introduzione di sbarramenti elettorali antidemocratici; attacco all'esistenza stessa dei giornali di riferimento della sinistra; negazione del diritto di voto agli immigrati persino sul terreno amministrativo; immunità giudiziaria delle "più alte cariche dello Stato" (Lodo Alfano); matrimonio istituzionale con le gerarchie vaticane; svolta autoritaria contro gli studenti nelle scuole e contro i comportamenti e le libertà giovanili più in generale. Per non parlare, naturalmente, della ben nota campagna xenofoba, dei suoi riflessi sull'involuzione del diritto, della legittimazione strisciante che essa fornisce all'azione fascista o teppista, sul territorio, contro i settori più marginali e indifesi delle masse oppresse. E tutto questo si produce, come ben sai, senza alcuna reale opposizione parlamentare, ed anzi anche grazie alla relazione consociativa del governo con vasti ambienti del PD e col blocco materiale d'interessi bancari e confindustriali su cui il PD s'appoggia.Bene. Pensi che la piattaforma dello sciopero del 17 possa abbracciare il grosso di questi temi? E' evidente che no: perché giustamente è uno sciopero di carattere prevalentemente sindacale. Ritieni che si possa evitare o rinviare una risposta politica di mobilitazione contro questa deriva reazionaria, lasciando campo libero ancora una volta al populismo di Di Pietro o al liberalismo borghese di Veltroni? Penso (e spero) che tu risponda negativamente. Ecco: la proposta che abbiamo lanciato di una manifestazione unitaria delle sinistre contro il governo Berlusconi vuole rispondere a questa esigenza elementare: dar vita a un'opposizione politica del movimento operaio al governo più reazionario che l'Italia abbia conosciuto dai tempi di Tambroni (1960). Dove sta allora, caro Pierpaolo, l'"autoreferenzialità"? In chi prova a rispondere a questa esigenza politica reale o in chi la rimuove per proteggere (dall'attacco di nessuno) il proprio guscio sindacale?&lt;br /&gt;In terzo luogo, l'esigenza di una mobilitazione politica è anche legata all'eccezionalità dello scenario politico-istituzionale. Per la prima volta, nell'intera storia del dopoguerra, il Parlamento è interamente presidiato da partiti organicamente borghesi (reazionari, liberali, populisti). Per la prima volta una parte importante del mondo del lavoro e del popolo delle sinistre si sente privata di una propria specifica rappresentanza. Sappiamo bene la causa politica di questo contesto: da un lato la corresponsabilità suicida delle sinistre al governo della borghesia italiana e alle sue politiche di rapina sociale e di guerra, negli anni passati; e dall'altro la presenza di leggi elettorali reazionarie. Ma resta il fatto che questo contesto è negativo per il movimento operaio. Sia perché, ad oggi, concorre ad accentuare senso di impotenza e smarrimento in settori popolari. Sia soprattutto perché favorisce e rafforza il progetto di "americanizzazione" della politica italiana, cioè il tentativo del liberalismo borghese di incorporare il mondo del lavoro in un gioco bipolare sempre più bipartitico: annullando la sinistra come presenza politica distinta, e rafforzando le tendenze anticomuniste di tipo maccartista. Dubito che un simile scenario sarebbe più favorevole, oltretutto, all'azione sindacale e di lotta del movimento operaio, come l'esperienza USA insegna. Impedire che il popolo della sinistra antiberlusconiano venga totalmente incorporato dalle manifestazioni del PD e di Di Pietro – in assenza di ogni segno visibile di vita di un'opposizione di sinistra indipendente – risponde dunque ad un'esigenza obiettiva. Anche da qui la nostra proposta di manifestazione politica contro il governo rivolta a tutte le sinistre italiane.Va da sé che la nostra proposta unitaria di mobilitazione contro Berlusconi rivolta alle sue principali componenti (non solo PRC e PDCI, ma anche SC e SD) non significa né ignorare, né diplomatizzare il nostro giudizio irreversibile sulla natura dei partiti che hanno partecipato al governo Prodi, dei loro gruppi dirigenti, delle loro responsabilità decisive nel disastro avvenuto. Ed anzi, proprio in ragione di quel bilancio, il PCL lavora tanto più oggi alla propria costruzione indipendente, in alternativa coi partiti e demistificando le loro "svolte a sinistra". Ma questa battaglia di egemonia alternativa non contrasta con la proposta di mobilitazione comune contro il governo, e con un rapporto di dialogo con militanti, iscritti, simpatizzanti di quei partiti, che oggi vivono comprensibilmente un senso diffuso di disorientamento. Una proposta di manifestazione comune è anche una forma di relazione con quel mondo.&lt;br /&gt;3) Ci chiedi perché abbiamo proposto ("guarda caso" tu scrivi) la data dell'11 Ottobre. E' semplice: perché non decidiamo noi il calendario della politica italiana. Quella proposta di data è in relazione a un ragionamento politico elementare. In primo luogo risponde all'esigenza di anticipare la manifestazione del PD del 25 Ottobre: perché è del tutto evidente che in caso contrario si regalerebbe a Veltroni (dopo averlo regalato in Luglio a Di Pietro) uno spazio di capitalizzazione a sinistra molto ampio. In secondo luogo, risponde proprio all'esigenza di evitare una sovrapposizione diretta con l'azione di sciopero del 17 Ottobre. Sottolineo il fatto che, anche rispetto ai tempi di preparazione, la data migliore per la manifestazione delle sinistre sarebbe stata il 18 Ottobre; ma abbiamo scartato quella data proprio per il rispetto dell'autonomia dell'azione sindacale e per minimizzare i rischi di ricadute negative sulla sua riuscita (rischi che oggi infatti tu stesso riconosci sostanzialmente irrilevanti). In terzo luogo risponde all'esigenza di evitare la sovrapposizione con l'altra possibile data utile, per quanto anticipata, che è quella del 4 Ottobre: perché per quella data è prevista da molto tempo una specifica manifestazione nazionale antirazzista, promossa in primo luogo da Socialismo Rivoluzionario e Partito Umanista , alla quale il PCL aderisce (a dimostrazione che noi decidiamo sempre in base alla bontà delle iniziative e non alla nostra valutazione politica delle forze promotrici) e alla quale aderiscono moltissime realtà di movimento oggi impegnate in un settore importantissimo (a proposito: perché voi non aderite?). Come si vede, la proposta della data dell'11 non scaturisce da alcun calcolo perverso, ma solo dalla priorità della battaglia politica nell'interesse generale del movimento operaio. Quanto alla vicinanza di data dell'11 e del 17, non è la prima volta e non sarà l'ultima che mobilitazioni diverse cadono in momenti ravvicinati. E' capitato anche in anni recenti, in occasione della prossimità di manifestazioni sindacali e manifestazioni internazionaliste, senza che accadesse nulla di particolare. Così è oggi. A meno che una parte dei promotori dello sciopero del 17 voglia imbastire una campagna di disturbo contro la riuscita dell'11 Ottobre. Quella sì sarebbe una prova rovinosa di settarismo, che non esiteremmo a contrastare. Ma confidiamo che ciò non avvenga.Infine, a tale proposito ti ricordo che stiamo ancora aspettando la tua risposta alla nostra lettera relativa alla iniziativa del 9 settembre dalla cui convocazione ci avete voluto escludere, senza alcuna motivazione e a prezzo di alcune "forzature" sul recente passato , per cui chi due anni fa era assente e contrapposto alle prime iniziative contro il governo Prodi sembra essere stato presente e noi che le convocammo insieme a voi scompariamo nel nulla .&lt;br /&gt;Caro Pierpaolo, spero con queste righe di aver contribuito alla chiarificazione sui problemi che hai posto (ciò che è anche chiarificazione di divergenze). Mi auguro in ogni caso di poterci ritrovare insieme sia il 17 Ottobre che l'11 Ottobre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saluti comunisti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per l'esecutivo PCL&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="firma_notizia"&gt;Marco Ferrando&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1069661766023927394-1557117958333417089?l=pclolbia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pclolbia.blogspot.com/feeds/1557117958333417089/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1069661766023927394&amp;postID=1557117958333417089&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/1557117958333417089'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/1557117958333417089'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pclolbia.blogspot.com/2008/09/risposta-pierpaolo-leonard.html' title='RISPOSTA A PIERPAOLO LEONARDI'/><author><name>Partito Comunista dei lavoratori - Olbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16273253567484521882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394.post-7440143999310367603</id><published>2008-08-12T02:50:00.000-07:00</published><updated>2008-08-12T03:41:37.141-07:00</updated><title type='text'>Lettera dell'Esecutivo del PCL ai firmatari dell'appello per un'assemblea nazionale il prossimo 9 settembre</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;span style=";font-family:Garamond;font-size:130%;"  &gt;In questi giorni è stato pubblicato un appello da parte di una serie di organizzazioni (Sinistra Critica, Confederazione Cobas, Rdb/Cub, Rete dei Comunisti, Giorgio Cremaschi, Marco Bersani di Attack) per un'assemblea nazionale il prossimo 9 settembre della "sinistra politica e sociale" che avrebbe mantenuto "un filo comune di dibattito in questi anni".  Nonostante il PCL sia stato sempre in prima fila nel fronte unico di lotta con queste organizzazioni, è stato di fatto estromesso da questo appello proprio da parte di chi ci ha sempre attaccati dandoci dei "settari" e "autoreferenziali". Pubblichiamo la risposta dell'Esecutivo del PCL ai firmatari di questo appello:&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cari compagni/e,&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:Garamond;font-size:130%;"  &gt;&lt;p&gt;vi chiediamo le ragioni del mancato coinvolgimento del Partito  Comunista dei Lavoratori nell’appello che avete promosso per l’assemblea del 9  Settembre. E di cui abbiamo appreso solamente da Il Manifesto.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Vi definite, nel testo stesso dell’appello, "&lt;i&gt;organizzazioni  e persone che hanno mantenuto un filo comune di dibattito e di mobilitazione in  questi anni&lt;/i&gt;". Bene. Sulla base di questo criterio, perchè la nostra  esclusione?&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Come tutti voi ben sapete, il PCL è stato parte organica e  costante del fronte di opposizione al governo Prodi, del suo "dibattito", della  sua "mobilitazione". Lo è stato sin dall’inizio, quando quel fronte era un po’  meno partecipato. Lo è stato sin dal Luglio 2006, nelle iniziative davanti al  Parlamento, contro il primo rifinanziamento della missione di guerra in  Afghanistan, poi sostenuto dal voto di fiducia di tutta la maggioranza  parlamentare, senza eccezioni. Lo è stato come forza promotrice, tra le altre,  della manifestazione nazionale contro la missione imperialista in Libano (30  Settembre 2006): di fronte non solo ai cantori della "missione umanitaria", ma  anche ai suoi sostenitori "critici" e dubbiosi. Lo è stato come una delle forze  promotrici della manifestazione antisionista a Roma del Novembre 2006, quando  altri preferirono sfilare a Milano con Fassino e col Centrosinistra. Lo è stato  insomma quando un soggetto firmatario del vostro appello (Sinistra Critica) non  solo non era partecipe di nessuna di quelle mobilitazioni, ma stava nella  maggioranza del governo contro cui quelle manifestazioni si rivolgevano (votando  ad esempio la finanziaria di 35 miliardi che aumentava le spese militari e di  guerra). &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Naturalmente l’ ingresso nelle manifestazioni antigovernative  (9 Giugno 2007) di quel soggetto e la sua successiva ricollocazione  all’opposizione nella fase terminale della legislatura è stato un fatto  importante. Ma che oggi, tra "le organizzazioni che hanno mantenuto un filo  comune di dibattito e di mobilitazione in questi anni" figuri Sinistra Critica e  sia escluso il PCL ci pare, nel suo piccolo, una enormità grottesca. Oltre che  un’offesa inaccettabile alla verità e alla storia di questi anni. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Non sappiamo chi ha proposto o praticato la nostra esclusione,  chi l’ha subita, chi l’ha avallata, magari con indifferenza (anche se qualche  idea l’abbiamo). Ma per quella correttezza elementare che dovrebbe ispirare i  rapporti fra noi, e a cui in ogni caso noi ci atteniamo, chiediamo a ciascuno  dei soggetti firmatari una spiegazione pubblica a fronte di una pubblica  responsabilità: che, ad oggi, appare obiettivamente comune.&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Non siamo in presenza di un episodio nuovo o isolato. Un anno  fa, nelle stesse identiche forme, fummo esclusi da un analogo appello pubblico  alla mobilitazione contro il governo. Chiedemmo spiegazioni, ottenemmo un  generale e imbarazzato silenzio. Salvo poi constatare che alcuni responsabili di  quella immotivata esclusione andavano a dire in giro in tutta Italia che "il PCL  si è tirato fuori in quanto settario e autocentrato". E in tante occasioni  locali si sono prodotti, a cascata, atteggiamenti analoghi e ipocrisie molto  simili, sempre nel segno del rovesciamento delle responsabilità. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Sia chiaro allora una volta per tutte, e per tutti. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Per noi, autonomia politica del nostro partito e relazioni  unitarie nell’azione di opposizione non solo non si contraddicono, ma si tengono  insieme. &lt;/p&gt; &lt;p&gt;Siamo gelosi della costruzione autonoma del Partito Comunista  dei Lavoratori, sulla base di una coerenza politica e di un progetto strategico  che ci distinguono dalle altre forze della sinistra italiana. Portiamo da sempre  nella battaglia di massa (e al pubblico confronto) una nostra specifica proposta  programmatica e linea di intervento, tesi a ricondurre gli obiettivi immediati  di lotta alla prospettiva anticapitalistica, fuori da ogni minimalismo ed  economicismo. Rivendichiamo ovunque l’autonomia delle nostre scelte  politico-elettorali, nazionali e locali, in alternativa alle forze riformiste e  centriste: per esempio respingendo oggi la proposta avanzata da Sinistra Critica  di una lista unitaria col PRC abruzzese, ipergovernista e compromesso in una  giunta di malaffare travolta dagli scandali. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Ma al tempo stesso abbiamo sempre ricercato e ricercheremo  sempre la più ampia unità d’azione nelle lotte e nei movimenti contro i partiti  borghesi e i loro governi, nell’interesse generale del movimento operaio e dello  sviluppo del movimento di massa. Con questa logica abbiamo lavorato negli anni  passati per il più ampio fronte di lotta contro il governo Prodi. Con questa  logica abbiamo oggi proposto una grande manifestazione unitaria della sinistra  italiana contro il governo Berlusconi e il padronato, con una pubblica  indicazione di data ( 11 ottobre ) e la richiesta di un comitato promotore  unitario.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;La nostra partecipazione all’assemblea del 9 settembre sta  perfettamente in questo quadro più generale di iniziativa unitaria e di  confronto aperto. Ancora una volta vi chiediamo: perché escludere il PCL dalla  promozione dell’assemblea?&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;A meno che la nostra vera " responsabilità " sia, al fondo,  quella di essere ciò che siamo: programmaticamente, politicamente,  organizzativamente indipendenti; impegnati nella costruzione di un partito  comunista e rivoluzionario; e per questo avversi a pateracchi politici ed  elettorali senza principi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Se questa è la " colpa ", non c’è rimedio. Gradiremmo solo, nel  caso, lo diceste con chiarezza , con un’assunzione di responsabilità politica e  senza ricorrere a piccole furbizie. &lt;/p&gt;  &lt;p&gt;In attesa di una vostra risposta vi inviamo&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Fraterni saluti anticapitalisti&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;L’Esecutivo del Partito Comunista dei Lavoratori&lt;/p&gt;  &lt;p&gt;Milano 11/8/08&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1069661766023927394-7440143999310367603?l=pclolbia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pclolbia.blogspot.com/feeds/7440143999310367603/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1069661766023927394&amp;postID=7440143999310367603&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/7440143999310367603'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/7440143999310367603'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pclolbia.blogspot.com/2008/08/lettera-dellesecutivo-del-pcl-ai.html' title='Lettera dell&apos;Esecutivo del PCL ai firmatari dell&apos;appello per un&apos;assemblea nazionale il prossimo 9 settembre'/><author><name>Partito Comunista dei lavoratori - Olbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16273253567484521882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394.post-5533574680324209859</id><published>2008-08-01T11:29:00.000-07:00</published><updated>2008-08-01T15:08:35.229-07:00</updated><title type='text'>IL NUOVO RIFORMISMO DI PAOLO FERRERO E LA POLITICA DEI RIVOLUZIONARI</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Pubblichiamo un testo  sul congresso del Prc e la nostra politica verso di esso approvato dal Comitato esecutivo del Pcl&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoBodyText"&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoBodyText"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;/span&gt;  &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoBodyText"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size:16;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style=""&gt;L’esito del settimo congresso nazionale del PRC, con l’avvento della segreteria Ferrero e di una nuova maggioranza politica, non è un semplice episodio congressuale interno del PRC, ma è parte del più ampio processo di ricomposizione degli assetti della sinistra italiana.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Tanto più dunque è importante una prima analisi dell’accaduto, e una prima definizione dell’orientamento, al riguardo, dei marxisti rivoluzionari.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;h1 style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Il tracollo della componente bertinottiana&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Il settimo congresso del PRC ha innanzitutto sancito la sconfitta definitiva della componente strettamente bertinottiana del partito: quella componente più organicamente “socialdemocratico-governativa” che aveva lavorato per la liquidazione organizzativa del PRC entro la costituente di una più ampia sinistra socialdemocratica, quale sinistra del centrosinistra. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Questo progetto – inizialmente concordato da Bertinotti coi vertici del PD – è stato prima minato nella sua credibilità dalla traumatica esperienza Prodi e dal suo fallimento; poi è stato dissestato dal nuovo corso veltroniano; poi ancora è stato colpito nel profondo dalla disfatta elettorale dell’Arcobaleno e dall’estromissione dal Parlamento; infine è stato sconfitto impietosamente nel congresso del partito. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;La sconfitta congressuale di Bertinotti-Vendola-Giordano va ben al di là dei suoi numeri percentuali: la componente bertinottiana ha perso il controllo di quel partito su cui pensava sino al’ultimo di detenere un diritto divino di comando. La caduta rovinosa di Bertinotti, a seguito del voto del 13-14 Aprile, ha trascinato con sé il grosso di quel gruppo dirigente diffuso che Bertinotti stesso, per dieci anni, aveva selezionato e promosso attorno a sé. Senza l‘autorevolezza di un Bertinotti ormai defilato, e sullo sfondo della disfatta elettorale, quel gruppo dirigente si è rivelato profondamente debole: capace di usare la leva dei propri ruoli istituzionali ai fini del controllo clientelare di settori del PRC e del suo tesseramento (in particolare nel Sud) ma incapace di costruire egemonia politica sul corpo complessivo del partito. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;La leva vendoliana dei giovani dirigenti “poeti”, capaci di slanci lirici nella denuncia dei mali del mondo, ma incapaci di un’argomentazione razionale di analisi e di linea, poteva reggere nel momento della “vittoria”, quando si trattava di celebrare “il capo” (Bertinotti); ma ha mostrato tutta la sua inconsistenza e impotenza nel momento della sconfitta, che ha coinciso non a caso col suo tracollo. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;La minoranza Vendola-Giordano non rinuncerà al proprio progetto politico di costituente di sinistra, seppur oggi disponendo di una forza molto minore e trovandosi su un terreno ben più accidentato (polverizzazione della “sinistra radicale”; concorrenza di Sinistra Democratica e ambienti PD; incognita della legge elettorale). Ma lo persegue da soggetto prevalentemente esterno al PRC, in veste di sua “frazione pubblica”. Se dunque la scissione ancora non c’è, la dinamica probabile pare quella della scissione. Ciò che da un lato misura la piena consapevolezza da parte della minoranza del carattere irreversibile della sconfitta interna subita, dall’altro la espone a emorragie di ritorno in direzione della nuova maggioranza del partito. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;h1 style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;La natura trasformista della nuova maggioranza&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;La nuova maggioranza dirigente del PRC è il prodotto di una spregiudicata operazione trasformista, promossa e diretta da Paolo Ferrero. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Bisogna dare alle cose il loro nome. L’ex ministro del PRC è stato, in quanto tale, fino a ieri, il più diretto corresponsabile, nel partito, delle politiche di sacrifici sociali e di guerra del governo confindustriale di Prodi. Durante l’intera esperienza di governo, non solo non ha mai posto in discussione, neppure per ipotesi, la permanenza del PRC nell’esecutivo, ma si è segnalato sino al’ultimo come il più convinto sostenitore…del proprio ruolo di ministro. Sino a difendere pubblicamente il proprio voto favorevole nel Consiglio dei Ministri al decreto razzista antirumeni dopo il caso Reggiani. Peraltro fu proprio Paolo Ferrero a mostrare la maggiore durezza nella repressione burocratica delle minoranze di sinistra del PRC: nel primo caso contro Progetto Comunista, in occasione del cosiddetto “caso Ferrando” (2006); in secondo luogo nei confronti di Franco Turigliatto e di Sinistra Critica. Da ogni punto di vista, insomma, il governismo di Ferrero è stato davvero di ferro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Ma, dopo il tracollo del governo e la disfatta elettorale, e alla vigilia del congresso, Paolo Ferrero ha improvvisamente impugnato la bandiera della “svolta a sinistra” al fine di capitalizzare il malcontento interno e usarlo come leva del suo vero e unico obiettivo strategico: non la rifondazione del comunismo, ma la conquista…. della segreteria del partito. Un obiettivo che Ferrero perseguiva dal 2005, da quando si aprì la lotta interna al campo bertinottiano sulla successione a Bertinotti.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Peraltro la biografia politica di Ferrero nel PRC dimostra che le brusche svolte non sono insolite per lui. Né mai sono state innocenti. Ne ’94, in occasione del secondo congresso del PRC, Ferrero concorse alla formazione della seconda mozione, che contestava la disponibilità del PRC a entrare nel governo del vagheggiato “polo progressista”: e grazie al risultato lusinghiero di quella mozione (20 %), Ferrero entrò con altri cinque compagni nella direzione nazionale del partito in rappresentanza della minoranza. Ma passarono appena sei mesi, e Ferrero scoprì improvvisamente il fascino irresistibile di Fausto Bertinotti: scaricò in fretta e furia la minoranza che lo aveva eletto in cambio dell’ingresso premio nella segreteria nazionale. E dopo un anno diventò il più convinto alfiere del primo accordo di governo col centrosinistra: quello che impegnò il PRC per due anni (Bertinotti, Cossutta e Ferrero fianco a fianco) nel voto al pacchetto Treu, alle finanziarie lacrime e sangue, ai CPT per gli immigrati. E fu proprio Paolo Ferrero a battersi in prima linea a difesa della scelta di governo contro la vecchia sinistra interna: la conquista di un posto in segreteria valeva bene la folgorazione governista.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Così oggi, la scalata al ruolo di segretario val bene la recita della “svolta a sinistra”. Il segno politico è diverso, ma la spregiudicatezza è la stessa. In questo caso la grande capacità di Ferrero è stata quella di costruire attorno al proprio progetto di leadership e al suo rivestimento ideologico una coalizione eterogenea di forze interne, anche tra loro tradizionalmente avversarie. Prima costruendo l’aggregazione della 1° mozione congressuale con la componente togliattiana di Claudio Grassi (Essere Comunisti) e ottenendo la propria egemonia in quella aggregazione. Poi, in sede di congresso nazionale, riuscendo a raccogliere e usare, a proprio vantaggio, le disponibilità dei dirigenti del terzo documento (Ernesto, Area fiorentina, Oltre, Controcorrente) e dei dirigenti del quarto documento (Falce e Martello), che gli hanno portato in dote i propri delegati in cambio di qualche timida concessione letteraria nel testo politico, e soprattutto di qualche ruolo dirigente nella gestione del partito. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Questa è la nuova maggioranza politica del PRC. Una maggioranza certo risicata nei numeri, costretta a fronteggiare una gravissima crisi, segnata da contraddizioni interne, politiche e culturali, profonde. E tuttavia una maggioranza apparentemente determinata a reggere la prova e cementata dall’ebbrezza della conquista di nuovi ruoli. Se riuscirà a tenere nella prossima fase – come è probabile – potrà avvalersi di fisiologici ritorni sul carro del vincitore di settori bertinottiani in disarmo e non più “garantiti”: questo accentuerà ulteriormente i caratteri trasformistici della maggioranza, ma allargherà anche il suo spazio di manovra e di tenuta. Inoltre, l’autonomizzazione della componente vendoliana come frazione pubblica, se da un lato può aggravare per alcuni aspetti la crisi di immagine del partito, dal’altro può favorire, per reazione autodifensiva, il consolidamento della nuova gestione del PRC. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Con tutte le dovute cautele nell’analisi, è dunque possibile prevedere la stabilizzazione di fase di un “nuovo PRC”, sotto l’egemonia del vecchio gruppo dirigente di DP e dell’ala togliattiana del partito. Non sarà il ritorno a DP, fosse pure allargata, ma neanche necessariamente la semplice continuità, in piccolo, del PRC bertinottiano.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;h1 style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;“Svolta a sinistra” o bertinottismo “d’antan”?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;La cosiddetta “svolta a sinistra” del nuovo PRC – tanto enfatizzata per ragioni diverse sia dalla nuova maggioranza, sia dai vendoliani, dal PD, dalla stampa borghese – ha in realtà una portata molto limitata e contraddittoria. I maggiori accenti letterari sull’impegno sociale e sulla critica al PD, convivono infatti con tutti i tratti di continuità della politica riformista. Anche sul terreno, ove possibile, della diretta collaborazione di classe e della prospettiva di una ricomposizione col PD.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Lo stesso testo fondativo della nuova maggioranza del PRC, è sotto questo profilo esemplare.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;a) Il vantato bilancio “autocritico” dell’esperienza Prodi è ridotto ad “un errore d’analisi dei rapporti di forza esistenti” e alla conseguente assenza di risultati per i lavoratori; tacendo così, totalmente, sui…risultati assicurati per due anni alla borghesia, e cioè sul crimine compiuto contro i lavoratori votando la continuità della legge 30, il regalo di dieci miliardi a grandi imprese e banche, la continuità delle missioni di guerra, in cambio di ruoli ministeriali e istituzionali. Non è un silenzio casuale: tacere su quel crimine era ed è la condizione stessa per incoronare a segretario il ministro corresponsabile di quel crimine.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;b) Il testo della nuova maggioranza non parla affatto di “rottura col PD”. Si dice un’altra cosa: &lt;&lt;e’&gt;&gt;. Ma questa più che la “svolta a sinistra”, è la pura constatazione postuma di un decesso! E poi:&lt;&lt;l’esperienza&gt;&gt;. Dunque con altri futuri “rapporti di forza” sarà possibile un blocco di governo con il partito di Calearo-Colaninno? E ancora:&lt;&lt;la&gt;&gt; rende &lt;&lt;sbagliata&gt;&gt;. Significa che si può riproporre il centrosinistra quando il PD…deciderà di reimbarcare Rifondazione? La verità è che il testo congressuale rimuove ogni analisi della natura di classe del PD, proprio per lasciare aperta la via di future ricomposizioni negoziali con quel partito. Semplicemente considera il rilancio del PRC (politico ed elettorale) come la condizione contrattuale necessaria per il recupero del centrosinistra e del governo. Ma non è stata esattamente questa la politica di Bertinotti (e Ferrero) dopo la caduta del primo governo Prodi (’98) in attesa di ricomporre il secondo governo Prodi (2006)? &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/sbagliata&gt;&lt;/la&gt;&lt;/l’esperienza&gt;&lt;/e’&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;c) Il testo della nuova maggioranza non rivendica affatto l’uscita dalle giunte di centrosinistra. Il testo dice che: &lt;&lt;in&gt;&gt;. Il che, a prescindere da ogni altra considerazione, significa ignorare la verifica dei fatti, già realizzata in ben tredici anni di governi locali di centrosinistra, e dunque legittimare la continuità di quelle esperienze, magari con qualche ritocco. Non a caso la prima dichiarazione pubblica di Ferrero, dopo la sua elezione a segretario, è stata quella di rassicurare il PD sulla continuità delle amministrazioni locali. Nelle quali siedono, è bene ricordarlo, tanti assessori del PRC legati proprio alla nuova maggioranza del partito: come nel caso della giunta paraleghista di Penati nella provincia di Milano (assessore Barzaghi); nella giunta iperliberista di Martini in Toscana (assessore Baronti); nella giunta regionale iperprivatizzatrice di Burlando in Liguria (assessore Zunino); così come fino a ieri nella giunta del malaffare abruzzese (assessora Betty Mura). Significa dunque che non vi sarà nessun caso di possibile rottura di singoli accordi locali? No, non è escluso (come del resto accadde occasionalmente anche in epoca bertinottiana, ad esempio nel comune di Firenze). Ma certo la linea generale è un’altra, ed è quella di sempre: tenere ben salde, ovunque possibile, le proprie radici nelle giunte locali di centrosinistra ai fini del possibile rilancio negoziale di un accordo nazionale di centrosinistra. Ma non è questa esattamente la riproposizione dell’impostazione bertinottiana del ’94-’95 e del ’98-2006?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/in&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;d) Il testo della nuova maggioranza, generalmente presentato come atto di rilancio dell’identità comunista del partito, rimuove totalmente proprio la tematica del comunismo come programma anticapitalista. Il richiamo al comunismo, come in tutta la tradizione del PRC, resta un riferimento simbolico. Per citare Paolo Ferrero, nel suo intervento al congresso, “Il comunismo è un universo simbolico”; cioè una bandiera, una falce e martello, una storia, una critica del capitalismo, tutto ciò che si vuole, tranne che un concreto programma di “abolizione dello stato di cose presenti” (Marx). E proprio perché astratto, questo universo simbolico del comunismo può abbracciare con la massima disinvoltura tutto e il suo contrario, come per l’appunto nel testo di maggioranza del PRC: dalla “ricerca sul tema della non violenza” (sic) alla citazione dei “movimenti rivoluzionari” (?); dal riferimento al partito della Sinistra europea (neosocialdemocratica) al riferimento ai “partiti comunisti” stalinisti (incluso, secondo l’Ernesto, il PC cinese e il PC coreano, sempre a proposito…di non violenza). Peraltro, proprio perché ridotto a puro universo simbolico, il “comunismo” di Ferrero non comporta alcuna ricaduta sull’impostazione rivendicativa, politica e programmatica, nel presente. E infatti convive, nel testo di maggioranza, con un programma esclusivamente immediato e minimale. “Diritti sociali, civili, ambientali, sono per noi le diverse facce di uno stesso progetto: l’alternativa di società”, afferma il testo. Ma siccome nulla si dice su cosa sia l’alternativa di società, dal punto di vista dei rapporti di produzione, di proprietà, di potere, resta solo la rivendicazione dei diritti, magari nella forma – afferma il testo – di “una stagione referendaria sulle questioni della precarietà, della democrazia nei luoghi di lavoro, dell’antiproibizionismo…”. Naturalmente, non siamo contrari per principio al ricorso a iniziative referendarie su temi sociali o civili (a differenza di Falce e Martello che ora, come si vede, si è rapidamente convertito). Ma è possibile ridurre l’anticapitalismo comunista alla campagna referendaria sui diritti (in vecchio stile DP), senza oltretutto selezionare nessuna proposta concreta di impostazione politica, di parole d’ordine, di linea di massa, neppure sull’opposizione di classe in autunno contro il governo e il padronato?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Ancora una volta, sotto il vestito niente. E del resto: se la prospettiva politica reale resta quella di una futura ricomposizione negoziale col PD, a partire dalla continuità delle giunte locali di centrosinistra, come può dispiegarsi in quel quadro una svolta reale sul terreno dell’azione di massa e dell’elaborazione programmatica anticapitalistica?&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;h1 style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;h1 style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;h1 style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;La capitolazione delle sinistre interne&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoBodyText2"&gt;&lt;span style=""&gt;I gruppi dirigenti delle mozioni interne di sinistra (terzo e quarto documento) hanno sorretto l’operazione trasformista dell’ex ministro Ferrero con il proprio trasformismo. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoBodyText3"&gt;&lt;span style="font-size:12;"&gt;Dopo aver condotto una campagna congressuale mirata formalmente a denunciare la “falsa alternativa” del documento Ferrero rispetto alla mozione Vendola, hanno usato le migliaia di voti raccolti per votare Ferrero segretario e promuovere una maggioranza politica con Ferrero. Migliaia di militanti di base del PRC che nei propri congressi di circolo avevano espresso, in forme diverse, la domanda di una svolta coerente, comunista e classista, si trovano prigionieri di una maggioranza guidata dall’ex ministro di un governo di guerra, attorno a un indirizzo politico subalterno. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoBodyText3"&gt;&lt;span style="font-size:12;"&gt;Tutti gli argomenti tesi a giustificare il sostegno politico a Ferrero (“Non potevamo far altro”, “La dinamica che si è aperta sposterà Ferrero a sinistra”, “Bisogna stare nei processi”) sono solo l’eterna ripetizione degli argomenti che tutte le varie sinistre centriste del PRC hanno opposto per quindici anni alla battaglia indipendente dell’opposizione marxista rivoluzionaria in quel partito (’91-2006): come nel ’95 (in occasione del contrasto tra Bertinotti-Cossutta e l’opposizione di destra di Magri e Crucianelli); come nel ’98 (in occasione della rottura tra Bertinotti e Cossutta); come nel 2002 (in occasione del contrasto tra Bertinotti e Grassi sullo sfondo della stagione dei movimenti). Ogni volta le varie sinistre centriste motivavano l’accordo politico con Bertinotti contro la destra interna, in nome della “dinamica”, del “processo reale”, dello “stare nei processi”. E ogni volta i marxisti rivoluzionari – che sempre combinarono la battaglia contro le destre interne con la rigorosa indipendenza politica dal bertinottismo – furono accusati di astrattezza, rigidità ideologica, incomprensione della realtà. Salvo vedere confermate tutte le proprie ragioni e previsioni. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;La storia si ripete oggi in rapporto a Paolo Ferrero e in un contesto nuovo. I gruppi dirigenti del terzo e quarto documento si sono rivelati clamorosamente incapaci di difendere e sviluppare l’indipendenza politica delle proprie ragioni dalle pressioni delle componenti riformiste (demoproletarie e grassiane) e del bipolarismo interno al PRC. E’ la riprova che senza un progetto di costruzione di un partito indipendente, comunista e rivoluzionario, ogni opposizione interna al PRC è destinata, in un modo o nell’altro, alla subalternità politica.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;E questa subalternità non solo oggi si è espressa nel voto congressuale a un documento riformista, ma si manifesta sin dalle prime ore dopo il congresso nell’adattamento alle compatibilità interne della nuova maggioranza. Persino sul terreno discriminante delle giunte locali. Laddove, ad esempio, Claudio Bellotti (quarto documento) che sino a due giorni prima chiedeva l’uscita dalle giunte, ora dichiara su Liberazione che “Va data facoltà ai territori di decidere a partire dai contenuti” (Lib, 29 Luglio). Che è esattamente la foglia di fico universale della continuità decennale delle giunte di centrosinistra. Chiediamo: è questo che avevano votato, nei congressi, i compagni del quarto documento? &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;h3 style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:12;"&gt;Il PCL e la “nuova Rifondazione”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style=""&gt;Il Partito Comunista dei Lavoratori è nato da una lunga battaglia politica e morale, controcorrente, contro il trasformismo della sinistra italiana. Anche di quello che ha attraversato il PRC. Il bilancio del settimo congresso del PRC ci consolida nelle nostre ragioni e nelle nostre scelte.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;Naturalmente ci rapporteremo con attenzione al nuovo PRC di Paolo Ferrero. Ricercheremo ovunque possibile la più ampia unità d'azione nella lotta contro il padronato e Berlusconi: a partire da quella grande manifestazione unitaria d'autunno che proponiamo per l'11 Ottobre e che sarebbe ora di iniziare a preparare. Saremo disponibili a costruire col PRC e con tutti i suoi compagni e compagne, esperienze comuni di confronto e di iniziativa nelle quotidiane battaglie di classe, ambientaliste, antimperialiste, femministe. E speriamo anche, finalmente, anticlericali.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;Ma lo faremo orgogliosi della nostra costruzione indipendente e della nostra identità: quella dell'unico partito della sinistra italiana che non si è inginocchiato di fronte alla borghesia; che non si è compromesso, né in tutto, né "criticamente", nella disfatta di questi anni; che ha fatto e fa dell'indipendenza di classe del movimento&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;operaio, e quindi della rottura col PD confindustriale (ieri, oggi e domani), l'asse strategico della propria proposta politica nella prospettiva di un'alternativa anticapitalista. L'unico partito, insomma, che considera il comunismo non un simbolo da riverire, ma un programma da realizzare: quello della rivoluzione sociale e del governo dei lavoratori.&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoBodyText"&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size:10;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1069661766023927394-5533574680324209859?l=pclolbia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pclolbia.blogspot.com/feeds/5533574680324209859/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1069661766023927394&amp;postID=5533574680324209859&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/5533574680324209859'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/5533574680324209859'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pclolbia.blogspot.com/2008/08/il-nuovo-riformismo-di-paolo-ferrero-e.html' title='IL NUOVO RIFORMISMO DI PAOLO FERRERO E LA POLITICA DEI RIVOLUZIONARI'/><author><name>Partito Comunista dei lavoratori - Olbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16273253567484521882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394.post-6712462488388300702</id><published>2008-07-28T05:36:00.000-07:00</published><updated>2008-07-29T12:47:49.718-07:00</updated><title type='text'>Nota sull’ultimo numero di Micromega</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="" lang="ES"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="ES"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="" lang="ES"&gt;(28 luglio 2008)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="" lang="ES"&gt;Nota sull’ultimo numero di Micromega&lt;/span&gt;&lt;span lang="ES"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;" &gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="" lang="ES"&gt;La manifestazione dell’8 luglio è stata un successo. Ma la redazione di Micromega si attesta sempre sull’antiberlusconismo liberale. In questa nota prendiamo in considerazione i principali punti negativi presenti sull’ultimo numero della rivista.&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="" lang="ES"&gt;1) Il primo è che dopo il successo della manifestazione e i consensi ricevuti, (secondo il sondaggio di Mannheimer, riportato in uno degli art. di Flores d’Arcais), “Pancho” Pardi non prende in considerazione la lotta per far cadere Berlusconi:&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="" lang="ES"&gt;“&lt;i&gt;Ci aspetta una battaglia dura, che durerà cinque anni, ma bisogna prenderla sul serio, cari cittadini, bisogna lavorare, parlare, discutere, portare avanti la nostra campagna, bisogna impedire una vergogna nazionale incancellabile”.&lt;/i&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="" lang="ES"&gt;Bisogna spiegare al prof. Pardi che i  lavoratori e le lavoratrici “&lt;i&gt;prendono sul serio”&lt;/i&gt; l’idea di sbattere giù Berlusconi il prima possibile ma non quella che ci dobbiamo attrezzare ad una “&lt;i&gt;battaglia dura,&lt;/i&gt; &lt;i&gt;che&lt;/i&gt; &lt;i&gt;durerà cinque anni”.&lt;/i&gt; Bisogna spiegare al prof. Pardi che i danneggiati, da questo governo e dalla crisi in corso (e sono la maggioranza), fanno e faranno la lotta contro il governo padronale reazionario di Berlusconi  per mettere fine alla sua politica da brigante capitalista. Inoltre, se Berlusconi concluderà i cinque anni di legislatura, saremo fatti a pezzi.&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;2) &lt;span style="" lang="ES"&gt;Pardi riprende con enfasi la retorica liberale antiberlusconiana, tirando in ballo i “&lt;i&gt;paesi democratici”&lt;/i&gt;. Il segretario del tesoro del governo Bush, H. Paulson, ha lavorato per trentadue anni alla Goldman Sachs. Adesso che non è più un “dipendente” della banca non fa più gli interessi della Goldman Sachs, degli altri pescicani e quelli suoi propri? L’antiberlusconismo liberal ultramoderato di Pardi è una vera e propria apologia del sistema liberale.  I &lt;i&gt;paesi democratici &lt;/i&gt;esistono solo nella testa di Pardi. C’è democrazia dove il sistema elettorale assicura ai soli partiti della borghesia  la presenza nel parlamento e nel governo? E’ un esempio di democrazia un paese dove nel caso del salvataggio della Bear Stearns “&lt;i&gt;i contribuenti ancora non sanno con precisione le dimensioni del rischio che si sono accollati….Ma a confronto dell’intervento proposto per salvare Fannie Mae e Freddie Mac, il salvataggio della Bear Stearns sembra un modello di corretta amministrazione”&lt;/i&gt;? Il testo citato è di J. Stiglitz, economista borghese ( Sole24ore 27 luglio).  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="" lang="ES"&gt;Se Pardi vuole fare, sul serio, la lotta  a questo governo, deve abbandonare la retorica sui &lt;i&gt;paesi democratici&lt;/i&gt; e concentrare maggiormente la sua attenzione sulla realtà effettuale. Se Pardi, come tutti gli altri di Micromega, continua  a non riconoscere la realtà della lotta di classe finirà con l’essere utilizzato da Berlusconi e da i suoi per dimostrare che il suo governo è liberale dal momento che pure  Pardi e Micromega fanno l’opposizione. Ma si può, ancora, nello stato italiano, dopo le critiche di Giuseppe Ferrari a Mazzini - 157 anni fa -, si può chiamare alla lotta per la difesa della democrazia politica senza combinarla con la lotta per rivendicazioni economiche anticapitaliste? “&lt;i&gt;La libertà, la sovranità, l’indipendenza”,&lt;/i&gt; scriveva Giuseppe Ferrari, “&lt;i&gt;non sono che menzogne là dove il ricco schiaccia il povero, là dove il povero non può nulla se non si affanna a procacciar delizie ai ricchi; là dove il povero non può sfamare la famiglia se non con l’esaurire le sue forze nell’innalzar palazzi, nel lavorare ad un lusso al quale non può mai metter mano”&lt;/i&gt;. Mazzini non era un giacobino, non fu capace di costruire un’avanguardia rivoluzionaria borghese che si mettesse alla testa delle masse contadine e che scatenasse la guerra contro i proprietari aristocratici, i latifondisti borghesi, lo stato Vaticano e la chiesa cattolica. Se un individuo come Benedetto XVI pretende di dettare legge lo dobbiamo anche a Mazzini e ai suoi simili.&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;3)&lt;span style="" lang="ES"&gt; Flores d’Arcais, fa l’elogio della retata dei pesci piccoli a Wall Street di alcune settimane fa. Ma non dice che i veri responsabili della crisi sono i governatori delle banche centrali delle potenze imperialiste. Draghi nelle sue &lt;i&gt;considerazioni finali&lt;/i&gt;, ha elogiato “&lt;i&gt;la straordinaria espansione del credito, che per molti anni aveva contribuito alla robusta crescita dell’economia mondiale”&lt;/i&gt;. E’ certo che, in questi anni di “&lt;i&gt;straordinaria espansione”&lt;/i&gt;, la minoranza borghese si è abbuffata e ha proseguito nelle guerre criminali. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="" lang="ES"&gt;Il direttore di Micromega ritiene, come Gobetti, che esista una borghesia illuminata. L’antifascista &lt;i&gt; &lt;/i&gt;piemontese si illudeva sulla capacità del capitalismo di sviluppare le forze produttive. Questi sono gli abbagli che si prendono quando si rifiuta l’analisi di Lenin sull’imperialismo quale fase finale del capitalismo. Per Gobetti il fascismo era espressione politica della parte&lt;i&gt; &lt;/i&gt;protezionista e parassitaria del capitalismo italiano. Il fascismo fu, al contrario, la scelta unitaria di tutte le principali frazioni della borghesia per eliminare definitivamente ogni organizzazione indipendente del proletariato, e per questo fine era obbligata la soppressione della democrazia politica borghese. La borghesia illuminata, produttiva, concorrenziale, secondo Gobetti, avrebbe dovuto allearsi alla classe operaia dei consigli di fabbrica per dar vita alla&lt;i&gt; Riforma morale ed intellettuale &lt;/i&gt; dello stato borghese italiano&lt;i&gt;.&lt;/i&gt; L’idea dell’alleanza fra borghesia produttiva e proletariato è antica, fu proposta, infatti, dal grande socialista utopista Saint Simon criticato, prima, dal socialismo rivoluzionario di Blanqui, e poi dai più giovani Marx ed Engels. I marxisti le idee non le considerano astrattamente, ma in relazione ai gruppi sociali che le sostengono e per le quali, in determinate situazioni,  questi gruppi sociali possono combattere ed avere disprezzo della morte. Pietro Gobetti  entra nello studio che fa Gramsci sulle forze della rivoluzione nello stato italiano: è l’espressione dei settori antifascisti della piccola borghesia integrata nel tessuto industriale capitalistico. Per la presa del potere era necessario che la classe operaia dei consigli di fabbrica conquistasse questi settori della piccola borghesia alla lotta per la dittatura del proletariato rivoluzionario. La &lt;i&gt;gobettiana intransigenza, &lt;/i&gt;di cui parla Flores d’Arcais&lt;i&gt; &lt;/i&gt;, era quella di un intellettuale piccolo borghese che aveva individuato, seppur confusamente, i limiti formalistici e controrivoluzionari di un antifascismo liberale che escludeva e contrastava il ruolo egemone della classe operaia.&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="" lang="ES"&gt;La redazione di Micromega, se vuole dare, sul serio, un contributo alla lotta contro il governo padronale reazionario, deve fare due scelte:&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="" lang="ES"&gt;1) impegnarsi a costruire un movimento politico delle masse che, il prima possibile, cacci via Berlusconi e non fra cinque anni, a fine legislatura (cretinismo parlamentare);&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="" lang="ES"&gt;2) impegnarsi in un’analisi del capitalismo così com’è e non come dovrebbe essere, nella valutazione dei circoli dirigenti nazionali ed internazionali del capitalismo, della loro crisi inarrestabile, al fine di impedire che nella loro catastrofe ci trascinino tutta l’umanità.&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="" lang="ES"&gt; &lt;/span&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="" lang="ES"&gt;Gian Franco Camboni sez. prov. Pcl di Sassari&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="" lang="ES"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;span style="" lang="ES"&gt;                                                                              &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="" lang="ES"&gt;        Ozieri 28 luglio 2008&lt;/span&gt; &lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1069661766023927394-6712462488388300702?l=pclolbia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pclolbia.blogspot.com/feeds/6712462488388300702/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1069661766023927394&amp;postID=6712462488388300702&amp;isPopup=true' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/6712462488388300702'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/6712462488388300702'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pclolbia.blogspot.com/2008/07/nota-sullultimo-numero-di-micromega.html' title='Nota sull’ultimo numero di Micromega'/><author><name>Partito Comunista dei lavoratori - Olbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16273253567484521882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394.post-7606165671546095101</id><published>2008-07-27T04:00:00.000-07:00</published><updated>2008-07-27T04:03:27.274-07:00</updated><title type='text'>Per una assemblea nazionale unitaria dei delegati che lanci una lotta ad oltranza contro l’offensiva reazionaria di governo e padronato</title><content type='html'>&lt;p class="MsoBodyText" style="text-align: left;"&gt;&lt;b&gt;           &lt;span style="font-size: 18pt;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial Black;font-size:100%;"&gt;Volantino distribuito dai militanti del PCL all'assemblea della sinistra Cgil del 23 Luglio&lt;/span&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-family:Arial Black;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 18pt; font-family: Garamond;"&gt;           &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;           &lt;p class="MsoBodyText" style="text-align: justify;"&gt; &lt;/p&gt;           &lt;p class="MsoBodyText" style="text-align: justify;"&gt;           &lt;span style="font-family: Arial;"&gt;La riunione odierna, con il suo            carattere unitario, rappresenta sicuramente un avvenimento positivo,            che deve trovare una sua continuità&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Courier New;"&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;p class="MsoBodyText" style="text-align: justify;"&gt;           &lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Certamente però non può rappresentare            in sé una risposta all’offensiva che si sviluppa in questi giorni in            termini drammatici per i/le lavoratori/trici da parte del governo e            del padronato.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;p class="MsoBodyText" style="text-align: justify;"&gt;           &lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Come ben sapete le misure oggi votate            con il maxiemendamento al DPEF, l’attacco frontale al pubblico            impiego, la modifica del ruolo del contratto nazionale proposta nella            trattativa a perdere con Confindustria, configurano la prospettiva di            un ulteriore pesante arretramento per la classe lavoratrice.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;p class="MsoBodyText" style="text-align: justify;"&gt;           &lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Bisogna quindi certo chiedere la            rottura immediata della trattativa e la sua chiusura da parte della            CGIL, rompendo finalmente con i sindacati padronali CISL e UIL.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;p class="MsoBodyText" style="text-align: justify;"&gt;           &lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Ma anche se questo avvenisse (ciò che            è purtroppo impossibile per l’attuale gruppo dirigente della CGIL)            oppure nel caso (improbabile) che la nostra confederazione  non firmi            un accordo il problema rimane quello della mobilitazione per            respingere le misure governative e quanto previsto nell’accordo.           &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;p class="MsoBodyText" style="text-align: justify;"&gt;           &lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Il sindacalismo di base ha convocato            uno “sciopero generale” per il prossimo 17 ottobre. In mancanza            d’altro si potrebbe dire meglio di niente , ma appunto non di più.            Come militanti del PCL vi aderiremo tutt*, ovunque collocati            sindacalmente, e quindi anche come iscritti CGIL. Ma nel contempo non            possiamo che dire che convocando ora uno sciopero di un giorno per            l’autunno, senza porsi il problema di tentare di costruire nella più            ampia unità possibile, una mobilitazione reale e di massa, i gruppi            dirigenti dei sindacati di base continuano a privilegiare in maniera            autocentrata momenti propagandistici alla difficile lotta per una            radicale risposta di classe.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;p class="MsoBodyText" style="text-align: justify;"&gt;           &lt;span style="font-family: Arial;"&gt;La sola iniziativa che può tentare di            rompere il ciclo delle sconfitte, prodotto della politica di            subordinazione al padronato e ai suoi governi, in particolare di            centrosinistra, delle grandi organizzazioni sindacali  e in primo            luogo della CGIL (e della politica di collaborazione di classe della            sinistra governista) è la convocazione unitaria da parte di tutte le            forze della sinistra sindacale, ovunque collocate, di una assemblea            nazionale di delegat* che lanci una lotta ad oltranza nelle forme e su            una piattaforma democraticamente determinati. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;p class="MsoBodyText" style="text-align: justify;"&gt;           &lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Una piattaforma che implichi            ovviamente l’annullamento delle ultime misure del governo Berlusconi,            l’abrogazione delle leggi di precarizzazione (legge 30 ma anche            pacchetto Treu), un forte recupero salariale, e , crediamo, anche un            salario minimo garantito intercategoriale, una dignitosa indennità di            disoccupazione, il ritorno alla chiamata numerica e alle norme            pensionistiche precedenti alla controriforma Dini.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;           &lt;p class="MsoBodyText" style="text-align: justify;"&gt;           &lt;span style="font-family: Arial;"&gt;Noi crediamo che sia su questo            terreno che debbano impegnarsi le forze qui presenti. Se ci limiteremo            invece a un dissenso tutto interno alla CGIL non riusciremo certo a            tentare, almeno, di impedire una nuova sconfitta dei lavoratori.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;                                  &lt;span class="testo"&gt;       &lt;table style="border-collapse: collapse;" border="1" bordercolor="#ffffff" cellpadding="0" cellspacing="0" width="100%"&gt;         &lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;           &lt;td bgcolor="#ffffff" width="100%"&gt;&lt;b&gt;           &lt;span style="font-family: Garamond;"&gt;           &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;p class="MsoBodyText" style="text-align: justify;"&gt;           &lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 26pt; font-family: Garamond;"&gt;Partito             Comunista dei Lavoratori&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1069661766023927394-7606165671546095101?l=pclolbia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pclolbia.blogspot.com/feeds/7606165671546095101/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1069661766023927394&amp;postID=7606165671546095101&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/7606165671546095101'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/7606165671546095101'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pclolbia.blogspot.com/2008/07/per-una-assemblea-nazionale-unitaria.html' title='Per una assemblea nazionale unitaria dei delegati che lanci una lotta ad oltranza contro l’offensiva reazionaria di governo e padronato'/><author><name>Partito Comunista dei lavoratori - Olbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16273253567484521882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394.post-3455970807804797787</id><published>2008-07-20T05:50:00.000-07:00</published><updated>2008-07-20T05:54:47.889-07:00</updated><title type='text'>Successo del meeting nazionale del Pcl</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Successo del meeting nazionale del Pcl&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;p class="data_notizia"&gt;(18 luglio 2008)&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://lh3.ggpht.com/pclfirenze/SHn21qsDbII/AAAAAAAAAc0/WCdAY6WoWKA/PCL%20meeting%20roma0008.jpg?imgmax=512"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 240px; height: 160px;" src="http://lh3.ggpht.com/pclfirenze/SHn21qsDbII/AAAAAAAAAc0/WCdAY6WoWKA/PCL%20meeting%20roma0008.jpg?imgmax=512" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Nonostante il periodo estivo e le difficoltà finanziarie dovute ad una campagna elettorale che ha visto un impegno importante di tutti i militanti, centinaia di compagne e compagni del Partito Comunista dei Lavoratori, la sezione italiana del Coordinamento per la rifondazione della IV Internazionale, provenienti da tutta Italia si sono riuniti sabato 12 luglio a Roma per il meeting nazionale del Partito dal titolo: "Via il governo Berlusconi. Per un parlamento dei lavoratori e delle sinistre. Costruiamo il Partito Comunista dei Lavoratori, la sinistra che non tradisce".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un'atmosfera di grande entusiasmo i partecipanti hanno ascoltato l'introduzione di Franco Grisolia, dell'esecutivo nazionale del PCL, che ha anche ricordato il 70° anniversario della fondazione della IV Internazionale, le conclusioni di Marco Ferrando, portavoce nazionale del partito e vari interventi. Questi hanno incluso quelli di due delegati sindacali, membri della direzione nazionale del PCL, Daniele Debetto della Pirelli di Torino e Luigi Sorge della Fiat di Cassino, di due altri componenti della DN del PCL, Tiziana Mantovani e Pino Siclari e del più giovane dirigente nazionale del PCL, lo studente Ottaviano Lalli. Particolarmente significativi gli interventi dei compagni Michele Conti e Bianca del Vecchio, rappresentanti di due sezioni di Prc e Pdci che hanno in questi mesi abbandonato questi partiti per raggiungere il PCL, espressioni di un processo di crescita del PCL che sta continuando dopo le elezioni politiche di aprile scorso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La voce delle altre sezioni del CRQI è stato espressa dal compagno Peter Johnson di Refoundation and Revolution degli Stati Uniti e dall'ampio messaggio del compagno Savas Matsas, segretario dell'EEK, letto dalla presidenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'asse del meeting è stato la sottolineatura del modesto ma reale successo politico del PCL, del disastro annunciato dei riformisti (che hanno perso oltre il 70% dei loro voti alle elezioni) a causa della politica di collaborazione di classe nella partecipazione al governo di centro sinistra di Prodi, dell'opportunismo centrista di "Sinistra Critica" che a tale governo ha dato un "sostegno critico".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo l'unica prospettiva per la classe operaia italiana e la sua avanguardia è quello di raggrupparsi nel PCL, la sinistra che non ha mai tradito e mai tradirà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel contempo il PCL propone all'insieme della sinistra politica e sociale di unirsi in fronte unico a partire dalle fabbriche e quartieri, con delegati eletti e revocabili (parlamento dei lavoratori e delle sinistre), per organizzare la lotta al governo Berlusconi e alle sue misure politiche e sociali, ma sulla base ineliminabile di una completa rottura con il centrosinistra e il Partito Democratico di Veltroni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il meeting si è chiuso al canto dell'Internazionale e con lo slogan classico del PCL "Il proletariato non ha nazione, internazionalismo, rivoluzione. La rivoluzione sarà mondiale, viva la IV Internazionale".&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://lh6.ggpht.com/pclfirenze/SHn3JYCbTtI/AAAAAAAAAfE/lRtG44Ie8xg/PCL%20meeting%20roma0099.jpg?imgmax=512"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://lh6.ggpht.com/pclfirenze/SHn3JYCbTtI/AAAAAAAAAfE/lRtG44Ie8xg/PCL%20meeting%20roma0099.jpg?imgmax=512" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1069661766023927394-3455970807804797787?l=pclolbia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pclolbia.blogspot.com/feeds/3455970807804797787/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1069661766023927394&amp;postID=3455970807804797787&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/3455970807804797787'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/3455970807804797787'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pclolbia.blogspot.com/2008/07/successo-del-meeting-nazionale-del-pcl.html' title='Successo del meeting nazionale del Pcl'/><author><name>Partito Comunista dei lavoratori - Olbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16273253567484521882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://lh3.ggpht.com/pclfirenze/SHn21qsDbII/AAAAAAAAAc0/WCdAY6WoWKA/s72-c/PCL%20meeting%20roma0008.jpg?imgmax=512' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394.post-5199072319848957912</id><published>2008-07-07T00:57:00.000-07:00</published><updated>2008-07-07T00:58:48.992-07:00</updated><title type='text'>Appello ai lavoratori ed alle lavoratrici della provincia di Nuoro. Basta con gli incontri dei sindacati con Soru &amp; C., occupare le fabbriche in crisi</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;I segretari di CGIL, CISL e UIl della provincia di Nuoro, di fronte al riconoscimento che ci sono 1.500 nella provincia di Nuoro, non trovano di meglio che chiedere un incontro con il presidente del consiglio regionale G: Spissu. Poichè si tratta dell’ennesima iniziativa per consumare il tradimento nei confronti dei lavoratori e delle lavoratrici, i segretari nuoresi di CGIL, CISL e UIL non potevano trovare di meglio: G. Spissu ha un passato ai vertici della CGIL di Sassari, dove si è distinto per il suo craxismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I lavoratori e le lavoratrici devono riprendere la strada della lotta, rompere con i capi provinciali di CGIL, CISL, UIL e UGL e occupare le fabbriche in crisi. Solo con l’occupazione delle fabbriche si può piegare la volontà padronale e raccogliere il sostegno attivo degli altri lavoratori, delle lavoratrici e del popolo dei nostri paesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutte le strutture e i mezzi del sindacato devono essere utilizzati per organizzare l’occupazione.L’esasperazione per l’oppressione economica creerà intorno alle fabbriche occupate un vasto fronte di solidarietà e di lotta. Bisogna, perciò, dar vita nei nostri paesi una mobilitazione contro i tagli alla spesa ai comuni (9,2 miliardi di euro), alla scuola ( licenziamenti per centomila insegnanti di ruolo, supplenti e personale amministrativo ausiliario)e lauti finanziamenti alla scuola privata), alla sanità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La crisi capitalista, iniziata negli USA nel giugno del 2007, è inarrestabile. Gli arresti di questi giorni a Wall Street per i crolli finanziari riguardano solo le pedine. Un giornalista del giornale di Confindustria si domanda : “ Ma non erano stati forse i vertici delle banche ad autorizzare certe spericolate triangolazioni finanziarie per aggirare la normativa vigente, e mettere le mani su strumenti finanziari per poi rivendergli agli ignari risparmiatori?”. Fra quei vertici c’è l’attuale governatore della Banca d’Italia, che prima di approdarvi era un dirigente della Goldman Sachs, una delle più potenti banche d’investimento del pianeta, che ha registrato un calo dei profitti per 2,09 miliardi di dollari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nè gli industriali, nè i banchieri né i loro lacchè di centrodestra e di centro sinistra, né la burocrazia sindacale sono in grado di uscire da questa crisi capitalista inarrestabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ai lavoratori, alle lavoratrici, alle masse popolari non resta altra strada che la lotta organizzata di massa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima risposta dev’essere l’occupazione delle fabbriche, senza questa formidabile strumento di lotta le mobilitazioni, gli scioperi, i presidi e le altre forme di lotta sono inutili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Occupare le fabbriche in crisi per nazionalizzarle senza indennizzo e porre la produzione , la distribuzione e il rapporto con le banche sotto il controllo dei lavoratori e delle lavoratrici.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1069661766023927394-5199072319848957912?l=pclolbia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pclolbia.blogspot.com/feeds/5199072319848957912/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1069661766023927394&amp;postID=5199072319848957912&amp;isPopup=true' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/5199072319848957912'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/5199072319848957912'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pclolbia.blogspot.com/2008/07/appello-ai-lavoratori-ed-alle.html' title='Appello ai lavoratori ed alle lavoratrici della provincia di Nuoro. Basta con gli incontri dei sindacati con Soru &amp; C., occupare le fabbriche in crisi'/><author><name>Partito Comunista dei lavoratori - Olbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16273253567484521882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394.post-8012325922556767598</id><published>2008-06-24T09:16:00.000-07:00</published><updated>2008-06-24T09:26:02.744-07:00</updated><title type='text'>MEETING NAZIONALE del PCL</title><content type='html'>&lt;h1 style="font-weight: normal;" class="sottotitolo_pagina"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;A Roma, presso il Centro congressi Frentani, Via Frentani 4 &lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;h1 style="font-weight: normal;" class="sottotitolo_pagina"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;strong&gt;12 Luglio 2008 - ore 14:00-19:00&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;  &lt;p&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;&lt;strong&gt;MEETING NAZIONALE del PCL&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Contro Berlusconi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per un parlamento dei lavoratori e delle sinistre&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;COSTRUIAMO IL&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="font-style: italic; text-decoration: underline;"&gt;Chi dalla provincia di Olbia volesse partecipare può contattarci a questa email: pclolbia@yahoo.it; oppure ai numeri: 346-7949481   o   338-7186230.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1069661766023927394-8012325922556767598?l=pclolbia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pclolbia.blogspot.com/feeds/8012325922556767598/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1069661766023927394&amp;postID=8012325922556767598&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/8012325922556767598'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/8012325922556767598'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pclolbia.blogspot.com/2008/06/meeting-nazionale-del-pcl.html' title='MEETING NAZIONALE del PCL'/><author><name>Partito Comunista dei lavoratori - Olbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16273253567484521882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394.post-7032047661396891298</id><published>2008-06-13T12:49:00.000-07:00</published><updated>2008-06-13T12:51:43.775-07:00</updated><title type='text'>OMICIDI SUL LAVORO: FERRANDO, BATTAGLIA PER MISURE DI SVOLTA</title><content type='html'>&lt;h1 style="font-weight: normal; text-align: justify;" class="titolo_pagina"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(12 giugno 2008)&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;''La tragica continuità degli omicidi bianchi sui luoghi di lavoro smentisce la retorica dei partiti dominanti e le loro finte lacrime di coccodrillo''. Lo afferma Marco Ferrando portavoce del Pcl.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;''I provvedimenti sulla sicurezza del lavoro varati dal centrosinistra - dice - si sono rivelati, come avevamo previsto, dei pannicelli caldi. E ora il ministro Sacconi vorrebbe depenalizzare ulteriormente le imprese inadempienti. È&lt;br /&gt;inaccettabile. La verità è che solo misure radicali contro la criminalità del profitto possono realizzare una svolta vera''.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;''Il partito Comunista dei Lavoratori ritiene necessario e urgente battersi per istituire un controllo generale dei lavoratori sull'organizzazione del lavoro, con poteri di veto, perché il sistema degli ispettori ha fallito; trasformare in&lt;br /&gt;reato penale lo sfruttamento del lavoro nero ed ogni inosservanza delle aziende in fatto di sicurezza, con l'esproprio senza indennizzo per le aziende colpevoli di morti bianche; cancellare tutte le leggi di precarizzazione del lavoro&lt;br /&gt;e tutte le incentivazioni degli straordinari, quali fattori moltiplicatori di incidenti mortali''.&lt;br /&gt;''Chiediamo a tutte le sinistre politiche sindacali - conclude&lt;br /&gt;- una battaglia comune per queste misure di svolta''.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1069661766023927394-7032047661396891298?l=pclolbia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pclolbia.blogspot.com/feeds/7032047661396891298/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1069661766023927394&amp;postID=7032047661396891298&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/7032047661396891298'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/7032047661396891298'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pclolbia.blogspot.com/2008/06/omicidi-sul-lavoro-ferrando-battaglia.html' title='OMICIDI SUL LAVORO: FERRANDO, BATTAGLIA PER MISURE DI SVOLTA'/><author><name>Partito Comunista dei lavoratori - Olbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16273253567484521882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394.post-6534544699893768821</id><published>2008-06-02T11:49:00.000-07:00</published><updated>2008-06-02T11:50:37.419-07:00</updated><title type='text'>Marco Ferrando a Macomer</title><content type='html'>MACOMER&lt;br /&gt;SABATO 7 GIUGNO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sala congressi Hotel Campeda ore 11:00&lt;br /&gt;ASSEMBLEA PUBBLICA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SULLA CRISI DELLE FABBRICHE IN SARDEGNA.&lt;br /&gt;UNA SOLA SOLUZIONE: ”NAZIONALIZZAZIONE SENZA INDENNIZZO E SOTTO CONTROLLO OPERAIO”.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; text-decoration: underline;"&gt;RILANCIO DELL'ATTIVITA' POLITICA DEL PARTITO IN SARDEGNA.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; text-decoration: underline;"&gt;CON MARCO FERRANDO.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Sezione di Olbia del Partito Comunista dei Lavoratori invita tutti i lavoratori, i simpatizzanti e gli interessati a partecipare. Per info potete contattarci a questa email: pclolbia@yahoo.it&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1069661766023927394-6534544699893768821?l=pclolbia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pclolbia.blogspot.com/feeds/6534544699893768821/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1069661766023927394&amp;postID=6534544699893768821&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/6534544699893768821'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/6534544699893768821'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pclolbia.blogspot.com/2008/06/marco-ferrando-macomer.html' title='Marco Ferrando a Macomer'/><author><name>Partito Comunista dei lavoratori - Olbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16273253567484521882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394.post-8662485441322797716</id><published>2008-05-30T13:32:00.000-07:00</published><updated>2008-06-02T11:49:57.509-07:00</updated><title type='text'>Un parlamento dei lavoratori per i lavoratori</title><content type='html'>&lt;p style="text-align: justify;" class="data_notizia"&gt;Articolo di Marco Ferrando da : il manifesto del 18 Maggio 2008 &lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="data_notizia"&gt;(27 maggio 2008)&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;  Le Sinistre fuori dal Parlamento? Costituiamo allora, a partire dalle lotte, un parlamento delle sinistre, a base operaia e popolare, da contrapporre al governo Berlusconi e al «suo» parlamento addomesticato, che sia espressione unificante delle mobilitazioni, luogo pubblico di confronto tra posizioni e proposte diverse oggi presenti nel movimento operaio, e al tempo stesso sede democratica di organizzazione e unificazione dell'iniziativa di massa. Peraltro: se la Lega Nord inventò il Parlamento della Padania come simulazione di un contropotere secessionista, per quale ragione il movimento operaio non potrebbe dar vita a un proprio Parlamento come espressione reale di un'alternativa istituzionale di classe?&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Partiamo da un principio di realtà. Due anni di subordinazione clamorosa al governo Prodi da parte degli stati maggiori della sinistra italiana - in una maggioranza di governo che per oltre un anno andava da Mastella a Turigliatto - hanno spinto alcuni milioni di lavoratori all'astensione e altri milioni, a parità di condizione, verso il «voto utile» al Pd contro Berlusconi. Così i dirigenti Arcobaleno non solo hanno regalato l'Italia a Berlusconi dopo aver votato per due anni le stesse politiche di Berlusconi (il peggio del peggio); non solo hanno regalato a Bossi settori operai e popolari facile preda di suggestioni xenofobe proprio perché privati di ogni difesa sociale (e anzi colpiti dal centrosinistra per conto della grande industria e delle banche); ma hanno regalato a industria e banche la totale rappresentanza dell'attuale Parlamento. O vogliamo ignorare la precisa documentazione disponibile circa il regolare finanziamento dei principali partiti di governo, di centrodestra e centrosinistra, da parte dei potentati della finanza, dei grandi petrolieri, dell'industria farmaceutica, ecc.?&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Basterebbe citare il libro di Stella «La casta» nell'unica parte omessa (non a caso), dai media.&lt;br /&gt;L'attuale Parlamento, occupato all'80% da Pdl e Pd, spartito cioè tra Berlusconi-Fininvest e Veltroni-Colaninno-Banca Intesa (con un 5% a Casini-Caltagirone) è persino nella sua rappresentanza politica, l'espressione diretta e/o indiretta del grande capitale. Di una piccola minoranza privilegiata che grazie ai propri partiti, distinti ma complementari, riesce a assoggettare a sé la maggioranza della società, nel finto gioco di un'alternanza tra élite che si spaccia spudoratamente per «democrazia». Ecco, l'attuale Parlamento è la più clamorosa confessione della democrazia borghese: di quell'«inganno per i poveri» di cui parlava Lenin un secolo fa e che oggi è persino più ipocrita e volgare di un tempo.&lt;br /&gt;Ma allora perché non contrapporre al governo Berlusconi e all'attuale Parlamento l'embrione di una democrazia vera, di una democrazia dei lavoratori per i lavoratori? La logica che accompagnava la proposta di Gramsci dell' «Antiparlamento» , o la grande tradizione del consiliarismo italiano, non sono proprio oggi spunti preziosi da rielaborare e riattualizzare? Questo è il senso della nostra proposta.&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Come Pcl siamo impegnati più che mai nella costruzione del nostro partito, l'unico che non si è compromesso, né in tutto né in parte, col centrosinistra e il suo disastro. Ma non contrapponiamo la costruzione del Pcl all'esigenza di un vasto fronte unico di lotta contro il governo Berlusconi e l'aggressione confindustriale. Un Parlamento popolare eletto direttamente dal popolo della sinistra a partire dalle fabbriche, dai luoghi di lavoro, dal territorio, con delegati permanentemente revocabili e privi di ogni privilegio sociale, con un criterio di rappresentanza integralmente proporzionale tra le diverse posizioni, organizzazioni, partiti, sarebbe una grande espressione democratica di unità e di forza. E al tempo stesso uno straordinario laboratorio di autorganizzazione di massa. Sarebbe la sede pubblica di organizzazione della mobilitazione popolare contro il governo, di controinformazione e denuncia delle sue politiche, di confronto libero e aperto tra i lavoratori, in una grande casa di vetro, sulla costruzione di un'alternativa di società e di potere, fuori da un puro dibattito accademico separato dalle lotte.&lt;br /&gt;Insomma, di fronte al volto corrotto e lontano della politica dominante e del suo parlamentarismo, un Parlamento popolare sotto il controllo dei lavoratori potrebbe divenire il riferimento di vasti settori di classe, un fattore di coinvolgimento progressivo di strati popolari oggi sfiduciati e passivi, di settori popolari antiberlusconiani oggi immobilizzati dal Pd, e persino di strati operai che hanno ripiegato a destra ma che presto saranno sotto i colpi del governo che hanno votato e potranno cercare nuove strade.&lt;br /&gt;Questa proposta ha una sola implicazione, non sufficiente ma necessaria: la prospettiva di un'opposizione radicale, di sistema, al governo delle destre e alle classi dirigenti del paese, fuori da ogni ipotesi di ricomposizione, per l'oggi e per il domani, col Partito democratico di Veltroni e con la vecchia logica dell'alternanza.&lt;br /&gt;Per questo dubito, realisticamente, che la proposta del «Parlamento popolare» possa interessare gli stati maggiori delle sinistre Arcobaleno, tanto più nel momento in cui sono avvitati in una guerra intestina senza ritorno. Mi auguro invece possa interessare dal basso tutte le forze e energie disponibili a ricostruire unitariamente, dalle attuali macerie, una prospettiva di riscatto per i lavoratori. Che faccia finalmente piazza pulita di ogni vecchio trasformismo.&lt;/p&gt;  &lt;p class="firma_notizia"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1069661766023927394-8662485441322797716?l=pclolbia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pclolbia.blogspot.com/feeds/8662485441322797716/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1069661766023927394&amp;postID=8662485441322797716&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/8662485441322797716'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/8662485441322797716'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pclolbia.blogspot.com/2008/05/un-parlamento-dei-lavoratori-per-i.html' title='Un parlamento dei lavoratori per i lavoratori'/><author><name>Partito Comunista dei lavoratori - Olbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16273253567484521882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394.post-2710849903641519754</id><published>2008-05-27T09:30:00.000-07:00</published><updated>2008-05-27T09:39:16.034-07:00</updated><title type='text'>Dalle lotte di Chiaiano allo sciopero politico generale contro il governo dei padroni</title><content type='html'>&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Il 23 maggio su Libero, giornale di Berlusconi, l’articolo di quel pagliaccio dannunziano di Oscar Giannino era intitolato “ Zitti e pedalare”. Così si sintetizzavano i discorsi di Emma Marcegaglia e di Silvio Berlusconi all’assemblea di Confindustria.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Ma come si dice, “ tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare”. Da Chiaiano è iniziata la risposta a tutti coloro che pensano che la vittoria di Berlusconi e dei suoi &lt;i style=""&gt;bravi&lt;/i&gt; gettasse le masse nella prostrazione. Napoli è la prima città che insorse in Europa contro gli sgherri di Hitler, pensare che tipi come Berlusconi, Marcegaglia, Fini e il pupazzo Veltroni possano spaventare le masse significa che la paura ce l’ha chi la pensa in questo modo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style=""&gt;Intervistato dai suoi compagni americani sulle prospettive della rivoluzione socialista, nel quadro delle contraddizioni suscitate dal secondo conflitto imperialista mondiale a un anno dal suo inizio, Trotsky rispondeva:&lt;/span&gt; &lt;span lang="ES"&gt;“&lt;i style=""&gt;Le masse operaie hanno per Hitler un odio sentimentale mescolato a sentimenti di classe confusi: esse odiano i briganti vittoriosi”&lt;/i&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="ES"  style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Il popolo di Chiaiano non si è fatto ingannare nè dalla demagogia berlusconiana su ICI, detassazione di straordinari, promesse sui mutui, nè si è fatto trascinare dalla campagna di odio razzista, nè si è fatto impressionare dal pugno di ferro promesso da Berlusconi o dalla “tolleranza zero” invocata dalla padrona della Marcegaglia di Casalmaggiore, dove cinque giorni fa è morto lavorando Mario Di Girolamo di trentadue anni e padre di due figli di 3 e 5 anni. Quanto più il movimento del napoletano approfondirà la sua lotta fino a prendere in considerazione la questione del potere politico, tanto più la campagna di odio razzista del governo Berlusconi si intensificherà. Perciò è indispensabile dar vita alle squadre di autodifesa contro il razzismo in grado di mobilitare la popolazione contro gli squadristi e i lazzaroni foraggiati dai seminatori d’odio. Questo pulviscolo atmosferico di umanità non è in grado di reggere un’offensiva politica organizzata del proletariato. Da un punto di vista tecnico le azioni dei razzisti hanno successo perchè agiscono di sorpresa. Compito dei proletari e delle proletarie d’avanguardia è quello di costruire una struttura organizzativa che tolga ai sicari del nemico di classe il vantaggio della sorpresa. Le masse seguono quelli che dimostrano di saper battere i &lt;i style=""&gt;briganti vittoriosi &lt;/i&gt;e portarle alla vittoria. &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="ES"  style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Sul fronte del diritto violato dal reato di clandestinità non vediamo alcuna iniziativa di Magistratura democratica. Il reato di clandestinità funziona come legittimazione dei pogrom contro gli immigrati ed in in ultima analisi è la cancellazione del diritto di esistenza. Cosa aspetta Magistratura Democratica a mobilitarsi contro il capitalismo, che il governo Berlusconi ripristini la pena di morte?&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="ES"  style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Il proletariato francese in questo momento di nuovo in lotta contro Sarkozy, nonostante le cospirazioni della burocrazia sindacale e dei socialtraditori di ogni genere, non può che rafforzarsi se anche nello stato italiano aumentano le mobilitazioni contro il governo Berlusconi e viceversa. Il problema, qui come in Francia è quello di conquistare gli elementi più attivi nelle lotte alla strategia degli obiettivi transitori: dalle lotte parziali far emergere la coscienza della necessità e attualità della rivoluzione socialista, la condizione obbligata per agire in modo adeguato quando la mobilitazione delle masse diventerà&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;incontenibile. I principali avversari di questo metodo si trovano in quell’area politica che va da Sinistra Critica al Manifesto, sono loro che non sapendo dove vogliono andare vogliono far passare nella sinistra anticapitalista l’idea che la conquista del potere sia una prospettiva indefinita e che l’arma principale della classe oppressa, il partito, sia “superato”. E’ il ragionamento tipico di chi non riuscendo in un’impresa dichiara inutile l’impresa, invece di chiedersi dove non si è stai coerenti e tatticamente adeguati. Di gente così nel movimento operaio e socialista ne è passata e i successi di questo ci sono stati quando gli scettici e dubbiosi non sono stati più ascoltati. Ciò che gli scettici e dubbiosi cercano di occultare è che l’odio delle masse contro i &lt;i style=""&gt;briganti vittoriosi&lt;/i&gt; contiene il desiderio confuso di farla finita con questi.&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;Quest’odio e questo desiderio il partito rivoluzionario li trasforma in attività politica rivoluzionaria cosciente.  Il proletariato cosciente non sa che farsene di coloro che separano il movimento dal fine.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span lang="ES"  style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;span lang="ES"  style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;PCL-sezione di Sassari&lt;span style=""&gt;                                                                           &lt;/span&gt;25/05/08&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1069661766023927394-2710849903641519754?l=pclolbia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pclolbia.blogspot.com/feeds/2710849903641519754/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1069661766023927394&amp;postID=2710849903641519754&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/2710849903641519754'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/2710849903641519754'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pclolbia.blogspot.com/2008/05/dalle-lotte-di-chiaiano-allo-sciopero.html' title='Dalle lotte di Chiaiano allo sciopero politico generale contro il governo dei padroni'/><author><name>Partito Comunista dei lavoratori - Olbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16273253567484521882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394.post-1168823074819360419</id><published>2008-05-23T13:20:00.000-07:00</published><updated>2008-05-23T13:29:42.249-07:00</updated><title type='text'>IL “PACCHETTO SICUREZZA” DEL GOVERNO BERLUSCONI RICORDA LE LEGGI RAZZIALI DI MUSSOLINI</title><content type='html'>&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;i style=""&gt;Contro il governo razzista e antioperaio Berlusconi e i suoi ministri xenofobi!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;i style=""&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Combattiamo i veri nemici: i banchieri, i padroni e il capitalismo!&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:14;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Il nuovo decreto sulla “sicurezza” proposto dal ministro leghista Roberto Maroni costituiscono il primo attacco del governo Berlusconi contro i lavoratori, con il silenzio-assenso del PD e di una sinistra di governo ormai morta, già complici del decreto xenofobo anti-rom del governo Prodi.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;Il nuovo decreto fascista prevedrà il reato di clandestinità, la possibilità di reclusione nei lager-Cpt fino a 18 mesi, più poteri ai sindaci-sceriffi, la sospensione del trattato di Shengen per i cittadini comunitari e altri provvedimenti razzisti che peggiorano ulteriormente le condizioni degli immigrati, già attaccati negli anni passati prima con la legge Turco-Napolitano (del primo governo Prodi) e poi con la legge Bossi-Fini del governo del plurinquisito piduista Silvio Berlusconi.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;E’ necessario denunciare le leggi e le campagne razziste e xenofobe per quello che sono: delle leggi antioperaie e antipopolari che hanno un duplice scopo. Da un lato &lt;b style=""&gt;agli imprenditori fa comodo avere della manodopera a basso costo da tenere in perenne ricatto e con condizioni di lavoro insicure e disumane. Dall’altra i padroni, i banchieri e i loro governi lanciano assurde campagne razziste contro gli immigrati come capro espiatorio per il loro crimine: quello di ridurre sul lastrico i lavoratori, quello di tenere bassi i salari, quello di massacrare i popoli oppressi con le più cruenti guerre imperialiste, quello di imporre cappi al collo a milioni di famiglie con i mutui usurai!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;E’ per questo che ogni attacco ai lavoratori immigrati si traduce in un peggioramento delle condizioni sociali degli stessi lavoratori italiani. Il Partito Comunista dei Lavoratori rivendica l’unità di lotta tra lavoratori italiani e lavoratori immigrati, per un fronte comune contro le politiche filo padronali del governo Berlusconi, che non tarderanno, con la crisi economica alle porte, ad attaccare i salari e i diritti di milioni di lavoratori.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 4pt 0cm 4pt 9.05pt; text-indent: -9.05pt; text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;-&lt;span style=""&gt;   &lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;b style=""&gt;CONTRO IL “PACCHETTO SICUREZZA”, PER LA SUA SCONFITTA CON LA LOTTA&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 4pt 0cm 4pt 9.05pt; text-indent: -9.05pt; text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;-&lt;span style=""&gt;   &lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;b style=""&gt;PER L’ABOLIZIONE DELLA BOSSI-FINI E DELLA TURCO-NAPOLITANO&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 4pt 0cm 4pt 9.05pt; text-indent: -9.05pt; text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;-&lt;span style=""&gt;   &lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;b style=""&gt;PER LA CHIUSURA IMMEDIATA DEI LAGER CPT&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 4pt 0cm 4pt 9.05pt; text-indent: -9.05pt; text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;-&lt;span style=""&gt;   &lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;b style=""&gt;PER UNA SANATORIA GENERALE PER TUTTI GLI IMMIGRATI SPROVVISTI DI PERMESSO DI SOGGIORNO&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 4pt 0cm 4pt 9.05pt; text-indent: -9.05pt; text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;-&lt;span style=""&gt;   &lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;b style=""&gt;PER L’UNITA’ TRA LAVORATORI ITALIANI E IMMIGRATI&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if gte vml 1]&gt;&lt;v:shapetype id="_x0000_t75" coordsize="21600,21600" spt="75" preferrelative="t" path="m@4@5l@4@11@9@11@9@5xe" filled="f" stroked="f"&gt;  &lt;v:stroke joinstyle="miter"&gt;  &lt;v:formulas&gt;   &lt;v:f eqn="if lineDrawn pixelLineWidth 0"&gt;   &lt;v:f eqn="sum @0 1 0"&gt;   &lt;v:f eqn="sum 0 0 @1"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @2 1 2"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @3 21600 pixelWidth"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @3 21600 pixelHeight"&gt;   &lt;v:f eqn="sum @0 0 1"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @6 1 2"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @7 21600 pixelWidth"&gt;   &lt;v:f eqn="sum @8 21600 0"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @7 21600 pixelHeight"&gt;   &lt;v:f eqn="sum @10 21600 0"&gt;  &lt;/v:formulas&gt;  &lt;v:path extrusionok="f" gradientshapeok="t" connecttype="rect"&gt;  &lt;o:lock ext="edit" aspectratio="t"&gt; &lt;/v:shapetype&gt;&lt;v:shape id="_x0000_s1026" type="#_x0000_t75" style="'position:absolute;" wrapcoords="-104 0 -104 21495 21600 21495 21600 0 -104 0"&gt;  &lt;v:imagedata src="file:///C:/DOCUME~2/Utente/IMPOST~1/Temp/msoclip1/01/clip_image001.jpg" title=""&gt;  &lt;w:wrap type="tight"&gt; &lt;/v:shape&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if !vml]--&gt;&lt;br /&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style=""&gt;PREPARIAMO LA CACCIATA DEL GOVERNO BERLUSCONI, PER UN GOVERNO DEI LAVORATORI!&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1069661766023927394-1168823074819360419?l=pclolbia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pclolbia.blogspot.com/feeds/1168823074819360419/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1069661766023927394&amp;postID=1168823074819360419&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/1168823074819360419'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/1168823074819360419'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pclolbia.blogspot.com/2008/05/il-pacchetto-sicurezza-del-governo.html' title='IL “PACCHETTO SICUREZZA” DEL GOVERNO BERLUSCONI RICORDA LE LEGGI RAZZIALI DI MUSSOLINI'/><author><name>Partito Comunista dei lavoratori - Olbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16273253567484521882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394.post-2416527358708127439</id><published>2008-05-23T06:01:00.000-07:00</published><updated>2008-05-23T06:03:59.319-07:00</updated><title type='text'>Emergenza rifiuti a Napoli: dopo il danno la beffa</title><content type='html'>&lt;h1 style="text-align: justify; font-weight: normal;" class="titolo_pagina"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(21 maggio 2008)&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Dopo giorni di roghi e proteste si è tenuta oggi a Napoli, la manifestazione indetta dalla Rete campana salute e ambiente e dai comitati territoriali da mesi in lotta contro discariche e siti di stoccaggio dei rifiuti più o meno "provvisori". Sotto una pioggia battente i manifestanti - oltre un migliaio - hanno ribadito le loro ragioni:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- no alle discariche e agli inceneritori, dannosi alla salute e utili solo a garantire profitti agli speculatori di turno;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-  per una vera raccolta differenziata - tuttora ignorata dalle istituzioni locali, e la lavorazione a freddo del residuo;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- no alle strutture commissariali;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- per un piano generale della gestione dei rifiuti costruito dal basso, dalle comunità in lotta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al corteo ha preso parte il compagno Marco Ferrando, insieme con i compagni della sezione napoletana del PCL, che hanno ribadito le ragioni del controllo popolare del ciclo dei rifiuti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A manifestazione conclusa sono state tuttavia rese note le misure prese dal governo sulla questione: individuazione di dieci nuovi siti per discariche secretati (!), nomina di Bertolaso a supercommissario, militarizzazione dei siti, arresto per chi si opporrà alla loro realizzazione, aumento del numero degli inceneritori. Si tratta di una vera provocazione, che calpesta ogni garanzia democratica, e consegna definitivamente il ciclo rifiuti a boiardi di stato e malavita organizzata!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È ormai chiaro che l'ennesima emergenza, quella degli ultimi giorni, causata dal blocco della raccolta, è stata costruita ad arte, per poter riproporre, in una versione ancora più autoritaria, le vecchie ricette tanto care a politici di entrambi gli schieramenti e padroni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Partito Comunista dei Lavoratori denuncia le ennesime misure emergenzialistiche (che non a caso hanno già riscosso l'appoggio del Partito Democratico), rivendicando il diritto dei lavoratori e delle masse popolari di decidere sulle condizioni più elementari della loro salute e della qualità della loro vita.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1069661766023927394-2416527358708127439?l=pclolbia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pclolbia.blogspot.com/feeds/2416527358708127439/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1069661766023927394&amp;postID=2416527358708127439&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/2416527358708127439'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/2416527358708127439'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pclolbia.blogspot.com/2008/05/emergenza-rifiuti-napoli-dopo-il-danno.html' title='Emergenza rifiuti a Napoli: dopo il danno la beffa'/><author><name>Partito Comunista dei lavoratori - Olbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16273253567484521882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394.post-5048932344516979897</id><published>2008-05-15T12:33:00.000-07:00</published><updated>2008-05-15T12:36:34.817-07:00</updated><title type='text'>INIZIA LA CONTESTAZIONE AL GOVERNO BERLUSCONI</title><content type='html'>&lt;h1 style="font-weight: normal;" class="titolo_pagina"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(14 maggio 2008)&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;  &lt;p style="font-family: georgia;"&gt;Ieri 13 maggio, giorno di insediamento "formale" del nuovo governo Berlusconi, il Partito Comunista dei Lavoratori ha manifestato fuori da Montecitorio la propria contrarietà al nuovo esecutivo ed al suo programma. Una politica, quella del Pdl, che si prospetta tragica per l'Italia e il mondo del lavoro. Dalle politiche internazionale di guerra - sulla scia del governo Prodi -in Libano, Afghanistam ecc; alle politiche di massacro costante nei confronti dei lavoratori, a partire dall'attacco del contratto nazionale; fino alle scelte xenofobe e sicuritarie rivolte ai migranti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Partito Comunista dei Lavoratori , nonostante la pioggia, ha tenuto il suo presidio, inizialmente vietato dalla questura, sotto le finestre della camera dei deputati. Decine di nostri militanti (prevalemtemente della sezione romana del partito), a cui si sono aggiunti passanti, con bandiere e striscioni hanno fatto sentire la loro voce. La voce della sinistra che non tradisce.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In omaggio al nuovo clima di collaborazione bipartisan tra Pdl e Pd, la stampa e i tg nazionali hanno ben pensato che non fosse il caso di dare notizia della nostra azione rischiando di rovinare la grande festa di pacificazione nazionale che si stava consumando nell'aula parlamentare&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1069661766023927394-5048932344516979897?l=pclolbia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pclolbia.blogspot.com/feeds/5048932344516979897/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1069661766023927394&amp;postID=5048932344516979897&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/5048932344516979897'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/5048932344516979897'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pclolbia.blogspot.com/2008/05/inizia-la-contestazione-al-governo.html' title='INIZIA LA CONTESTAZIONE AL GOVERNO BERLUSCONI'/><author><name>Partito Comunista dei lavoratori - Olbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16273253567484521882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394.post-3954964482966024226</id><published>2008-05-14T06:18:00.000-07:00</published><updated>2008-05-14T06:38:36.423-07:00</updated><title type='text'>SU OLIVIERO DILIBERTO E LA "COSTITUENTE DEI COMUNISTI"</title><content type='html'>&lt;h1 style="font-weight: normal; text-align: justify;" class="titolo_pagina"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;(12 maggio 2008)&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Oliviero Diliberto e il gruppo dirigente del PDCI hanno ispirato il recente appello per la "Costituente Unitaria dei Comunisti": un appello che rivendica la ricomposizione di PRC e PDCI e, attorno ad essa, di "tutti i comunisti", come risposta al tracollo dell'Arcobaleno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' del tutto comprensibile, oltre che legittimo, il tentativo del PDCI e del suo segretario di capitalizzare a proprio vantaggio la crisi verticale del PRC offrendosi come sponda a sue minoranze interne. E trasparente oltretutto è il tentativo di fuggire, con questa mossa, dalle proprie responsabilità (disinnescando contenziosi interni al suo partito). Ma la domanda è: come si può fuggire dal tracollo ricomponendo l'unità di quei gruppi dirigenti che ne sono responsabili e che l'hanno prodotto? Davvero basta la riesumazione simbolica della falce e martello per offrire una prospettiva politica a decine di migliaia di comunisti e al mondo del lavoro? Davvero si può rimuovere la lezione e il bilancio dell'esperienza Rifondazione, come se nulla fosse accaduto, semplicemente riportando le lancette al PRC del '96?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa proposta, in realtà, è l'ennesimo inganno senza futuro da parte di un gruppo dirigente pienamente corresponsabile della disfatta e che cerca semplicemente di salvare se stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Partiamo dai fatti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il PRC del '96 cui Diliberto vorrebbe tornare è il PRC che per oltre due anni, sotto la guida congiunta di Bertinotti, Cossutta, Diliberto, Ferrero, Grassi, sostenne il primo governo Prodi: votando l'introduzione del lavoro interinale (pacchetto Treu), il record delle privatizzazioni in Europa, una pesantissima legge finanziaria di 80mila miliardi di lire, la detassazione di rendite e profitti, l'introduzione dei CPT contro gli immigrati. In altri termini, le più pesanti politiche antioperaie e antipopolari degli anni novanta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'unica differenza tra Bertinotti-Ferrero-Grassi da un lato e Cossutta-Diliberto dall'altro, fu che mentre i primi scelsero strumentalmente nel '98 di ritirare il sostegno a Prodi con l'intento iniziale di ricomporre un' "alleanza più avanzata" con D'Alema (salvo fallire e finire per una fase all'opposizione), i secondi scelsero di proseguire in modo lineare il proprio sostegno al Centrosinistra, entrando organicamente nel governo D'Alema-Cossiga (con Diliberto ministro di Giustizia) e partecipando al criminale bombardamento di Belgrado (oltre che alla continuità delle politiche confindustriali).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di più: quando il Centrosinistra crollò, spianando la strada al ritorno di Berlusconi, Bertinotti e Diliberto ricominciarono a collaborare (a partire dal 2004) nella prospettiva di governo dell'Unione, a braccetto con tutto il personale politico antioperaio e anticomunista dei DS e della Margherita: con lo scopo di portare in dote all'Unione la subordinazione della grande stagione dei movimenti di lotta antiberlusconiani del 2001-2003. E quando l'Unione di Prodi, col sostegno dei poteri forti, "vinse" (seppur di poco) le elezioni del 2006, Bertinotti e Diliberto ripresero a votare insieme quelle stesse politiche confindustriali che insieme avevano votato nel '96-'98. Non è forse questo che milioni di lavoratori hanno osservato esterrefatti in questi anni? I cosiddetti partiti "comunisti" hanno votato le missioni di guerra, l'aumento del 17% delle spese militari, 10 miliardi di regalie a grandi imprese e banche, la truffa sul TFR, l'aumento dell'età pensionabile a 62 anni a regime, e per finire in bellezza la continuità della legge 30 di Berlusconi. Sino alla nuova sconfitta del Centrosinistra, il secondo tragico ritorno di Berlusconi, e il tracollo elettorale e politico delle sinistre di governo (Arcobaleno), con l'estromissione dal Parlamento. Insomma, un totale disastro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E ora Diliberto, senza alcun bilancio di tutto questo, e come se nulla fosse accaduto, chiede..."l'unità dei comunisti"? Ma "comunisti" quali? Usando lo stesso codice terminologico di Diliberto, potremmo dire che "l'unità dei comunisti" l'abbiamo già vissuta, di fatto, per 15 anni: quando ciclicamente gli stati maggiori di PRC e PDCI, al gran completo, hanno votato "unitariamente" tutte le peggiori politiche della borghesia contro il mondo del lavoro. E ora Diliberto vorrebbe formalizzare e sigillare questa unità recuperando il simbolo di falce e martello? Ma proprio quel simbolo - simbolo del lavoro e del socialismo - è stato prostituito e piegato per tanti anni a ragioni opposte a quelle per cui nacque. Dovremmo quindi restaurare una finzione e celebrare una doppiezza?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La lezione di fondo di questi 15 anni è la bancarotta, senza ritorno, dei gruppi dirigenti della sinistra italiana. Senza prendere atto di questa realtà, senza andare alla radice del problema, non si ricostruisce alcun futuro e si preparano nuove sconfitte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dire questo non significa affatto, per parte nostra, ignorare la naturale aspirazione all'unità che tanti comunisti onesti oggi esprimono da collocazioni politiche e organizzative diverse. Al contrario: la consideriamo non solo comprensibile e naturale, ma anche l'espressione di una positiva volontà di reagire al disastro, di non rassegnarsi, di non darla vinta all'odiosa campagna anticomunista delle classi dominanti e alla deriva culturale parallela di tanta parte della sinistra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma proprio perchè rispettiamo profondamente questo sentimento; proprio perchè vogliamo raccoglierlo e dialogare con esso nel modo più serio e più aperto, vogliamo evitare che venga usato e tradotto dal gruppo dirigente del PDCI nell'ennesimo equivoco, con l'ennesima dispersione di tante attese, energie, generosità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La vera unità dei comunisti, capace di durare e di reggere alle dure prove della lotta politica di classe, è quella che si fonda sui principi. E innanzitutto sul recupero di quel principio di fondo che la lunga storia della socialdemocrazia e dello stalinismo ha rimosso, e che i gruppi dirigenti della Rifondazione hanno tradito: il principio dell'autonomia e dell'alternatività dei comunisti alle forze della borghesia; il principio dell'opposizione dei comunisti, sul piano nazionale e locale, ai governi della borghesia e ai loro comitati d'affari, di Centrodestra come di Centrosinistra. Perchè solo così è possibile sviluppare nelle lotte quella politica di indipendenza di classe che è condizione stessa di un'alternativa anticapitalistica. E perché in caso contrario i partiti "comunisti" finiscono non solo col tradire il socialismo, ma col subordinare i lavoratori alle politiche dell'avversario in cambio di ruoli politici e istituzionali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Partito Comunista dei Lavoratori è nato nel nome innanzitutto di questo principio di autonomia e del programma che lo fonda: quello di un'alternativa di società e di potere, di un governo dei lavoratori per i lavoratori. Non a caso siamo l'unico partito della sinistra italiana che non si è compromesso col governo Prodi, né in tutto (PRC e PDCI), né in parte (Sinistra Critica). Nel nostro piccolo, siamo l'unico partito che - controcorrente - ha retto alla prova di questi anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo tanto più oggi, di fronte al disastro prodotto e al dramma di migliaia di comunisti, riproponiamo ostinatamente il cammino che abbiamo scelto: unire tutti gli onesti e sinceri comunisti, indipendentemente dalle diverse storie e provenienze, attorno a un quadro certo e chiaro di principi di classe e anticapitalisti. Perché questa è l'unica vera via di uscita. E non solo per i comunisti. Ma per un mondo del lavoro che più che mai ha bisogno di ritrovare un proprio partito indipendente, contrapposto all'ordine dominante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo, con molta semplicità, diciamo a tutti i sinceri comunisti che ancora si collocano nel PRC, nel PDCI, in altre formazioni, o che sono fuori da ogni partito: sviluppiamo insieme il Partito Comunista dei Lavoratori, che già si va espandendo in tutta Italia. Questo è il progetto che non verrà mai tradito e disperso.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1069661766023927394-3954964482966024226?l=pclolbia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pclolbia.blogspot.com/feeds/3954964482966024226/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1069661766023927394&amp;postID=3954964482966024226&amp;isPopup=true' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/3954964482966024226'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/3954964482966024226'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pclolbia.blogspot.com/2008/05/su-oliviero-diliberto-e-la-costituente.html' title='SU OLIVIERO DILIBERTO E LA &quot;COSTITUENTE DEI COMUNISTI&quot;'/><author><name>Partito Comunista dei lavoratori - Olbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16273253567484521882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394.post-1711704612848185719</id><published>2008-05-12T06:24:00.000-07:00</published><updated>2008-05-12T10:44:45.522-07:00</updated><title type='text'>Solo il governo dei lavoratori e delle lavoratrici può arrestare il disastro prodotto dai capitalisti!</title><content type='html'>&lt;p  style="text-align: justify;font-family:times new roman;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;b&gt;I responsabili dell’aumento dei prezzi alimentari, della benzina e dell’elettricità sono i grandi capitalisti dell’industria e della finanza&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: times new roman;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p  style="text-align: justify;font-family:times new roman;" class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size:16;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: times new roman;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Nel periodo che va dal 2002 al 2007 i capitalisti ed il loro stato hanno rapinato 7.635 euro a ogni famiglia tra aumenti di prezzi e tariffe. Rispetto al 2007 il pane è aumentato del 12,3%, il latte dell’8,7%, le tariffe elettriche del 5,3%, il gas del 3,9%; al 1 maggio la benzina verde toccava 1.46 euro, mentre il diesel  1.44 euro.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: times new roman;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: times new roman;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Questi aumenti intaccano, pesantemente, il reddito, già basso, della classe lavoratrice per i salari striminziti, la precarietà, il lavoro nero e l’indebitamento con le banche. Alla fine del 2007 l’indebitamento dei nuclei familiari (numeri della Banca d’Italia) è di 493 miliardi di euro, 11% in più dell’anno precedente: il debito assomma alla metà del reddito delle famiglie. Il capitalismo è infame perché costringe i lavoratori ad indebitarsi per poter avere un’abitazione.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: times new roman;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal"  style="font-weight: bold; text-align: justify;font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: times new roman;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Ma l’aumento dei prezzi dei beni alimentari che si è sviluppato dalla fine dello scorso anno mostra il lato infame del capitalismo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: times new roman;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Dopo che la grande finanza ha lucrato nel settore edilizio negli USA e in Europa, si è aperta in questo settore una crisi profonda con perdite per le grandi banche che sono state scaricate sulle famiglie che avevano contratto dei mutui bancari: un risultato terribile è che nei soli USA a 618 mila famiglie è stata pignorata la casa. Poiché dopo questa crisi nel settore edilizio non si poteva strozzare più, la speculazione finanziaria capitalistica si è buttate avidamente in ciò di cui non si può fare assolutamente a meno il settore dell’alimentazione. I rialzi sono sbalorditivi in Sardegna e nel resto del continente;  in Africa, Asia e America latina coprono il 70 % dei salari di quei martoriati paesi. &lt;span style=";font-family:times new roman;font-size:100%;"  &gt;Questo è il capitalismo tanto decantato da Berlusconi e da Veltroni: impoverim&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:times new roman;font-size:100%;"  &gt;ento, fame e guerre contro chi non accetta gli ordini dei grandi capitalisti dell’industria e della finanza.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: times new roman;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt; &lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: times new roman;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify; font-weight: bold; font-style: italic;font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Il governo Berlusconi continuerà a spremere la classe lavoratrice, come ha già fatto il governo Prodi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: times new roman; font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify; font-weight: bold; font-style: italic;font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Il Partito Democratico di Veltroni farà la finta, quando la farà, di opporsi a Berlusconi.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: times new roman; font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify; font-weight: bold; font-style: italic;font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Solo il governo dei lavoratori e delle lavoratrici può arrestare il disastro prodotto dai capitalisti avidi, dai politici e dai burocrati corrotti e incompetenti.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: times new roman;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:16;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify; font-family: times new roman;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p class="MsoNormal"  style="text-align: justify;font-family:georgia;"&gt;&lt;span style="font-size:16;"&gt;       &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Partito Comunista dei Lavoratori- sezione di Ozieri&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="MsoNormal"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt;&lt;span style="font-family:georgia;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1069661766023927394-1711704612848185719?l=pclolbia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pclolbia.blogspot.com/feeds/1711704612848185719/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1069661766023927394&amp;postID=1711704612848185719&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/1711704612848185719'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/1711704612848185719'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pclolbia.blogspot.com/2008/05/solo-il-governo-dei-lavoratori-e-delle.html' title='Solo il governo dei lavoratori e delle lavoratrici può arrestare il disastro prodotto dai capitalisti!'/><author><name>Partito Comunista dei lavoratori - Olbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16273253567484521882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394.post-4407784458603077922</id><published>2008-05-09T06:16:00.000-07:00</published><updated>2008-05-09T06:34:48.168-07:00</updated><title type='text'>ISRAELE NON È UN OSPITE D’ONORE! PALESTINA LIBERA!</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 16pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:Palatino-Bold;"&gt;Comunicato dei compagni di Torino per il boicottaggio della fiera del libro&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 16pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:Palatino-Bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 16pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;span style="font-family:Palatino-Bold;"&gt;FIERA DEL LIBRO - Torino/Lingotto, 8-12 maggio 2008&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 16pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Palatino-Roman;"&gt;&lt;p&gt;&lt;span class="ske03"  style="font-family:Times New Roman;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"  style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 16pt; text-align: justify;font-family:lucida grande;"&gt;&lt;span class="ske03"  style="font-size:130%;"&gt;In questa Fiera la cultura è oltraggiata e ridotta a pretesto dell'invito allo Stato d'Israele come ospite d'onore, nel 60° della sua fondazione. Il Governo Italiano (Berlusconi-Prodi-Berlusconi) mantiene un accordo di cooperazione militare bilaterale con Israele, nel quale sono impegnati servizi segreti e apparati militari.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"  style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 16pt; text-align: justify;font-family:lucida grande;"&gt;&lt;span class="ske03"  style="font-size:130%;"&gt;Lo Stato d'Israele fu artificiosamente creato in terra di Palestina nel 1948 con decreto dell'ONU, per volontà delle potenze occidentali vincitrici della seconda guerra mondiale, in funzione di autoassoluzione dall'orrore dell'Olocausto, e con il riconoscimento compiacente dell'Unione Sovietica di Stalin. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"  style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 16pt; text-align: justify;font-family:lucida grande;"&gt;&lt;span class="ske03"  style="font-size:130%;"&gt;Stato in realtà creato nella logica della spartizione del pianeta in zone d'influenza sotto controllo dei vincitori, ottimo avamposto occidentale in Medio Oriente, a compenso del controllo sovietico sull'Europa orientale.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"  style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 16pt; text-align: justify;font-family:lucida grande;"&gt;&lt;span class="ske03"  style="font-size:130%;"&gt;Il 1948&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;fu la &lt;i&gt;nakba&lt;/i&gt;, per i palestinesi la catastrofe: centinaia di migliaia di abitanti arabi forzati all'esilio dalla loro terra, espropriati dei loro beni, o ridotti a prigionieri nelle loro case dall'occupazione israeliana. Fu l'inizio della pulizia etnica della Palestina, che non ebbe mai fine, arrivata oggi all'orrore del muro dell'apartheid in Cisgiordania, mentre Gaza è ridotta a un grande campo di concentramento.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"  style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 16pt; text-align: justify;font-family:lucida grande;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;&lt;span class="ske03"&gt;Da 60 anni il popolo palestinese si è organizzato e continua ad organizzarsi per opporre la sua resistenza a questa mostruosità.&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"  style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 16pt; text-align: justify;font-family:lucida grande;"&gt;&lt;span class="ske03"  style="font-size:130%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;Da 60 anni Israele continua impunemente nella sua pratica di annientamento del popolo palestinese.&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"  style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 16pt; text-align: justify;font-family:lucida grande;"&gt;&lt;span class="ske03"  style="font-size:130%;"&gt;A partire dal 1948, migliaia di cittadini ebraici, provenienti in gran parte dai paesi baltici e dall'Europa dell'Est, dove la persecuzione nazista era stata più feroce e spietata, partirono esuli a conquistare la terra promessa dalla delirante ideologia sionista, "una terra senza popolo per un popolo senza terra", ovvero una Palestina ripulita dai palestinesi per gli ebrei colonizzatori.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"  style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 16pt; text-align: justify;font-family:lucida grande;"&gt;&lt;span class="ske03"  style="font-size:130%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;u&gt;Ora è tempo che gli ebrei si riscattino da questo inganno&lt;/u&gt;&lt;/b&gt;&lt;u&gt;. &lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"  style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 16pt; text-align: justify;font-family:lucida grande;"&gt;&lt;span class="ske03"  style="font-size:130%;"&gt;L'accusa di ansitemitismo a chi, come noi, si batte contro la pulizia etnica messa in atto da Israele in Palestina è la più odiosa e volgare, tanto più se viene da quegli ambienti che, in nome della "pacificazione nazionale", hanno teorizzato la legittimazione del fascismo e delle leggi razziali in casa nostra, perché è proprio l'ideologia razziale del sionismo a favorire l'identificazione tra ebreo ed oppressore, e quindi ad esporre il popolo ebraico al rischio di reazioni antisemite.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal"  style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-indent: 16pt; text-align: justify;font-family:lucida grande;"&gt;&lt;span class="ske03"  style="font-size:130%;"&gt;Allora la lotta all'antisemitismo è inseparabile dalla lotta al sionismo e per questo ci richiamiamo alla tradizione dell'ebraismo democratico, socialista, antisionista: la tradizione di Rosa Luxemburg, dell'insurrezione del ghetto di Varsavia, della lotta&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;contro le connivenze tra vertici sionisti e capi nazisti nel convergente rifiuto di ogni assimilazione dei cittadini ebraici nella società tedesca ed europea.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span class="ske03"  style="font-size:130%;"&gt;Tanto più oggi, il riscatto dell'ebraismo agli occhi dei popoli oppressi passa per il recupero di questa tradizione, contro il sionismo e a fianco delle istanze di liberazione delle masse arabe.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1069661766023927394-4407784458603077922?l=pclolbia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pclolbia.blogspot.com/feeds/4407784458603077922/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1069661766023927394&amp;postID=4407784458603077922&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/4407784458603077922'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/4407784458603077922'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pclolbia.blogspot.com/2008/05/comunicato-dei-compagni-di-torino-per.html' title='ISRAELE NON È UN OSPITE D’ONORE! PALESTINA LIBERA!'/><author><name>Partito Comunista dei lavoratori - Olbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16273253567484521882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394.post-4575482491133980650</id><published>2008-04-25T02:36:00.000-07:00</published><updated>2008-04-25T02:41:22.545-07:00</updated><title type='text'>25 APRILE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.carnialibera1944.it/immagini/Resistenza/Resistenza_2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://www.carnialibera1944.it/immagini/Resistenza/Resistenza_2.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:28;color:gray;"   &gt;25 APRILE&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:15;"  &gt;QUESTA NON E' L'ITALIA CHE VOLEVANO I PARTIGIANI&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:&amp;quot;;font-size:15;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;Oggi celebriamo la ricorrenza di una grande lotta di popolo, la lotta dei partigiani che non solo hanno combattuto l'oppressione fascista ma hanno anche voluto costruire un paese migliore e più giusto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:130%;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;Il prossimo governo sarà composto da forze politiche che sono molto distanti dai valori partigiani.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;Poco tempo fa Silvio Berlusconi, futuro presidente del Governo, ha invitato gli italiani ad andare al mare il 25 aprile. Il suo vice Gianfranco Fini deve la sua carriera politica ad un partito, il Movimento Sociale Italiano, che si definiva erede del fascismo. Alcuni esponenti della nuova maggioranza parlamentare, come Ciarrapico o Alessandra Mussolini, ancora oggi si richiamano apertamente al fascismo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;Il Popolo della libert&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;à&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;è&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt; alleato della Lega che, incapace di proporre una soluzione ai problemi reali delle persone, istiga al razzismo, all'intolleranza e all'odio per il diverso cercando di provocare una penosa guerra tra poveri.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:130%;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;Dall'altra parte il Partito Democratico non si richiama più ai valori dell'antifascismo, tanto che omette di contemplare la Resistenza tra i propri principi fondativi e, anzi, propone proprio alla destra di cambiare la Costituzione e di contrattare le libertà democratiche.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:130%;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;I dirigenti della Sinistra arcobaleno, oggi esclusi dal parlamento, non sono stati capaci di rappresentare quei valori per cui i partigiani hanno lottato. Hanno sostenuto il governo Prodi che ha tradito le speranze di milioni di elettori di sinistra, hanno avallato misure antipopolari che hanno duramente colpito i lavoratori, i giovani e le donne. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;Oggi, usciti sconfitti dalle urne, danno un brutto spettacolo accusandosi reciprocamente del loro crollo elettorale, senza essere capaci di chiamare alla riscossa il popolo della sinistra.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:130%;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;Non è l'Italia che volevano i partigiani.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;Questo paese, dove i lavoratori si stanno impoverendo e non hanno diritto ad un salario dignitoso, dove i giovani precari non hanno futuro, dove serpeggia il razzismo e le donne sono colpite nella loro libertà, non è il paese per cui hanno combattuto quelle donne e quegli uomini di cui oggi celebriamo la memoria.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=";font-family:Arial;font-size:130%;"  &gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;Oggi non basta ricordare la Resistenza, bisogna renderla attuale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;Per questo &lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;è&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt; indispensabile ricostruire la sinistra nel nostro paese, una sinistra coerente che non tradisce il proprio popolo. Una sinistra di classe, un partito comunista, lo si costruisce a partire dalla definizione programmatica e non dalla rivendicazione identitaria del partito. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;Una sinistra che non tradisce riparte da un progetto comunista e rivoluzionario, dal Partito Comunista di Lavoratori.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1069661766023927394-4575482491133980650?l=pclolbia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pclolbia.blogspot.com/feeds/4575482491133980650/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1069661766023927394&amp;postID=4575482491133980650&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/4575482491133980650'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/4575482491133980650'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pclolbia.blogspot.com/2008/04/25-aprile.html' title='25 APRILE'/><author><name>Partito Comunista dei lavoratori - Olbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16273253567484521882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394.post-5237082706341344847</id><published>2008-04-23T08:18:00.000-07:00</published><updated>2008-04-23T08:20:37.814-07:00</updated><title type='text'>Documento della Direzione Nazionale del Pcl sul voto del 13/14 aprile.</title><content type='html'>&lt;h1 style="text-align: justify;" class="titolo_pagina"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Il voto del 13/14 aprile: la vittoria del centrodestra, &lt;br /&gt;la sconfitta strategica del PD, il disastro dell’Arcobaleno.&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="data_notizia"&gt;(23 aprile 2008)&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;I risultati elettorali delle elezioni politiche 2008 hanno ristrutturato profondamente il quadro politico italiano. I tre dati più evidenti sono il successo dell’alleanza Berlusconiana, la sconfitta strategica del Partito Democratico e il drammatico tracollo della “sinistra arcobaleno”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) Il successo del centrodestra è evidente, come è chiaro il trionfo personale di Berlusconi. Qualche mese fa era esploso il fragile equilibro della Casa delle Libertà: “siamo alle comiche finali”, la battuta di Fini sembrava un epitaffio su ogni suo possibile sviluppo politico.&lt;br /&gt;Ma proprio quando Veltroni con la nascita del PD imponeva un cambio di strategia alle “spallate” parlamentari, il governo Prodi è caduto per una “buccia di banana”, in una situazione di logoramento strutturale. Non è caduto per l’azione delle forze sociali (siano esse del capitale o del lavoro), ma per varie e convergenti operazioni di ricollocazione politica (Mastella, Bordon e Manzione, Dini, ecc), che porta proprio questi soggetti alla scomparsa o alla marginalità politica.&lt;br /&gt;Il dato fondamentale, dialettico e non matematico, è che vince Berlusconi. Torna al governo in un quadro di forte consolidamento del centrodestra. Risultato non matematico perché effettivamente il PDL perde più di centomila voti in dati assoluti, esito di un piccolo tracollo al Nord (soprattutto in direzione della Lega) e di una significativa avanzata nel meridione.&lt;br /&gt;Le ragioni del trionfo del centrodestra sono chiare: la disaffezione della grande maggioranza del popolo italiano (si potrebbe dire di tutte le classi sociali ad eccezione della grande borghesia) per il governo Prodi e la sua politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo risultato è evidente la forte avanzata della Lega Nord. Un successo che ha riempito in questi giorni commenti e analisi del voto. Ma un successo che è caratterizzabile soprattutto dal recupero del consenso che la Lega otteneva a metà degli anni ’90. Un risultato cioè simile al voto del 1996 per percentuali complessive e pervasività territoriale (anzi, a rigor del vero, inferiore a quello).&lt;br /&gt;Non si intende con questa considerazione minimizzare questo risultato. Nel 2001 al Lega conosceva un tracollo per molti versi simile (nei numeri) a quello di oggi della “sinistra alternativa” (3,9% alla Camera, mancando il quorum); ma nel quadro della vittoria della Casa della Libertà e dei collegi uninominali, i suoi effetti politici furono ridotti. Oggi recupera quella sconfitta non dall’opposizione, ma in un’alleanza che conquista il governo. Certamente prende anche un voto operaio e popolare, ma questo dato deve essere letto con cautela e senza l’enfasi che leggiamo in questi giorni. Nel 1996 (e nelle amministrative anche in anni precedenti) la Lega era risultata anche più pervasiva di oggi in questi settori sociali, conquistando il voto degli operai cattolici (bergamasca) e dal bacino elettorale in dissoluzione del PCI (periferie milanesi nel 1993 con Formentini). Il dato più significativo di questo recupero non è la sua profondità nei territori “pedemontani” di classico radicamento della Lega (come già detto, anche inferiori ad allora) ma la sua estensione in aree nuove (Sesto San Giovanni, l’Emilia ed anche, seppur in minor misura, la Toscana). Un risultato frutto di un’egemonia politica e culturale più che di una struttura organizzata e radicata nel territorio. Per capirci, non riteniamo di trovarci di fronte ad una versione italiana del “peronismo”: non c’è nel Nord Italia un’egemonia organizzata di massa tra i lavoratori da parte della Lega, nei numeri (non hanno il consenso della maggioranza assoluta della classe operaia “centrale”) e nella capacità di controllo sociale nei quartieri o nelle fabbriche (simile, ad esempio, a quella sviluppata dal PCI nel dopoguerra con il suo radicamento capillare).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2) Il risultato elettorale ha evidenziato un calo di voti per le forze che componevano la vecchia Unione di circa 2milioni e mezzo di voti, pari a circa il 7-8% dei voti totali. Tale percentuale corrisponde quasi esattamente a quanto perso dalla forze della Sinistra Arcobaleno nel loro disastro, anche se il problema dei flussi è più contraddittorio di come appare ad una prima lettura.&lt;br /&gt;Il “recupero” veltroniano (“siamo ad una incollatura”) si è rivelato una bufala. Il Partito Democratico centra due importanti risultati strategici: conquista una semplificazione e bipartizione del sistema politico, elimina dal quadro istituzionale la sinistra (vecchia strategia perseguita dal PdS nei primi anni ’90). Ma subisce una pesante sconfitta politica sul terreno principale della sua nascita, lo “sfondamento” al centro con la conquista di voti moderati dal bacino elettorale del centrodestra.&lt;br /&gt;Il risultato del PD, con un’avanzata di circa 180mila voti, è la sintesi matematica della conquista di un voto “utile” di un milione o forse più di elettori alla sua sinistra e la perdita di un numero quasi identico di elettori, verso l’UDC, la Lega al nord e, al sud, il centrodestra. E si ritrova oggi con un distacco del 9% nei confronti dell’alleanza berlusconiana. Un dato apparentemente incolmabile, che rischia di consolidare una collocazione all’opposizione non soltanto per i prossimi 5 anni, ma per un intera fase storica-politica. E da cui, ad oggi, è difficile vedere l’uscita nel quadro dell’asse della proposta veltroniana: o si prosegue e approfondisce una strategia di alleanza verso il centro politico (UdC), che ribalta l’enfasi sul partito unico dei progressisti; o si riavvia un percorso “ulivista” di ricostruzione di un’alleanza a sinistra. In questo quadro c’è inoltre da segnalare il successo dell’Italia dei valori, che conquista probabilmente consensi sia nell’area moderata (professionisti ed ex “girotondini”), sia nell’elettorato popolare (probabilmente anche una certa quota di voto di “sinistra”).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3) La “sinistra arcobaleno” termina il suo breve percorso politico perdendo oltre 2/3 del suo elettorato consolidato (PRC, PdCI e Verdi) e ¾, se non molto di più, di quello “potenziale” (Sd e attrattività del nuovo soggetto). Le basi di questo tracollo stanno, al di là di ogni dotta disquisizione sui processi storici in corso e sull’incapacità “antropologica” della sinistra a comprendere i nuovi assetti sociali, nella vergognosa politica di tradimento degli interessi della classe operaia, degli altri settori di massa e delle istanze dei movimenti (a partire da quello contro la guerra). La ragione fondante della perdita di consensi, cioè, sta nei fischi di Mirafiori e nell’accordo dello scorso autunno su welfare e pensioni. Le ragioni del tracollo stanno nella delusione rispetto a quella aspettativa, creata ed incentivata da Bertinotti e soci, di poter “contaminare” l’azione del governo con le istanze sociali della passata stagione dei movimenti (2001/2003), di veder aumentati salari e pensioni, di veder rafforzati i servizi pubblici. E’ il risultato diretto di un “cuneo fiscale” finito interamente al padronato, dei tagli di docenti e classi nelle scuole, della ripresa delle privatizzazioni, delle finanziarie da 35 miliardi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ nostra impressione che in generale non ci sia solo un travaso diretto tra le forze della “sinistra arcobaleno” ed il PDL o la Lega, ma (e forse soprattutto, ma su questo è necessaria un’analisi più approfondita dei flussi elettorali) una dinamica più articolata e complessa del voto: elettori DS e Margherita che si sono spostati sia sull’UDC sia su Lega e PDL, a loro volta compensati da “elettori” della Sinistra Arcobaleno che, nell’urna, hanno scelto questa volta il PD (con uno stesso risultato apparentemente “statico” del UDC che vede un voto in “entrata” dalla Margherita ed uno in “uscita” verso il centrodestra).&lt;br /&gt;E lo stesso “voto utile” al Pd (prima ricordato) è stato per una parte rilevante non uno spostamento di consenso, ma la soluzione a negativo della disaffezione verso il tradimento del PRC ( “se tanto Bertinotti e soci non valgano niente come comunisti e difensori dei lavoratori, tanto vale turarsi il naso e votare per chi potrebbe battere Berlusconi”).&lt;br /&gt;Il terzo grande terreno di perdita per le forze della SA è rappresentato dall’astensione, aumentata di un milione di persone, schifati della sua politica e non sufficientemente coscienti o incentivati per spostare a sinistra il proprio voto (PCL o Sinistra Critica).&lt;br /&gt;Infine il quarto terreno di perdita dell’arcobaleno, ed in specifico del PRC e del PdCI, è quello che riguarda il voto per l’estrema sinistra. Non a caso ignorato da tutti i commentatori borghesi e giornalisti vari, riguarda quasi 400.000 voti.&lt;br /&gt;Come visto, dunque, il tracollo miserevole dell’arcobaleno è andato in tre direzioni: in primo luogo il “voto utile” (35-40% del voto del 2006) poi verso l’astensionismo (circa il 25% per cento probabilmente) e infine verso noi e SC (circa il 10-12%).&lt;br /&gt;Il tracollo è stato tanto più repentino e drammatico in quanto più falsa a positiva era l’immagine precedente. &lt;br /&gt;L’”onesto, coerente e intransigente Bertinotti” è apparso alla maggioranza del suo elettorato per quello che è: “coerente e intransigente” solo nel cercare, a qualsiasi prezzo, ruoli istituzionali e inviti nei salotti mondani e aristocratici. Il “re è apparso nudo” e con lui tutto la schiera dei principi e nobili. Per questa la caduta è stata così drammatica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Possibili prospettive del governo Berlusconi: una stabilità segnata da diverse contraddizioni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I blocchi elettorali che emergono del voto del 13/14 aprile, come d’altra parte quelli sociali che sottostanno a questi risultati, appaiono meno sconvolti del quadro politico sopra indicato. I risultati elettorali degli ultimi quindici anni sembrano cioè essere più l’effetto delle scomposizione e ricomposizione dell’offerta politica e delle alleanze che uno spostamento dei consensi reali nel paese. Nel 1994 Berlusconi vince grazie ad un alleanza variabile con Lega e An e la divisione tra PPI e Progressisti (anche lì, con pochissimo scarto al Senato, sotto i 160 all’inizio della legislatura); Prodi vince nel 1996 grazie all’Ulivo e la divisione della Lega nel centrodestra; Berlusconi vince nel 2001 ricomponendo la Casa della libertà e con il Prc fuori dall’Ulivo; Prodi rivince nel 2006 di un soffio alla Camera (25.000 voti), ed avrebbe perso al Senato, dove ha alcune centinaia di voti meno del centro destra, se il premio di maggioranza fosse stato su base nazionale o se nei collegi esteri il centrodestra non fosse andato diviso su più liste .&lt;br /&gt;In questo quadro la fedeltà di voto in alcuni settori sociali è estremamente alta (professionisti e piccoli imprenditori al centrodestra; pubblico impiego e grandi imprenditori al centrosinistra). Il voto più mobile, meno fedele e strutturato, appare essere quello dei ceti operai, dei lavoratori dipendenti privati e dei settori popolari (precari, disoccupati, semiproletariato).&lt;br /&gt;Nonostante questa stabilità sostanziale del blocco sociale di riferimento del PDL e della Lega (liberi professionisti, capitale “nazionale”, piccola impresa, ceti popolari ed operai; con una guida personalistica di Berlusconi e l’attenzione territoriale della Lega), con le differenze e le contraddizioni già emerse nel passato, questo governo non si presente come debole o posticcio.&lt;br /&gt;Da una parte il quadro istituzionale è dato, senza ambiguità o instabilità latenti (maggioranza solida alla Camera ed al Senato). Non si profila alcuna alternativa possibile in parlamento. An e Forza Italia sono concentrate nella costruzione del PDL. La Lega è interessata a consolidare il rapporto con la borghesia del Nord Italia, mostrandosi responsabile. Ed il PD è per ora “imballato”, come notato prima, da una crisi di strategia: il voto di “sinistra” è probabilmente in prestito e comunque non consolidato, la distanza dal PDL evidente. Saltata la separazione consensuale tra Veltroni e Bertinotti, il PD si carica oggi di un rapporto con la Cgil e con un pezzo di elettorato che per loro è difficile mediare con le esigenze di recupero del voto moderato. Quindi allo stato attuale delle cose, tendenzialmente, è un governo che ha un alta probabilità di durare l’intera legislatura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Rimangono, evidenti, alcune contraddizioni del blocco sociale di riferimento che possono tendersi ed anche precipitare in un conflitto aperto, particolarmente sulla politica economica del governo.&lt;br /&gt;Berlusconi ha interesse, viste anche le precedenti esperienze (autunno 1994, art 18 nel 2002/2003), a non aprire nei prossimi mesi un stagione di aperto conflitto di classe nel paese. Ma le pressioni dei Confindustria e del padronato sono già esplicite in questo senso, enfatizzando la scomparsa della sinistra dal parlamento e puntando ad una sua marginalizzazione sociale (Cgil), come la richiesta di avanzare rapidamente sullo straordinario (flessibilità orari e turni) e sulla controriforma del contratto nazionale di categoria. E nel sindacato confederale inizia ad emergere un certo scompaginamento, che potrebbe alludere ad un ritorno alla stagione dei contratti e dei patti separati.&lt;br /&gt;Ed esiste, evidente, un problema di merito nell’applicazione del programma berlusconiano. In campagna elettorale sono state elargite impegnative promesse ai diversi soggetti del suo blocco sociale: interventi infrastrutturali, detassazione (Ires, ICI, straordinari), interventi diretti di sostegno al reddito (aumento salari e pensioni), federalismo fiscale. Ha la necessità di recuperare rapidamente risorse. Non a caso Tremonti inizia il suo mandato di ministro dell’economia “in pectore” attaccando il neoliberismo di Draghi, richiedendo politiche neokeynesiane (!!!!) e proponendo l’apertura di un debito pubblico europeo (cioè, il campione dell’antieuropeismo che propone di aprire un vero e proprio bilancio pubblico dell’UE per attivare politiche anticicliche). Ma il margine più concreto e veloce è quello della tosatura dei servizi pubblici (scuola, sanità) e soprattutto del pubblico impiego. Cioè quello di avviare un offensiva contro il lavoro sia sul versante dei contratti e dell’organizzazione del lavoro, sia sul versante della riduzione dei servizi pubblici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma quale rapporto avranno i settori più significativi della classe con questo governo? Ad oggi il morale appare depresso. L’effetto immediato è di una scoramento e di uno sbandamento che si innesta sul logoramento e la sfiducia che hanno attraversato gli ultimi due anni. Ma se la stato è questo, quale dinamica si può sviluppare nei prossimi mesi?&lt;br /&gt;Se una reazione di massa, o dei settori di classe più centrali e organizzati, non è scontata né preventivabile, le contraddizioni e le occasioni di conflitto non mancheranno. Anche l’operaio che ha votato Lega e che crede nel federalismo fiscale, se questo non darà risultati o se ci sarà un attacco pesante sul contratto, non è detto che non sciopererà contro questo governo, come già fece nel ‘94 sulle pensioni o nel 2002 su articolo 18. E le dinamiche di conflitto possono trovare inaspettate occasioni di radicalizzazione, in un quadro in cui gli strumenti e le strutture di moderazione delle lotte sono oggi molto più deboli che nel passato: nel 2001/03, ad esempio, la Cgil di Cofferati ed il PRC di Bertinotti hanno limitato le asprezze dello scontro (lo sciopero degli autoferrotranvieri, ecc) e ricondotto nell’Unione quella stagione. La pace sociale, quindi, non è garantita dalla scomparsa della rappresentanza parlamentare della sinistra (come non è automatica e garantita una reazione significativa nelle fabbriche e nei posti di lavoro alle prossime controriforme di Berlusconi).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su questa situazione inoltre si innesta l’andamento ed il ritmo della crisi economica e dei disequilibri che si propagano dalla recessione Usa, dalla crisi dei mercati finanziari, dalla tensione tra le aree valutarie, dall’aumento dei prezzi delle materie prime. Andamento e ritmi che potranno tendere, distendere o rompere le linee di frattura nel blocco sociale del centrodestra.&lt;br /&gt;Una possibile, se non probabile, strategia di uscita da questa contraddizione potrebbe essere quella di uno “zapaterismo di destra”. Non riuscendo cioè a costruire consenso sul terreno dei provvedimenti economici, potrebbe enfatizzare e radicalizzare provvedimenti su altri terreni “identitari” e simbolici: per Zapatero, a sinistra, i diritti civili, la legittimità della militanza repubblicana nella guerra spagnola e la battaglia contro la chiesa cattolica; per Berlusconi, a destra, questa strategia potrebbe portare ad un iniziativa pressante sul terreno della sicurezza, della repressione, dei migranti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’estrema sinistra: il modesto, ma non negativo risultato del PCL e quello, minore, di Sinistra Critica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo quadro va analizzato il voto per il nostro partito e in rapporto ad esso, per evidenti ragioni, quello per Sinistra Critica. La contrapposizione nell’estrema sinistra tra un progetto comunista rivoluzionario e quello, oscillante, di un soggetto politico “movimentista” che si proponeva di ricostruire un soggetto unitario delle lotte sociali e dei movimenti del nostro paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un contesto di implosione e tracollo dei punti di riferimento della sinistra e del movimento operaio del nostro paese, noi e SC intercettiamo soltanto una quota limitata dei consensi popolari e dei lavoratori italiani.&lt;br /&gt;I processi di disaffezione, rifiuto e passivizzazione (astensionismo), il ripiegamento comunitario verso conflitti “orizzontali” con migranti od altri settori di classe (voto a Lega o PDL), il richiamo del tentativo di impedire a Berlusconi di governare (voto al PD o all’IDV) hanno sicuramente inciso più profondamente nelle scelte e nelle appartenenze, scavando nelle coscienze di larghi settori di classe nei lunghi mesi del governo Prodi o potendo contare su un sostegno mediatico ed una forza politica del PD molto maggiore della nostra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma una sinistra di classe è risultata comunque presente. Non era un dato scontato, considerando che in altri stagioni di lotte e movimento le organizzazioni dell’estrema sinistra avevano ottenuto risultati simili a quelli di oggi (il manifesto nel 1972, Dp nel 1979). Un risultato quindi modesto, perché incapace di incidere in maniera consistente nella classe, ma non negativo, in quanto segnala una possibilità politica e l’inizio di un percorso di costruzione di una sinistra di classe nel nostro paese. Il punto è quale percorso e quale sinistra di classe. Il PCL conquista circa 208.000 voti (pari allo 0.57%), Sinistra Critica circa 167.000 (0.46%).&lt;br /&gt;Un voto che per il PCL è particolarmente concentrato in realtà operaie, con un insediamento storico del movimento operaio e in particolare comunista. L’ 1% a Livorno, Mantova, Pavia, Lodi, Vibo Valentia e percentuali comparabili, anche se leggermente inferiori (0.8/0.9%) a Genova, in Emilia, Marche, Toscana, Umbria, come il voto nella cintura di Milano, Torino, Brescia e Roma (Aprilia e Pomezia), evidenziano particolarmente questo dato. In questo naturalmente ha un ruolo la nostra presenza e il nostro intervento, ma ciò non è né l’unico, e neanche il principale fattore di consenso, che ricade sulla proposta di un “partito” “comunista” e “dei lavoratori”.&lt;br /&gt;Differentemente il voto di SC appare più concentrato nelle grandi città (Milano e Roma), si affianca o supera le nostra percentuali in realtà come Bari, Palermo, Brescia, Trieste, Vicenza, Verona e Padova. Un voto che appare consolidarsi in particolare nei settori giovanili e nel precariato. Ovviamente non sempre sono così lineari i risultati e le tendenze che emergono: Sc ha percentuali superiori alla sua media nazionale anche in Toscana (0.6), in Umbria (0.6), in Liguria (0.6) o a Torino (0.65). Ma in quei territori più netta è anche la differenza con il risultato del PCL, che raggiunge o sfiora l’un per cento.&lt;br /&gt;Un voto ottenuto con un ostracismo ed una censura attiva delle nostre posizioni da parte dell’ “intellighenzia”, degli intellettuali e dei media di “sinistra”, dal manifesto a radiopopolare. Ed una presenza significativamente minore di Sinistra critica in televisione: nelle prime settimane questa ha avuto uno spazio 7 volte il nostro sui Tg, oltre che la presenza in trasmissioni di approfondimento come Annozero, Ottoemezzo, ecc.&lt;br /&gt;Altro dato significativo che sembra emergere è la non sommabilità diretta dei due elettorati: nelle elezioni amministrative in cui erano presenti solo le nostre liste, o altre liste comuniste (Sinistra critica si è presentata solo alle Comunali di Roma), i risultati hanno evidenziato solo una convergenza parziale e limitata dei voti all’estrema sinistra.&lt;br /&gt;Questa breve analisi rimanda al carattere della proposta politica del PCL e alle differenze con quello di Sinistra Critica. Il PCL, un percorso di ricostruzione di un progetto comunista e rivoluzionario, riesce ad incidere più significativamente nei territori con un insediamento “operaio e comunista” storico, con una coscienza di classe ed un identità politica più netta. Sinistra critica, con una presenza mediatica molto maggiore della nostra e con una candidatura simbolica di una “giovane”, donna e precaria riesce ad incidere maggiormente su settori di “movimento” giovanile, antagonista e di precariato sociale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La “ricomposizione” della sinistra &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Sinistra Arcobaleno non c’è più. E più in generale, tutta la sinistra “governativa” entra in una profonda e strutturale fase di crisi, avviando ampi processi di scomposizione e ricomposizione delle diverse organizzazioni e, più significativamente, di migliaia e migliaia di iscritti, militanti ed attivisti in tutto il paese.&lt;br /&gt;E’ possibile avanzare alcune prime osservazioni sullo sfondo delle prime valutazioni elettorali, dell’apertura della discussione negli organismi dirigenti dei diversi soggetti dell’ex-arcobaleno, delle prime reazioni nel vasto arcipelago di associazioni e circoli locali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le dimensioni e la profondità di una sconfitta inattesa nella sua estensione e nelle sue conseguenze (perdita della rappresentanza parlamentare), stanno sollevando un velo sulle rivalità dei suoi gruppi dirigenti. Alle spalle della “maggioranza bertinottiana” del PRC, come dietro a quella di Diliberto nel PdCI, da tempo erano evidenti linee di frattura personali e generazionali, lo scontro di “cordate” e di gruppi in cui spesso le associazioni e le dissociazioni erano lontane da ogni e qualsiasi ragione politica, ma motivate solo o principalmente dal miglior posizionamento nel proprio partito. Lungi dal nascere solo nell’esperienza di questi due anni di governo, la degenerazione della “piccola burocrazia” delle auto blu, dei posti in segreteria od in parlamento (e le relative conflittualità e miserie) ha segnato un lungo percorso nei partiti della sinistra governativa, dai Verdi al PdCI a Rifondazione, a partire dalla corsa ai posti di governo e sottogoverno nelle amministrazioni locali. La sconfitta leva un velo anche su questi aspetti, ed ancor più quello che appare sembrano solo macerie e rovine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma non crediamo per questo che la sinistra sociale e politica sia semplicemente scomparsa. Neanche quella “governativa”. Dal voto delle amministrative alla permanenza di organizzazioni con migliaia di iscritti, dalla vitalità di una rete di circoli e comitati locali, la sinistra politica esiste e non scompare di un colpo dal paese. Non siamo di fronte ad un “americanizzazione” del quadro politico, cioè ad una totale emarginazione di una rappresentanza politica che, in un modo o nell’altro, fa riferimento ai lavoratori ed alle classi sfruttate della nostra società. Come non siamo di fronte ad una limitazione della rappresentanza politica ad un nucleo ristretto della società (50% di votanti), che lascia nel quadro statunitense ampie fasce sociali senza voce e difesa (40 milioni di persone senza copertura sanitaria, i “ghetti” neri, ecc). Che questo possa essere uno sbocco dell’attuale situazione è possibile, ma in ogni modo non è questa la situazione attuale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo quadro, la discussione nella sinistra politica non è dominata unicamente dalla rivalità nei suoi gruppi dirigenti. Nell’area della SA sembrano emergere su questo sfondo tre diverse ipotesi politiche, in cui già dal prossimo autunno è possibile che emerga una nuova articolazione della sinistra italiana. Il dibattito in corso si sta cioè concentrando su tre diversi assi, che potranno trovare nei prossimi mesi diversi equilibri e diverse composizioni.&lt;br /&gt;a) Il primo asse è quello del progetto “bertinottiano”, che vede nel risultato elettorale un elemento di radicalizzazione e approfondimento, anche se le torsioni del dibattito in Rifondazione possono far emergere un passo indietro tattico e/o retorico . Da una parte viene avanzata un’analisi che vede al centro della sconfitta la reticenza nella costruzione di una “nuova sinistra”, l’incapacità di entrare in sintonia e radicarsi nella società contemporanea, la necessità di riuscire ad articolare con più efficacia il tema della governabilità e della gestione del potere. E’ un asse che ricostruisce la sinistra intorno ad un nucleo socialista “di sinistra”, anche movimentista e radicale su singole vertenze, ma proiettato a ricostruire un’alleanza di governo con forze progressiste e liberali. Non a caso, crediamo, sono emerse in questi giorni sondaggi e disponibilità ad una convergenza con parte della galassia socialista, travolta a sua volta dal risultato del PS. Il “bertinottismo”, come la nottola di Minerva, rivela pienamente nel tramonto del PRC il suo nocciolo politico riformista, tesa a ricollocare definitivamente Rifondazione nel panorama socialista.&lt;br /&gt;b) Il secondo asse è quello del gruppo dirigente “demoproletario” del PRC, che trova anch’esso dopo il voto una radicalizzazione dei dubbi e delle critiche avanzate nel corso della costituzione della Sinistra Arcobaleno. La proposta che avanzano parte dalla necessità di mantenere il quadro politico ed organizzativo del PRC, ma di articolare la politica di opposizione ed un radicamento sociale della sinistra in una Confederazione di partiti, circoli e associazioni della sinistra. Se analizziamo questa proposta, vediamo attualizzare analisi e riflessioni alla base della linea del “Movimento Politico per l’Alternativa su un asse comunista”, che rappresentarono la disastrosa sintesi teorica e politica su cui tramontò DP nel 1991 (già allora divisa tra coloro che puntavano più sui movimenti e coloro che erano più attenti ad un percorso “costituente” comunista). Non solo, quindi, a proporre questa prospettiva c’è un gruppo dirigente (i Ferrero, i Mantovani, i Russo Spena) pienamente coinvolto nella gestione del Prc e nel governo. Non solo sono stati organicamente con Bertinotti dal 1995 in poi, condividendone oggi passaggio politico e la scelta del governo. Non solo ne sono stati spesso i principali protagonisti, nelle segreterie nazionali e locali come nel governo, nel controllo del partito come nell’elaborazione di un’iniziativa tesa a superare Rifondazione comunista (dalla nonviolenza sul piano teorico alle tute bianche su quello organizzativo). Ma nel merito la stessa linea che propongono oggi sembra ripercorrere, senza alcuna riflessione critica, quella parabola contraddittoria che ha comportato in un altro periodo di crollo e rinascita della sinistra del nostro paese (1989/1992), il sostanziale “stallo” della propria azione politica, chiusa tra un’ottica movimentista ed una identitaria. D’altronde, la stessa composizione della neo-maggioranza del PRC, da Ferrero a Grassi, rende evidente il carattere e le contraddizioni di questa proposta.&lt;br /&gt;c) Il terzo asse è quello della costituente dei comunisti, lanciato da un appello firmato da delegati di fabbrica e docenti universitari circolato nei giorni immediatamente successivi al voto (comunistiuniti), condiviso dal Pdci e guardato con attenzione da diverse sensibilità del Prc (Ernesto). E’ avanzata esplicitamente l’ipotesi di avviare un percorso di convergenza intorno al simbolo della falcemartello ed ad un identità “comunista” (in realtà neotogliattiana). Ma al di là delle scelte e delle responsabilità passate dei protagonisti di questa proposta (dal governo Prodi di questi due anni a quello D’Alema con i bombardamenti su Belgrado), il punto è un unità per fare cosa qui e ora. Una volta uniti, ed uniti su un terreno di opposizione, si intende stare nelle giunte comunali, provinciali e regionali con il PD? Si intende continuare a gestire le privatizzazioni delle municipalizzate ed il taglio dei servizi pubblici?&lt;br /&gt;Un’unità a partire da un simbolo e da un’identità indistinta, senza basi programmatiche e senza una chiara collocazione politica, rischia di riprodurre il percorso della prima Rifondazione, comprensivo dei suoi esiti disastrosi: unirsi oggi per dividersi domani, sul rapporto con il PD, sulle alleanze contro la destra, sulla compatibilità con le politiche imperialiste italiane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questi tre progetti, qui sommariamente esposti, non sembrano riuscire a “tenersi” in un unico percorso politico, senza il collante della rappresentanza parlamentare ed uno sbocco condiviso. Il destino sembrerebbe inevitabilmente quello della separazione, almeno sino alle prossime elezioni europee in cui contarsi e verificare la percorribilità dei diversi percorsi. Ma è difficile prevedere con che modalità e dinamiche avverrà il confronto e lo scontro dentro PRC e PdCI, nel variegato circuito di associazioni,collettivi e centri sociali. Diverse potranno essere gli specifici bilanciamenti e accordi interni, con scomposizioni tra gruppi e correnti anche in soli due soggetti, od in molti di più.&lt;br /&gt;In questo quadro è anche indeterminato il destino di Sinistra critica. Il progetto di costruire un soggetto politico dei movimenti ha trovato una battuta d’arresto sia nella composizione delle liste (escludendo singoli casi, di rilevanza locale o territoriale, il corpo dei candidati era tutto riferibile all’area di Sc in Rifondazione), sia nello stesso risultato elettorale. Anche in realtà di storico radicamento dell’area (Roma e Torino) il voto appare modesto, inferiore o di poco superiore a quello del PCL. E oggi appare più complicato di ieri rilanciare l’ipotesi della costituente anticapitalista, di fronte alla possibile esplosione di Rifondazione e alla strutturazione di molteplici percorsi politici. Possibile, in questo quadro, potrebbe essere un loro tentativo di raccordarsi ad un soggetto “piccola Rifondazione/DP”, se questa si concretizzasse dentro Rifondazione (congresso con maggioranza Ferrero) o tanto più fuori di essa (spaccatura del PRC).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per una sinistra che non tradisce: una nuova fase di raggruppamento nel PCL&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La risposta del PCL ai tre assi di polarizzazione della sinistra non può essere quella di concorrere al consolidamento di uno o l’altro di essi. Non solo perché squalificati sono i gruppi dirigenti che le propongono. Ma proprio perché il progetto che pongono in campo, a partire da quello della costituente dei comunisti, oscurano gli elementi programmatici per noi necessari alla ricostruire una sinistra di classe marxista rivoluzionaria nel nostro paese, le ragioni fondanti sulle quali siamo nati.&lt;br /&gt;La ricostruzione di un partito comunista, in una fase di raggruppamento delle forze al di là dei percorsi politici e teorici passati, non può avvenire che sul terreno della prospettiva futura, dell’indicazione di un progetto e degli elementi fondanti la propria azione politica: la collocazione rispetto al centrosinistra, gli obbiettivi progettuali costituenti. Un partito comunista, cioè, lo si costruisce a partire dalla definizione programmatica e non dalla rivendicazione identitaria del partito. La “falcemartello” non è un simbolo astratto od un’appartenenza storica. E’ la rappresentazione di un programma che si propone la costruzione di un modo di produzione socialista. attraverso una rivoluzione consiliare, con un partito comunista rappresentante dell’indipendenza della classe operaia (che non costruisce quindi, oggi e domani, sul piano nazionale o locale, alleanze di governo con forze liberali o borghesi per quanto progressiste queste siano).&lt;br /&gt;Come non è credibile ipotizzare confluenze tra noi e Sinistra critica, in un unificazione della estrema sinistra che sarebbe caratterizzata dalla confusione dei progetti e dei percorsi politici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel contempo, davanti a questo situazione, è necessario intervenire attivamente nella fase di scomposizione in corso, avanzare cioè una proposta di ricostruzione di un soggetto comunista e di ricomposizione di una sinistra di classe nel nostro paese.&lt;br /&gt;E’ necessario cioè ripresentare il progetto politico su cui ci siamo costituiti, come risposta attuale allo sbandamento ed alla rassegnazione. Ripresentare quindi il raggruppamento nel PCL dei comunisti che vogliono ricostruire un partito dei lavoratori, antistalinista e rivoluzionario. Una fase di raggruppamento caratterizzata dalla stessa apertura e confronto dialettico, a partire dai quattro punti, che hanno caratterizzato la fase costitutiva del Movimento per il PCL. Riaprire cioè una fase di adesione e costruzione del PCL, sulla base degli elementi essenziali del nostro progetto politico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una fase che parte dai risultati ottenuti nelle scorse settimane. Se infatti il risultato elettorale del PCL è stato modesto, ma non negativo, la campagna di raccolta firme e quella elettorale sono state estremamente positive per il Partito Comunista dei Lavoratori.&lt;br /&gt;Dato assolutamente non scontato, ed anzi rilevante considerando le forze del PCL e le poche settimane a disposizione, sono state raccolte le firme necessarie (circa 2.000 per il Senato e circa 2200 per la Camera) in molte circoscrizioni: Piemonte Senato, Piemonte 1 Camera, Lombardia Senato, Lombardia 1 Camera, Liguria Senato e Camera, Emilia Senato e Camera, Marche Senato e Camera, Toscana Senato e Camera, Abruzzo Senato e Camera, Lazio Senato, Campania Senato, Basilicata Senato e Camera, Sicilia Senato, Sicilia 2 Camera.&lt;br /&gt;E soprattutto l’intera organizzazione, per la prima volta, si è proiettata in una campagna “di massa”, superando le timidezze e le difficoltà generate da un lungo percorso, per molti compagni e compagne, di “opposizione” interna in Rifondazione e nei suoi gruppi dirigenti. Una campagna costruita davanti le fabbriche, nei mercati, nelle strade e nelle piazze a contattare sostenitori, a presentare il nostro programma e la nostra proposta politica.&lt;br /&gt;Una campagna intensa e concentrata in poche settimane che, oltre il dato positivo della presentazione delle liste, ha permesso di costruire una vasta area di sostenitori attivi e di militanza intorno al partito (compagni e compagne che non solo hanno dichiarato di votare per noi, ma hanno distribuito il nostro materiale elettorale, hanno partecipato e spesso costruito con noi volantinaggi ed iniziative pubbliche).&lt;br /&gt;Una compagna che già ad oggi ha rafforzato l’organizzazione ed aumentato significativamente le adesioni al partito. Una crescita ed un consolidamento dell’organizzazione che è ancora in corso in questi giorni e che non si è arrestata con il 13 e 14 aprile ed il nostro risultato elettorale. Anzi, la stessa fase di scomposizione ed implosione della “sinistra governativa” sta portando molti compagne e compagni a guardare con interesse al nostro progetto politico.&lt;br /&gt;Questi intensi mesi di iniziativa di massa, la nuova significativa fase di adesione al partito, la stessa scomposizione del quadro politico della sinistra ci impongono di riaprire un periodo di costruzione del partito intorno alla nostra base programmatica. Se con il congresso di gennaio abbiamo chiuso la fase del Movimento costitutivo e fondato il partito, individuiamo oggi come elemento centrale dell’iniziativa del PCL la riapertura di una fase di raggruppamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Contro il governo berlusconi, per un opposizione di classe. Alcune linee di azione &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma, come detto prima, è necessario anche avanzare un percorso ricompositivo della sinistra di classe nel nostro paese. Non sul terreno della costituzione di un unico soggetto politico (sia esso a base comunista identitaria o a base “movimentista”, di rappresentanza delle lotte sociali più significative). Ma sul terreno concreto delle lotte e dell’opposizione al governo Berlusconi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se è per noi importante intervenire nel dibattito politico della sinistra ripresentando il PCL e le sue ragioni fondanti reazione ed azione di classe non garantita, non possiamo nel contempo scordare che ai primi di maggio si costituirà il nuovo governo Berlusconi e, da subito, inizierà la sua attività controriformatrice e reazionaria.&lt;br /&gt;Nel quadro del disastro della Sinistra Arcobaleno e dello scompagimento dei sindacati confederali, è probabile che nei prossimi mesi registreremo una latitanza dell’opposizione sociale e politica, in cui solo i Sindacati di base sembrano offrire un segnale di vita ed un indicazione di lotta (ipotesi di un’assemblea di metà maggio a Milano su una piattaforma unitaria).&lt;br /&gt;E’ quindi necessario avviare una campagna politica di denuncia e contrapposizione a Berlusconi ed alla Lega, indicare sin dai primi tempi dopo la costituzione del governo una piattaforma e alcune parole d’ordine molto semplici con cui riavviare una mobilitazione di classe nel nostro paese. E’ necessario cioè articolare e modulare, sulla base dell’attuale fase sociale e politica, una vertenza generale di massa in grado di indicare una possibile strada di ricomposizione e di lotta comune ai diversi settori di classe, ora disorganizzati e fra loro scollegati (classe operaia centrale, dipendenti pubblici, precari, disoccupati, ecc).&lt;br /&gt;In questo quadro si pone l’esigenza di proporre un’unità d’azione delle opposizioni e ed un’autorganizzazione della classe, tanto più a fronte dell’assenza dal parlamento di “esponenti” della sinistra sociale e politica.&lt;br /&gt;E’ necessario cioè individuare una proposta ricompositiva e nel contempo in grado di riattivare un percorso di opposizione di classe nel nostro paese. Una proposta, ad esempio, di un “parlamento della sinistra”. Per capirci, che ricorda su altra base e con altro impianto sociale e politico, il “parlamento padano” con cui la Lega, dopo il disastro del 1996, ricostruì una propria identità organizzativa. La costruzione, a partire dalle lotte, di un parlamento delle sinistre, a base operaia e popolare, da contrapporre al governo Berlusconi e al “suo” parlamento addomesticato, che sia espressione unificante delle mobilitazioni, luogo pubblico di confronto tra posizioni e proposte diverse oggi presenti nel movimento operaio, e al tempo stesso, sede democratica di organizzazione e unificazione dell’iniziativa di massa.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="firma_notizia"&gt;Direzione Nazionale PCLavoratori ,           20 aprile 2008&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1069661766023927394-5237082706341344847?l=pclolbia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pclolbia.blogspot.com/feeds/5237082706341344847/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1069661766023927394&amp;postID=5237082706341344847&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/5237082706341344847'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/5237082706341344847'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pclolbia.blogspot.com/2008/04/documento-della-direzione-nazionale-del.html' title='Documento della Direzione Nazionale del Pcl sul voto del 13/14 aprile.'/><author><name>Partito Comunista dei lavoratori - Olbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16273253567484521882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394.post-6744509084148849561</id><published>2008-04-22T06:42:00.000-07:00</published><updated>2008-04-22T06:44:37.310-07:00</updated><title type='text'>Comunicato stampa di Marco Ferrando</title><content type='html'>&lt;h1 style="text-align: justify;" class="titolo_pagina"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Prc: Ferrando (Pcl), crisi drammatica quanto grottesca&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/h1&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;h1 style="font-weight: bold; text-align: justify;" class="sottotitolo_pagina"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;FONTE: ANSA&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="data_notizia"&gt;(21 aprile 2008)&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;"Il Prc versa in una crisi tanto drammatica quanto grottesca. Gli stessi gruppi dirigenti (Bertinotti, Giordano, Ferrero, Grassi, Vendola) che hanno distrutto il partito votando per due anni le politiche di Prodi contro i lavoratori, si contendono all'arma bianca la leadership delle macerie prodotte. Senza che nessuno di loro metta in discussione il crimine politico insieme compiuto". Così Marco Ferrando, leader del Partito comunista dei lavoratori (Pcl).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"La statua di Bertinotti è caduta, con un fragore pari alla retorica dell'adulazione che l'aveva circondata per 15 anni. Ma é davvero incredibile - prosegue Ferrando - che Paolo Ferrero, ministro del governo Prodi, possa candidarsi a salvatore del Prc. Chi ha ricoperto il ruolo di primo corresponsabile delle politiche di Prodi, votando il regalo di decine di miliardi a imprese e banche, assieme alla continuità della legge 30 e delle missioni di guerra, non può certo tirarsi fuori dalla disfatta ed ergersi a giudice, se non rivelando una ipocrisia senza limiti. Un ministro di Prodi può fare il segretario del Prc, non certo il paladino dei lavoratori".&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1069661766023927394-6744509084148849561?l=pclolbia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pclolbia.blogspot.com/feeds/6744509084148849561/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1069661766023927394&amp;postID=6744509084148849561&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/6744509084148849561'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/6744509084148849561'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pclolbia.blogspot.com/2008/04/comunicato-stampa-di-marco-ferrando.html' title='Comunicato stampa di Marco Ferrando'/><author><name>Partito Comunista dei lavoratori - Olbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16273253567484521882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394.post-6539801400143835197</id><published>2008-04-22T06:15:00.000-07:00</published><updated>2008-04-22T06:41:17.172-07:00</updated><title type='text'>Comunicato dell'Esecutivo Nazionale del Pcl.</title><content type='html'>&lt;h1 style="text-align: justify;" class="titolo_pagina"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;  Costruiamo assieme il Partito Comunista dei Lavoratori, la Sinistra che non tradisce!&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;Bertinotti e Veltroni hanno riconsegnato l'Italia a Berlusconi.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="data_notizia"&gt;(20 aprile 2008)&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Il ritorno di Berlusconi suscita un' amarezza profonda nel popolo della sinistra e in vasti settori di lavoratori. Facciamo nostro questo sentimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo aver riproposto per due anni le stesse politiche di Berlusconi( missioni militari, sacrifici sociali, precariato) il governo di Romano Prodi ha riconsegnato l'Italia al Cavaliere. Milioni di lavoratori sacrificati da Prodi per due anni sull'altare di Confindustria e  banche, sono ora riconsegnati al reazionario Berlusconi. Di più: non pochi hanno reagito alla delusione per il centro sinistra e al tradimento subito finendo con l'astenersi dal voto o addirittura col votare la Lega e le destre contro i propri stessi interessi.&lt;br /&gt;Da soli per anni avevamo previsto e denunciato che la  subordinazione delle sinistre a Prodi avrebbe prodotto questo disastro. E' quanto è avvenuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per questo, nel momento stesso in cui è necessario preparare un vasto fronte di opposizione di massa al terzo governo Berlusconi, è indispensabile prendere atto del fallimento storico, senza ritorno , degli stati maggiori della sinistra italiana.&lt;br /&gt;IL gruppo dirigente che sciolse il PCI nell'89 è oggi approdato in un partito "democratico" confindustriale, sostenuto dalle banche, in compagnia di Calearo e Colaninno. Con un Veltroni che addirittura si "congratula" con Berlusconi( dopo avergli copiato larga parte del programma).&lt;br /&gt;I gruppi dirigenti della Sinistra Arcobaleno che in cambio di poltrone hanno votato tutte le peggiori porcherie del governo Prodi, sono rimasti sepolti sotto le rovine della propria politica dopo aver dilapidato un patrimonio grande di energie e di attese.&lt;br /&gt;Tutti hanno venduto i lavoratori ai loro avversari in cambio di onorificenze . Tutti hanno tradito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Occorre allora prendere con coscienza atto della realtà: una sinistra è morta, occorre costruirne un'altra. E' questo lo scopo del Partito Comunista dei Lavoratori.&lt;br /&gt;Siamo un piccolo e giovane partito. Ma con una carta d'identità inconfondibile: siamo l'unico partito a sinistra che non si è venduto.L'unico che non si è compromesso negli anni di Prodi. L 'unico che non ha mai votato missioni militari e sacrifici per gli operai( a differenza della stessa Sinistra Critica). L'unico che non ha contribuito a riportare in sella Berlusconi.&lt;br /&gt;Questo è il patrimonio di coerenza che mettiamo a disposizione del futuro del mondo del lavoro e della ricostruzione della sinistra italiana. La stagione di lotta che si aprirà presto contro Berlusconi dovrà trovare sul campo una nuova direzione, una sinistra che non tradisca. E solo chi non ha tradito in passato è credibile quando dice che non tradirà nel futuro. Solo chi non ha tradito può oggi ricostruire dalle macerie una sinistra nuova.&lt;br /&gt;IL voto al PCL e al suo candidato Marco Ferrando, alla prima prova elettorale, da parte di oltre 200.000 lavoratori- che ringraziamo- è un prezioso punto di partenza e un investimento di prospettiva. Per questo facciamo appello non solo ai nostri elettori, ma ai tanti lavoratori che si sono astenuti, a coloro che hanno votato sinistra" arcobaleno" o "critica", ai tanti che magari hanno votato PD in pura funzione antiberlusconi, per dire a tutti:uniamoci nelle lotte che verranno contro governo e padronato; costruiamo insieme il Partito Comunista dei Lavoratori, la sinistra della rivincita.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="firma_notizia"&gt;Esecutivo Nazionale  PCL&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="testo_corsivo"&gt;info@pclavoratori.it&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1069661766023927394-6539801400143835197?l=pclolbia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pclolbia.blogspot.com/feeds/6539801400143835197/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1069661766023927394&amp;postID=6539801400143835197&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/6539801400143835197'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/6539801400143835197'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pclolbia.blogspot.com/2008/04/comunicato-dellesecutivo-nazionale-del.html' title='Comunicato dell&apos;Esecutivo Nazionale del Pcl.'/><author><name>Partito Comunista dei lavoratori - Olbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16273253567484521882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394.post-3634854616552321262</id><published>2008-04-21T05:18:00.000-07:00</published><updated>2008-04-21T05:19:31.712-07:00</updated><title type='text'>Onore all’insurrezione del proletariato sadrista</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;di Gian Franco Camboni (sez.Ozieri Pcl)&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Nella notte fra il 19 e il 20 aprile, nel popolare quartiere di Hayaniya ( Sadr city), a Baghdad, è stata condotta una durissima battaglia fra truppe imperialiste ed i proletari dell’Esercito del Mahdi ( Mahdi: il ben guidato). La battaglia notturna fa parte di un contrattacco delle unità imperialiste e collaborazioniste per riprendere il controllo dopo che reparti collaborazionisti erano stati cacciati all’inizio della settimana. Il 19 aprile  le truppe inglesi hanno espugnato un centro dell’Esercito del Mahdi, a Bassora, utilizzando l’artiglieria e l’aviazione. Ciò dimostra che senza l’aviazione le truppe imperialiste non sono in grado di reggere un combattimento prolungato. Al governo del collaborazionista al-Maliki e a Bush è andato male il regolamento di conti con l’Esercito del Mahdi che è iniziato il 25 marzo a Bassora con l’operazione chiamata “carica dei cavalieri”. Lo stesso al-Maliki, a Bassora, ha dato il via alle operazioni di repressione.&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;Nella provincia di Bassora si trova il 70% delle risorse petrolifere dell’Iraq, per cui la sconfitta integrale dell’Esercito del Mahdi è un imperativo sia per gli sciiti collaborazionisti (Consiglio supremo islamico dell’Iraq) che vorrebbero fare del sud dell’Iraq un’entità propria nel quadro della divisione federalista dell’Iraq, sia per gli Usa. Alcuni senatori repubblicani e democratici preparano un provvedimento da allegare alla prossima legge per il rifinanziamento della guerra, per scaricare sugli introiti petroliferi iracheni il costo dell’occupazione. Il senato degli Stati uniti, non vuole la fine della guerra, ma semplicemente addossarne il costo alla popolazione irachena sotto il tallone degli sgherri dell’imperialismo. Le armi con cui hanno fatto strage degli iracheni devono essere pagati dalle vittime. &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt;La “carica dei cavalieri” ha perso lo slancio di fronte alla risposta insurrezionale del proletariato sadrista, estesasi ad altri centri del sud, a Najaf e all’immenso quartiere proletario di Baghdad, Sadr City. L’esercito del Madhi dall’insurrezione dell’agosto del &lt;st1:metricconverter productid="2004 a" st="on"&gt;2004 a&lt;/st1:metricconverter&gt; Najaf ha dato prova di aver saldi radici fra la classe operaia e il proletariato iracheno e di avere sperimentate capacità militari nelle battaglie di strada. Agli inizi della insurrezione a Bassora, alcuni parlamentari sadristi  lanciarono un appello alle unità di polizia e dell’esercito iracheno &lt;i&gt;“ a non essere strumenti di morte della dittatura”.&lt;/i&gt; Durante i combattimenti 1300 poliziotti e soldati iracheni ( tra cui un centinaio di ufficiali) hanno disertato e fraternizzato con i proletari sadristi. Gli ufficiali americani e inglesi si sono consolati dicendo che erano tutte reclute. Magra consolazione. Per gli imperialisti quest’insurrezione è uno smacco pesante perché dimostra che l’aumento di trentamila soldati non è servito a nulla e che la resistenza irachena seppur divisa politicamente e militarmente è in grado di agire e di dare risposte quando è necessario. Se sotto l’incalzare della crisi finanziaria ed economica in corso, Bush o chi gli succederà faranno l’errore di approvare il provvedimento bipartisan dei senatori che vuole scaricare il costo della guerra dal debito e disavanzo degli Usa per addossarlo al popolo iracheno, si eroderanno ancor di più i già deboli sostegni al governo di al-Maliki e le insurrezioni dilagheranno. Le crisi economiche, come quella attuale, sono buone alleate dei partiti rivoluzionari, a condizione che questi le sappiano sfruttare ai fini del rovesciamento della borghesia.&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1069661766023927394-3634854616552321262?l=pclolbia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pclolbia.blogspot.com/feeds/3634854616552321262/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1069661766023927394&amp;postID=3634854616552321262&amp;isPopup=true' title='62 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/3634854616552321262'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/3634854616552321262'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pclolbia.blogspot.com/2008/04/onore-allinsurrezione-del-proletariato.html' title='Onore all’insurrezione del proletariato sadrista'/><author><name>Partito Comunista dei lavoratori - Olbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16273253567484521882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>62</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394.post-5701883570327272034</id><published>2008-04-19T08:21:00.000-07:00</published><updated>2008-04-19T08:22:35.459-07:00</updated><title type='text'>Renato Soru e Cicito Morittu ci riprovano</title><content type='html'>&lt;b style=""&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Le ragioni del movimento contro il termovalorizzatore per Ottana sono le stesse che sosteniamo contro la costruzione dello stesso a &lt;span style=""&gt; &lt;/span&gt;Fiume santo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;  &lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;La lotta contro la politica capitalistica dell’ambiente pone la questione del potere politico perché è dimostrato da oltre trent’anni di lotte contro la catastrofe ambientale che la borghesia sarda, italiana e internazionale insieme alle borghesie restaurazioniste non sono in grado di poter attuare un minimo d’inversione di tendenza alla catastrofe, anzi la loro permanenza al potere è il fattore primario della catastrofe stessa.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Renato Soru e Cicito Morittu ci riprovano pensando di agire di fronte ad una sinistra frastornata e confusa. Si sbagliano.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Perciò dichiariamo di fare fronte unico con chi nel campo della sinistra e della corrente indipendentista si mobiliterà contro la costruzione del termovalorizzatore a Fiume santo.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Sez.provinciale Sassari-PCL&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1069661766023927394-5701883570327272034?l=pclolbia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pclolbia.blogspot.com/feeds/5701883570327272034/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1069661766023927394&amp;postID=5701883570327272034&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/5701883570327272034'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/5701883570327272034'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pclolbia.blogspot.com/2008/04/renato-soru-e-cicito-morittu-ci.html' title='Renato Soru e Cicito Morittu ci riprovano'/><author><name>Partito Comunista dei lavoratori - Olbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16273253567484521882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394.post-1126709086259979779</id><published>2008-04-17T06:10:00.000-07:00</published><updated>2008-04-17T06:20:20.670-07:00</updated><title type='text'>PCL: FERRANDO, LA PIAZZA SARA' IL PARLAMENTO</title><content type='html'>&lt;h1 style="font-weight: normal; text-align: justify;" class="sottotitolo_pagina"&gt;&lt;span style="font-size:130%;"&gt;fonte: ANSA&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="data_notizia"&gt;(16 aprile 2008)&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;"La piazza sarà il Parlamento. Ora che Bertinotti, Diliberto e Mussi, con le loro politiche suicide, hanno cancellato la sinistra dal Parlamento, il Parlamento della sinistra diventerà la piazza": lo afferma Marco Ferrando leader del Pcl (Partito comunista dei lavoratori).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Fu la piazza - aggiunge - a fermare Berlusconi nel '94, quando mosse il primo attacco alle pensioni. Fu la piazza a fermare Berlusconi nel 2002, quando attacco' l'art.18. Solo la mobilitazione di massa ha dato risultati concreti al mondo del lavoro: quelli che i governi di centrosinistra hanno spesso poi&lt;br /&gt;cancellato. Il Partito comunista dei lavoratori si impegna da  &lt;br /&gt;oggi per la ricostruzione di un'opposizione radicale e di massa al governo Berlusconi; un'opposizione - conclude Ferrando - non più addomesticata da Fausto Bertinotti, in subordine al centrosinistra e al Pd, ma finalmente autonoma e determinata: per cancellare il precariato, per l'aumento generale dei salari, per far pagare grandi profitti e patrimoni".&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1069661766023927394-1126709086259979779?l=pclolbia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pclolbia.blogspot.com/feeds/1126709086259979779/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1069661766023927394&amp;postID=1126709086259979779&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/1126709086259979779'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/1126709086259979779'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pclolbia.blogspot.com/2008/04/pcl-ferrando-la-piazza-sara-il.html' title='PCL: FERRANDO, LA PIAZZA SARA&apos; IL PARLAMENTO'/><author><name>Partito Comunista dei lavoratori - Olbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16273253567484521882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394.post-614390928928796323</id><published>2008-04-15T06:13:00.000-07:00</published><updated>2008-04-15T06:33:17.266-07:00</updated><title type='text'>APPELLO DEL PCL ALLA LUCE DEL VOTO</title><content type='html'>&lt;h1 style="text-align: justify;" class="titolo_pagina"&gt;ALLA LUCE DEL VOTO UN APPELLO DEL PCL AI MILITANTI E AGLI ELETTORI DELLA SINISTRA A RAGGRUPPARSI PER COSTRUIRE UNA NUOVA PROSPETTIVA&lt;/h1&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="data_notizia"&gt;(15 aprile 2008)&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;Il Tradimento politico delle ragioni dei lavoratori e dei movimenti da parte di Fausto Bertinotti, Paolo Ferrero e Oliviero Diliberto ha portato al disastro la sinistra. Due anni di governo con politiche antioperaie, antipopolari e belliciste a tutto vantaggio delle forze padronali hanno prodotto ad un enorme disillusione del popolo della sinistra; che si è espresso in parte nell'astensione in parte nell'illusorio "voto utile senza fiducia" per il PD in funzione antiberlusconiana. Due anni fa come sinistra di opposizione di Rifondazione avevamo esattamnete previsto che la politica di collaborazione di classe del suo gruppo dirigente avrebbe portato al disastro, anche se naturalmente non ne potevamo prevedere l'ampiezza. Coerentemente con il nostro programma e la nostra coerenza anticapitalista e comunista rompemmo allara con il PRC per ricostruire una forza comunista di opposizione ad ogni politica padronale. Ci siamo costruiti su queste basi per due anni, mentre altri cone Sinistra Critica che oggi cerca di far dimenticare il suo recente passato votavano 23 volte (anche quando gia in rottura con il PRC) la fiducia a Prodi e alle sue leggi antipopolari. IL risultato ottenuto oggi dal nostro Partito Comunista dei Lavoratori premia in parte la coerenza di tale battaglia. Nonostante le enormi difficoltà, i fenomeni di demoralizzazione , la spinta al voto utile, oltre 200.000 lavoratori, pensionati, giovani e disoccupati hanno sostenuto le nostre liste. Nonostante alcuni erratti e strani exit pool e proiezioni siamo la forza nettamente più significativa a sinistra dell'Arcobaleno. IL PCL parte da questo risultato modesto , ma positivo lanciando da subito un appello a tutti i compagni/e della sinistra arcobaleno, ai suoi elettori, alle centinania di migilaia che si sonos astenuti e anche a chi a votato sinsitra critica snza cogliere le profonde differenze programmatiche e di metodo di raggrupparsi insieme con noi per un nuovo inizio. Fuori dai vecchi partiti ormai in agonia e contro tutti i loro gruppi dirigenti che hanno tradito i lavoratori e il popolo della sinistra. Il Partito Comunsita dei Lavoratori ha iniziato a costruire un alternativa reale nel nostro paese; utilizzerà anche il risulato odierno e le lezionio amari della sconfitta per rafforzarla e farle fare un salto di qualità.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="firma_notizia"&gt;Marco Ferrando - Franco Grisolia&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1069661766023927394-614390928928796323?l=pclolbia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pclolbia.blogspot.com/feeds/614390928928796323/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1069661766023927394&amp;postID=614390928928796323&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/614390928928796323'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/614390928928796323'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pclolbia.blogspot.com/2008/04/appello-del-pcl-alla-luce-del-voto.html' title='APPELLO DEL PCL ALLA LUCE DEL VOTO'/><author><name>Partito Comunista dei lavoratori - Olbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16273253567484521882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394.post-7228485250227208312</id><published>2008-04-10T09:51:00.000-07:00</published><updated>2008-04-10T09:52:19.917-07:00</updated><title type='text'>COMIZIO ELETTORALE</title><content type='html'>Venerdì 11 Aprile, alle ore 18:00, si terrà il COMIZIO ELETTORALE del Partito Comunista dei Lavoratori.&lt;br /&gt;Siete tutt* invitat* a partecipare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1069661766023927394-7228485250227208312?l=pclolbia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pclolbia.blogspot.com/feeds/7228485250227208312/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1069661766023927394&amp;postID=7228485250227208312&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/7228485250227208312'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/7228485250227208312'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pclolbia.blogspot.com/2008/04/comizio-elettorale.html' title='COMIZIO ELETTORALE'/><author><name>Partito Comunista dei lavoratori - Olbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16273253567484521882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394.post-2209816424056120996</id><published>2008-04-01T12:25:00.000-07:00</published><updated>2008-04-01T12:26:21.253-07:00</updated><title type='text'>La posizione del PCL su Tibet e Cina</title><content type='html'>&lt;h1 class="sottotitolo_pagina"&gt;In risposta alla lettera circolare di vari gruppi/associazioni&lt;/h1&gt; &lt;p class="data_notizia"&gt;(1 aprile 2008)&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Nei giorni scorsi abbiamo ricevuto questa mail che chiedeva di precisare la nostra posizione in merito alla Cina ed alla questione Tibetana:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Lettera aperta ai candidati/e Premier&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egregio/a  Candidato/a&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ad oggi non ci è ancora dato sapere quali proposte il Suo partito/coalizione intende avanzare per affrontare alcuni temi che noi riteniamo fondamentali per garantire sicurezza, sviluppo e lavoro al nostro Paese. Per questa ragione La invitiamo a rispondere ad alcune semplici domande che cercano di riassumere le preoccupazioni di molti elettori che condividono con noi da tempo l´impegno per affermare la libertà e la giustizia sociale nel mondo. Le Sue risposte crediamo condizioneranno quindi le scelte di migliaia di uomini e donne che non si accontenteranno della propaganda elettorale per valutare i programmi del Suo partito. Avremmo molte domande da porLe ma ci limitiamo a riassumere in pochi quesiti le nostre preoccupazioni:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel caso in cui Lei assuma la Presidenza del Consiglio: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Quando intende dare attuazione alle risoluzioni approvate dal nostro Parlamento il 30 Ottobre 2007 volte ad impedire che il Partito Comunista Cinese continui a detenere illegalmente milioni di uomini e donne nei campi di rieducazione denominati "Laogai".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Quali iniziative diplomatiche intende intraprendere ,d´intesa con i Paesi democratici,per impedire che il Governo della Repubblica Popolare Cinese continui a tenere in ostaggio tutte le Istituzioni Internazionali impedendo l´approvazione di ogni misura volta ad affermare i diritti umani ed il diritto internazionale nei paesi dove il regime comunista ha interessi economici e finanziari da tutelare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Quali azioni intende proporre in sede internazionale per affermare il diritto all´autodeterminazione dei Popoli Tibetano, Mongolo, Uiguro e Mancese e porre fine alla dominazione coloniale del regime comunista cinese su queste Nazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Quali iniziative intende assumere,d´intesa con i nostri partner europei, per contrastare la concorrenza sleale di paesi quali la Repubblica Popolare Cinese; concorrenza basata essenzialmente sullo sfruttamento dei lavoratori/trici cinesi che ha già prodotto la perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro nel nostro Paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Quali misure intende prendere, d´intesa con l´Unione Europea, per tutelare la salute e la sicurezza dei consumatori italiani ai quali oggi è persino negato il diritto di conoscere la provenienza di molti beni di consumo prodotti nella Repubblica Popolare Cinese in totale assenza di controlli igienici e sanitari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La ringraziamo sin d´ora per le risposte, anche sintetiche, che vorrà dare ai nostri quesiti. Al testo che ci vorrà trasmettere daremo la massima pubblicità , pubblicandolo tempestivamente su tutti i siti e gli organi di stampa delle associazioni e dei gruppi firmatari della presente richiesta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(Marzo 2008)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Seguono le firme:&lt;br /&gt;Claudio Tecchio, Campagna di Solidarietà con il Popolo Tibetano Angelo Montali, Movimento Cristiano Lavoratori Antonello Brandi, Laogai Research Foundation Italia Aldo Forbice, Fondazione Ignazio Silone Bruno Portigliatti, Centro di Informazione Buddista Vincenzo Rizzo , Associazione Incontri Italiani Pasquale Totaro , Comitato Storico-Umanitario "Un Giardino per tutti i Martiri e i Giusti a..." Antonio Attisani, Seminario di Filosofia delle Arti Dinamiche "Carmelo Bene" Tamding Choepel ,Tibet Culture House Italia Tenzin Thupten , Comunità Tibetana in Italia Dechen Dolkar, Tibetan Womens Association Italia Dhundup Chomphel Gelek Yakar, Students for a Free Tibet-italia Angelo Gazzaniga, Comitati per le Liberta Gunther Cologna, Associazione Italia-Tibet Andrea Cartelloni,Centro cattolico di documentazione di Marina di Pisa Alberto Serena, Ass. Culturale "Nuovamente" Don Bruno Lima, Ass Culturale "Uomo e Società" Lorenzo Martinelli, Ass.Culturale " Libertà e Società " Franco Nerozzi ,Comunità Solidarista Popoli - Onlus Walter Pilo, Ass. Culturale "Uomo Libero" Gianfranco Pietrobono ,Circolo Lasprugola Antonio D'ettoris, Fondazione D'Ettoris Giuseppe D'Aquaro, Ass. Culturale" Narsil" Gersenio Boccabella ,Ass.giovanile "Cisterna Neronis", Associazione "Persona e società " Massimiliano Baldacci ,Ass." Raido" Paolo Zanlucchi, Ass. culturale "Libertà e Persona" Marco Scurria ,Ass. "Modavi" onlus Beninatto Luigino ,Fondazione Villa Benzi Zecchini Andrea Mascetti, associazione culturale "Terra Insubre" Associazione culturale "libertà e azione"&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;span style="color: rgb(204, 0, 0);"&gt;LE RISPOSTE DEL PCL&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le posizioni del PCL sulla questione cinese in generale e tibetana in particolare sono state espresse pubblicamente in queste settimane in diverse interviste e prese di posizione del Partito e del nostro candidato premier, Marco Ferrando. Rendendoci conto che comunque queste interviste e questi comunicati non sono state spesso ripresi dagli organi di stampa (per usare un eufemismo), riprecisiamo come da vostra richiesta alcune posizioni del PCL.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1) Il Partito Comunista dei Lavoratori, partito che ha nella sua matrice fondativa l´antistalinismo e la battaglia contro le degenerazioni burocratiche postrivoluzionarie, si è sempre battuto contro i "Laogai", anche prima della risoluzione del Parlamento italiano. Come nella nostra tradizione sempre è stata presente una battaglia contro gli universi concentrazionari dello stalinismo, più o meno ortodosso, da Vurkuta a Goli Otok.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche perché molti sono i compagni/e della nostra tradizione politica che hanno vissuto sulla propria pelle la realtà di questi campi di concentramento, vecchi e nuovi, battendosi contro lo stalinismo anche quando questa era incensato da tanti socialdemocratici oltre che da molti che oggi fondando il PD. Come nella nostra tradizione politica è sempre stato evidente il carattere stalinista dell´esperienza cinese e maoista, anche quando questa era sostenuta e ripresa da tanti che oggi magari militano in Comunione e Liberazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E tanto più oggi ci battiamo contro la repressione cinese, quando questa da elemento stalinista di controllo sociale della casta di partito diventa strumento di oppressione di classe in un nascente capitalismo cinese, andando a colpire operai e contadini che lottano solo per vedersi riconosciuti i propri diritti sindacali, un salario un occupazione un lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma la nostra battaglia di ieri contro le degenerazioni staliniste e di oggi contro una repressione che è anche strumento di ricostruzione di un modo capitalista di produzione in Cina, è sempre una battaglia per uscire a sinistra dallo stalinismo, per proseguire l´esperienza rivoluzionaria costruendo una democrazia consiliare, in cui il potere sia mantenuto dalla classe lavoratrice per un progetto di trasformazione socialista della società.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2) Non è il governo della repubblica Popolare Cinese ha tenere in ostaggio tutte le istituzioni internazionali. Sono tutte le istituzioni internazionali, a partire dall´ONU e dalle sua agenzie per arrivare al WTO o alla WB, che sono state costituite con statuti, ordinamenti e strutture organizzative antidemocratiche, centrate come sono sull´asse dei vincitori del 1945. Non delle organizzazioni democratiche quindi, ma una nuova forma di regolazione delle egemonie mondiali da parte delle principali potenze economiche e militari, uscite come tali dai 30 e più anni di guerra tra l´inizio del secolo ed il cosiddetto secondo conflitto mondiale. Il potere di veto dei cinque "grandi" nel Consiglio di sicurezza dell´ONU, ad esempio, non è che la traduzione giuridica di questo stato di cose e di questi rapporti di forza. Non a caso la Cina è stata inserita nei primi anni 70 in questo ristretto club, dopo le partite di pingpong ed il viaggio di Nixon in Cina, utile ad un nuovo riequilibrio della politica statunitense nel suo processo di continuo isolamento dell´Urss. Ed infatti praticamente mai l´ONU ha giocato un ruolo progressivo o positivo nelle crisi internazionali, dalla Corea al Bangladesh, dall´Irak alla ex Yugoslavia. O è stato docile strumento delle politiche imperialiste o è rimasto congelato nel gioco dei veti reciproci fra grandi potenze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E di conseguenza pensiamo che non sia possibile condurre nessuna azione per ridurre questo potere "d´intesa con i paesi democratici", perché proprio i principali paesi democratici (Francia, Usa, Gran Bretagna) detengono oggi questo potere e non intendono minimamente rinunciarci. Anzi, loro per prime lo utilizzano o minacciano di utilizzarlo ogni volta che l´ONU o altri organismi internazionali interferiscono nelle loro politiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quindi, come dire, alla vostra domanda è impossibile rispondere in quanto fate nel testo due affermazioni, dando per scontata che da una consegua l´altra, che per noi sono in contrapposizione: cioè nel momento in cui affermate giustamente che la Cina ha un potere di ricatto nella diplomazia mondiale, per difendere sè ed i suoi protetti, affermate contemporaneamente che i paesi democratici potrebbero/dovrebbero agire per limitarlo. Ma questa conseguenza per noi non esiste. Anzi. Se e quando i "paesi democratici" si battono contro il "potere di ricatto" della Cina non è per difendere e applicare un principio di regolazione internazionale, ma per difendere ed applicare i propri interessi specifici ed il proprio potere di ricatto. Potere di ricatto che magari dispiegano completamente, anche sul piano militare, dentro e fuori i confini politici dell´ONU, proprio nel conflitto contro questo o quest´altro "asse del male", contro questo o quest´altro "potere di ricatto" in quel momento contingente non conforme ai loro interessi. Così ci sono regimi e dittatori che oggi difendono la democrazia e domani sono nazisti ricattatori o narcotrafficanti (da Noriega a Saddam Hussein). Così oggi una strategia per costruire la democrazia in Medio Oriente viene attuata a partire da un regno teocratico con potere assoluto della famiglia reale e repressione religiosa interna (l´Arabia Saudita) e da una dittatura militare che incarcera e tortura ciclicamente ogni opposizione politica più o meno radicale presente nel paese (l´Egitto). E cito solo gli esempi che coinvolgono gli USA in quanto principale paese democratico e potenza mondiale, ma altrettanto si potrebbe dire sulle politiche Francesi in Costa d´Avorio, in Ciad od in Ruanda. O di quelle inglesi nelle Falkland, in Irlanda del Nord, ecc ecc.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La battaglia contro i poteri di ricatto della Cina, per il Sudan come per qualunque altro paese, non è modificabile d´intesa con i paesi democratici. E questo tanto più oggi e ancor più domani, dal momento che sempre più è evidente il ruolo rilevante che la Cina gioca negli equilibri e nella sopravvivenza dell´attuale mercato mondiale: il peso che oggi formalmente detiene la Cina nell´ONU e negli altri organismi è solo destinato a crescere, accompagnato dalle armi (metaforiche e reali) che il nuovo capitalismo cinese si sta dando: come non è un semplice appoggio tra regimi quello che lega la Cina al Sudan, ma vera e propria proiezione economica e militare, a partire dalla Cnoc e dalle altre compagnie petrolifere cinesi per finire alle diverse migliaia di soldati cinesi che stazionano intorno agli oleodotti del paese. Una proiezione che, seppur ridotta per dimensioni e significato, è difficilmente distinguibile in via di principio da quella statunitense in Irak od in altri paesi del mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il massimo impegno del PCL, al contrario, è dedicato alla costruzione di un modo di produzione e di un sistema internazionale realmente democratico, che a partire dal riconoscimento all´autodeterminazione e dalla massima trasparenza delle relazioni internazionali possa rappresentare le diverse popolazioni della Terra. E noi questo sistema lo chiamiamo socialismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3) Il PCL riconosce il diritto all´autodeterminazione di tutti i popoli, senza distinzioni di interesse geopolitico od economico. Quindi ci siamo battuti e ci battiamo, nel nostro piccolo e nelle nostre possibilità, sostenendo il diritto all´autedeterminazione del pololo Tibetano, Mongolo, Uiguro e Mancese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come ci battiamo per il diritto all´autodeterminazione dei ceceni, dei palestinesi, dei kurdi, del popolo basco e di quello corso, di quello altoaltesino come di quello sardo, ecc ecc. E la lotta per il diritto all´autodeterminazione, a nostro parere, deve essere condotta in primo luogo da quei popoli, con ogni mezzo che ritengano necessario, senza che questo possa mettere in discussione la nostra solidarietà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Lahsa saremmo stati con i ragazzi sulle barricate e negli scontri di piazza, non solo con chi invoca la non violenza e le pressioni internazionali per risolvere la questione "sul piano diplomatico" (che per esperienza vorrebbe dire trovare l´accordo e la quadra tra i diversi interessi delle grandi potenze, siano questi più o meno simili agli interessi ed alle volontà delle popolazioni coinvolte).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una lotta per l´autodeterminazione che per noi può diventare un percorso di liberazione sia dal colonialismo esterno sia da quello "interno", cioè una lotta di liberazione da quei rapporti sociali che sottomettono la maggioranza della popolazione, siano essi di carattere "feudale" e "precapitalistico" come in alcuni di questi territori, siano essi pienamente capitalisti come in molti territori europei. Una lotta contemporaneamente di liberazione nazionale e di rivoluzione politica interna, una "rivoluzione permanente" per una società socialista contro borghesie compradore e borghesie nazionali, apparati militari, organizzazioni teocratiche e partiti religiosi che spesso negli ultimi anni si sono espansi in molte di queste società. Contro il fondamentalismo come contro gli intrecci tra strutture religiose e potere politico, qualunque matrice questi intrecci e queste politiche fondamentaliste abbiano: siano essi cattolici, islamici, indù o buddisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4) La "concorrenza sleale" del nuovo capitalismo cinese è esattamente identica alla "concorrenza sleale" che per molti anni ha retto il miracolo italiano e l´espansione capitalista degli anni 60 nel nostro paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il punto non è aprire una nuova guerra protezionista, da scaricare sempre e comunque sulle frazioni più deboli dei lavoratori, siano essi italiani o cinesi. Guerra protezionista che, fra parentesi, è comunque uno dei più concreti sviluppi delle relazioni internazionali di fronte a noi, dettata dall´incipiente crisi americana e dalle conseguenti logiche economiche che da essa discendono, del resto anticipate dal fallimento del Doha Round.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il punto è eliminare la logica economica della concorrenza, sia essa più o meno apertamente "sleale", in quanto "sleale" lo è sempre nel modo di produzione capitalista, non essendoci nessun principio regolatorio di fondo dell´attuale apparato produttivo eccetto il profitto. Ed il conflitto che questo genera con i tentativi per tenerlo sotto controllo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E´forse "leale" la concorrenza che l´Eni, o l´ENEL o la Fiat praticano oggi in Italia o nel mondo? E´ "leale" l´appoggio alle dittature praticato dall´Eni a Kasangian o nel delta del Niger? E´ forse "leale" l´accordo monopolistico da essa stretto per il controllo del metano in Italia? E quelli dell´Enel per le tariffe elettriche o, quando era proprietaria di Wind, di quelle telefoniche? E´ forse "leale" il risparmio che Fiat ha fatto in questi anni sulla sicurezza del lavoro, pagata anche con la recente morte a Melfi? O è forse "leale" l´utilizzo nella maggioranza degli stabilimenti italiani della Fiat di un sistema di controllo dei movimenti, il TMC2, che è stato dimostrato da USL e tribunali che aumenta esponenzialmente malattie e disturbi sul lavoro, dalle tendiniti all´artrite? E´ "leale" che per anni il sistema bancario italiano (a partire da Intesa) abbia considerato Telecom e Pirelli due entità economiche non collegate (quando così non faceva, ad esempio, la SECamericana), per non esser costretta a sommare i debiti delle due società e quindi, per l´attuale legislazione italiana, costringere Bancaintesa e soci al rientro del debito in Telecom? Ed è "leale" che praticamente nessun giornale, televisione, ente politico o morale abbia fatto una compagna di moralità pubblica ed economica su quella che allora era la principale impresa italiana per capitalizzazione?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il punto diventa quindi per noi battersi contro questo modo di produzione, non sostenere l´una o l´altra parte nella loro competizione omicida. Siano cinesi od italiani i soggetti coinvolti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5) Di nuovo, sembra che si sottolinei il carattere cinese di un problema (che certamente coinvolge la Cina), senza accennare o considerare la natura generale del problema. Molti altri paesi e realtà, il nostro compreso, hanno problemi nel "conoscere la provenienza di molti beni di consumo prodotti in "totale assenza di controlli igienici e sanitari".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il problema è quale politica di sostegno intendiamo dare ai nostri presidi di controllo sanitario, che tra parentesi proprio dall´Unione europea spesso ricevono pressioni per l´eccesso di controllo che praticano e vogliono praticare sulla carne o sui diversi altri prodotti. Non è l´unione europea che ha stabilito che si può chiamare cioccolato anche quello che ha meno del 30% di burro di cioccolato dentro, magari utilizzando invece come grassi l´olio di colza o "olii di vegetali vari"? E dall´Unione Europea che riceviamo partite di carne, pesce, verdure biologiche e non prodotte nei nuovi territori senza alcun controllo sanitario? Non è in Unione europea che si è diffusa per anni la "mucca pazza", con il silenzio la timidezza la complicità di autorità pubbliche e sanitarie che subivano la pressione degli interessi dei grandi allevatori e delle aziende alimentari?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è in Europa che si sta assistendo ad una lenta ma progressiva diminuzione dell´età della pubertà? E questo quanto può essere collegato alla presenza di estrogeni e altro ormoni nel latte, nella carne, ecc ecc?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E la mozzarella campana? La diossina sarà entrata dalla spazzatura in questi giorni o sarà un problema di contaminazione decennale (se non più) di un territorio in cui, come molti servizi giornalistici e scientifici hanno dimostrato, non esiste controllo igienico o sanitario (non solo e non tanto nelle bufale e nelle sue mozzarelle, quanto nel latte materno, nel terreno, nell´aria che si respira e di conseguenza nei suoi prodotti).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed alla base, non c´è un sistema economico in cui la produzione del cibo e la sua commercializzazione è determinata dalla logica e dall´obbiettivo del profitto, ed in cui di conseguenza l´adulterazione dei prodotti è uno strategia praticata generalmente e diffusamente? Non siamo noi ad aver prodotto il vino al metanolo? Od i tedeschi negli annni 20/30 il "giallo burro" ed i conseguenti tumori intestinali? O le compagnie americane ad aver imposto commercialmente l´utilizzo dell´ammoniaca nelle sigarette, per incentivare la trasmissione nel sangue della nicotina?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Cina (come i paesi del est europeo, come molti paesi africani ed asiatici) hanno il difetto di essere entrati "oggi" nel mercato mondiale della produzione alimentare ed utilizzare pienamente strategie di posizionamento nel "mercato" che le nostre imprese hanno conosciuto decenni fa e che tuttora, quando possono e riescono nelle pieghe della legislazione od in violazione ad essa, utilizzano a piene mani.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora certamente è importante, qui ed ora, incrementare i controlli sanitari ed igienici sulle produzioni alimentari, per rendere trasparente al consumatore il contenuto del cibo (produzione ed ingredienti, ogm e conservanti), per controllare e vietare rigorosamente l´adulterazione del cibo come l´utilizzo di sostanze tossiche (nei cibi come in tutti i prodotti). Ma questo deve valere per le imprese cinesi come per quelle campane, per quelle italiane come per quelle statunitensi (rispetto alle quali, proprio sul cibo, molte cose sarebbero da dire).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed è per noi importante battersi nel medio e lungo periodo per un modo di produzione che prescindendo dal profitto e dalla valorizzazione del capitale, possa produrre non merci, me beni per le persone. Un modo di produzione che noi definiamo socialista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il comitato esecutivo&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="firma_notizia"&gt;Comitato esecutivo Partito Comunista dei Lavoratori&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1069661766023927394-2209816424056120996?l=pclolbia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pclolbia.blogspot.com/feeds/2209816424056120996/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1069661766023927394&amp;postID=2209816424056120996&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/2209816424056120996'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/2209816424056120996'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pclolbia.blogspot.com/2008/04/la-posizione-del-pcl-su-tibet-e-cina.html' title='La posizione del PCL su Tibet e Cina'/><author><name>Partito Comunista dei lavoratori - Olbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16273253567484521882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394.post-4821105129859510676</id><published>2008-03-19T07:22:00.000-07:00</published><updated>2008-03-19T07:32:45.821-07:00</updated><title type='text'>Il Giornale Comunista dei Lavoratori</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;E' uscito il nuovo numero del &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Giornale Comunista dei Lavoratori&lt;/span&gt;, il giornale del PCL. All'interno, tra gli articoli sulle lotte, quelli di approfondimento interazionale, oltrechè sul Congresso fondativo del PCL etc., è presente un articolo sullo sviluppo delle lotte in Sardegna, a cura del coordinamento regionale. In esso approfondimenti sulla situazione della Legler, della Palmera e delle altre vertenze operaie in corso.&lt;br /&gt;Per richiederlo potete contattarci via email oppure la sua vendita sarà disponibile presso i banchetti di propaganda elettorale che si terrano a Olbia nei prossimi giorni.&lt;br /&gt;Al più presto comunicheremo le date principali.&lt;br /&gt;Chi volesse contribuire al finanziamento del PCL per la campagna elettorale (ricordiamo che il nostro Partito non riceve finanziamenti statali e si regge solo sui contributi dei militanti e dei simpatizzanti) può contattarci.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt; PCL Olbia&lt;br /&gt;pclolbia@yahoo.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1069661766023927394-4821105129859510676?l=pclolbia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pclolbia.blogspot.com/feeds/4821105129859510676/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1069661766023927394&amp;postID=4821105129859510676&amp;isPopup=true' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/4821105129859510676'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/4821105129859510676'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pclolbia.blogspot.com/2008/03/il-giornale-comunista-dei-lavoratori.html' title='Il Giornale Comunista dei Lavoratori'/><author><name>Partito Comunista dei lavoratori - Olbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16273253567484521882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394.post-7520549545941161801</id><published>2008-03-12T08:34:00.000-07:00</published><updated>2008-03-12T08:35:42.823-07:00</updated><title type='text'>IL PCL C'E', IN TUTTA ITALIA</title><content type='html'>&lt;h1 class="sottotitolo_pagina"&gt;Comunicato Stampa&lt;/h1&gt; &lt;p class="data_notizia"&gt;(11 marzo 2008)&lt;/p&gt; &lt;p style="text-align: justify;"&gt;Alle prossime elezioni di aprile in tutta Italia è presente il simbolo della falce e martello, il simbolo di un partito comunista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le liste del Partito Comunista dei Lavoratori, infatti, sono state presentate in tutte le circoscrizioni della Camera dei Deputati e del Senato (eccetto la Valle d'Aosta ed il Senato del Trentino Alto Adige).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Liste che candidano nelle prime file operai e dirigenti sindacali di grandi fabbriche, come Daniele Debetto (Rsu Pirelli Settimo, Piemonte 1 e 2), Luigi Sorge (Rsu Fiat Cassino, Lazio 1 e 2), Daniele Caboni (Rsu Siemens Livorno; Toscana). Liste che hanno come capolista, in tutte le circoscrizioni del Senato, il portavoce nazionale del PCL, Marco Ferrando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In una campagna elettorale che avrà al centro le scelte del centrosinistra ed il nuovo Partito Democratico, che rappresenta l'ulteriore allineamento di Veltroni sugli interessi del grande padronato, come le responsabilità delle sinistre nei suoi confronti e le ambiguità dell'Arcobaleno,&lt;br /&gt;il Partito Comunista dei Lavoratori si presenterà per quello che è stato e che è: il partito della sinistra italiana che non si è compromesso, né in tutto né in parte, con un governo confindustriale e bellicista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 13/14 aprile gli elettori troveranno su entrambe le schede l'inconfondibile simbolo della falce e martello sullo sfondo di un globo azzurro, emblemi del lavoro e della forte vocazione internazionalista di questa organizzazione. Ora si apre la grande sfida della campagna elettorale a cui il PCL non si farà trovare impreparato.&lt;/p&gt;&lt;br /&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;info@pclavoratori.it&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;pclolbia@yahoo.it&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1069661766023927394-7520549545941161801?l=pclolbia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pclolbia.blogspot.com/feeds/7520549545941161801/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1069661766023927394&amp;postID=7520549545941161801&amp;isPopup=true' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/7520549545941161801'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/7520549545941161801'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pclolbia.blogspot.com/2008/03/il-pcl-ce-in-tutta-italia.html' title='IL PCL C&apos;E&apos;, IN TUTTA ITALIA'/><author><name>Partito Comunista dei lavoratori - Olbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16273253567484521882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394.post-8530739665846169972</id><published>2008-03-07T10:57:00.000-08:00</published><updated>2008-03-07T11:33:27.949-08:00</updated><title type='text'>IL PROGRAMMA ELETTORALE DEL PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI</title><content type='html'>&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;span style="font-weight: bold;font-size:180%;" &gt; &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;span style="font-size:180%;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;PROGRAMMA ELETTORALE&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;  &lt;p&gt;&lt;span style=""&gt;ELEZIONE DELLA CAMERA DEI DEPUTATI&lt;br /&gt;E DEL SENATO DELLA REPUBBLICA&lt;br /&gt;13/14 aprile 2008&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_wO5u6dDoHqY/R9GX3FKNbeI/AAAAAAAAADI/ExQ7Zg85HVE/s1600-h/simbolonuovo.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 159px; height: 159px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_wO5u6dDoHqY/R9GX3FKNbeI/AAAAAAAAADI/ExQ7Zg85HVE/s320/simbolonuovo.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5175084419359010274" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;PROGRAMMA ELETTORALE ED INDICAZIONE DEL CAPO DELLA FORZA POLITICA DEL PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[if gte vml 1]&gt;&lt;v:shapetype id="_x0000_t75" coordsize="21600,21600" spt="75" preferrelative="t" path="m@4@5l@4@11@9@11@9@5xe" filled="f" stroked="f"&gt;  &lt;v:stroke joinstyle="miter"&gt;  &lt;v:formulas&gt;   &lt;v:f eqn="if lineDrawn pixelLineWidth 0"&gt;   &lt;v:f eqn="sum @0 1 0"&gt;   &lt;v:f eqn="sum 0 0 @1"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @2 1 2"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @3 21600 pixelWidth"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @3 21600 pixelHeight"&gt;   &lt;v:f eqn="sum @0 0 1"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @6 1 2"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @7 21600 pixelWidth"&gt;   &lt;v:f eqn="sum @8 21600 0"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @7 21600 pixelHeight"&gt;   &lt;v:f eqn="sum @10 21600 0"&gt;  &lt;/v:formulas&gt;  &lt;v:path extrusionok="f" gradientshapeok="t" connecttype="rect"&gt;  &lt;o:lock ext="edit" aspectratio="t"&gt; &lt;/v:shapetype&gt;&lt;v:shape id="_x0000_s1026" type="#_x0000_t75" alt="Casella di testo:  " style="'position:absolute;margin-left:0;margin-top:0;width:99.75pt;height:88.5pt;" allowoverlap="f"&gt;  &lt;w:wrap type="square"&gt; &lt;/v:shape&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if !vml]--&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;p&gt;&lt;span style=""&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=""&gt;L'annuncio di una nuova era di pace e di progresso dopo il crollo del Muro di Berlino (1989) è stato smentito dai 20 anni successivi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;Le contraddizioni mondiali si estendono, contro tutte le promesse di un "nuovo ordine internazionale" e la stessa "globalizzazione" non si è affatto tradotta in un miglioramento della condizione dell'umanità. Al contrario.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;Le condizioni sociali e di vita della maggioranza della popolazione mondiale conoscono un arretramento progressivo a tutte le latitudini del globo: sotto la spinta di una nuova e più ampia competizione internazionale che proprio il crollo dell'URSS ha liberato e che l'emergere della Cina sul mercato mondiale alimenta ogni giorno.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;Avanza ovunque un attacco radicale ai salari, alla stabilità del posto di lavoro, ai diritti sindacali, alle conquiste sociali delle generazioni precedenti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;Tornano le guerre imperialiste e le corse coloniali per il controllo di zone d'influenza, materie prime, manodopera a basso costo, col loro carico di devastazioni e di orrori.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;Si affacciano enormi flussi migratori, quali fughe di massa dalla fame e dalla morte, pretesto di nuove campagne razziste e xenofobe.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;Si aggrava la catastrofe ambientale e gli squilibri ecologici su scala planetaria.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;Il modo di produzione capitalista ha dunque celebrato la sua "vittoria" nel momento stesso in cui non ha più nulla di progressivo da offrire alle giovani generazioni. Peraltro tutte le domande e rivendicazioni di progresso – sociali, nazionali, ambientali, di genere - che salgono dalle classi subalterne, cozzano come non mai con le regole del gioco del capitalismo mondiale e i loro riflessi nei diversi paesi e continenti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;Tanto più nell'attuale epoca storica, ogni illusione di riforma socialmente progressiva è priva di qualsiasi fondamento materiale. Non c'è un solo governo oggi al mondo che promuova riforme sociali progressive di una qualche rilevanza. Ovunque i governi– siano essi di centrodestra, di centrosinistra o della socialdemocrazia – gestiscono le medesime politiche di austerità sociale e di "sacrifici". Le sinistre che entrano in questi governi o che li appoggiano – quando anche si definiscono abusivamente "comuniste" – si fanno complici di quelle politiche contro i lavoratori, i giovani, i popoli oppressi: dal Brasile, all'India, dal Sudafrica all'Italia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;La verità è che non c'è via d'uscita "progressiva" per l'umanità dentro il modo di produzione capitalista.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;Solo una prospettiva socialista su scala internazionale può liberare il mondo dalla regressione storica che l'attraversa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;L'ATTUALITA' DELL'ALTERNATIVA SOCIALISTA&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;Le potenzialità di progresso sociale contenute negli sviluppi della tecnica e della scienza, si convertono, entro il quadro capitalistico, in nuovi fattori di oppressione e disuguaglianza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;L'incremento della produttività del lavoro incorporato alla tecnica consentirebbe una riduzione progressiva dell'orario di lavoro e una distribuzione tra tutti del lavoro che c'è: e invece si combina con un aumento del tempo di lavoro giornaliero e di vita (età pensionabile), della disoccupazione, dello sfruttamento.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;Grandi risorse del sapere scientifico e della ricerca potrebbero essere impiegate nella salvaguardia dell'ambiente e nella lotta contro il cancro e l'AIDS: e invece sono investite nella spesa per armamenti, che ammonta globalmente a un milione di miliardi e costituisce il principale campo d'applicazione dell'elettronica e dell'informatica.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;Le potenzialità della produzione alimentare consentirebbero di sfamare la popolazione mondiale per un totale di 12 volte la sua attuale entità: e invece aumenta massicciamente la fame nel mondo secondo gli stessi dati ufficiali dell'ONU, sullo sfondo della desertificazione di intere parti della terra.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;La crisi finanziaria dei mutui americani chiarisce una volta di più la natura antisociale del capitalismo: con i pescecani della grande finanza che speculano sull'indebitamento delle famiglie truffando milioni di risparmiatori; e le banche centrali (FED e BCE) che spendono enormi ricchezze, destinabili a ben altri scopi, a sostegno dei banchieri speculatori, per evitare che crolli il loro castello di truffe.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;Proprio nell'attuale epoca storica si manifesta dunque al massimo grado tutta l'irrazionalità dell'attuale ordine del mondo. Tutta la moderna barbarie di un'economia fondata sul profitto che concentra nelle mani di 750 multinazionali, dei loro giochi di borsa, delle loro contese, le leve della ricchezza e delle sue destinazioni d'uso. E che affida a un pugno di grandi potenze, in concorrenza tra loro, a partire dagli USA, il controllo del pianeta.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;Solo l'esproprio della borghesia, riconducendo le leve dell'economia e della scienza sotto il controllo pubblico del mondo del lavoro e della maggioranza della società, è possibile riorganizzare su basi razionali la società del mondo: restituendo alla specie umana il potere di decidere del proprio futuro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;UN PROGRAMMA SOCIALISTA PER UN GOVERNO DEI LAVORATORI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;Sono vent'anni che le sinistre italiane, politiche e sindacali, accettano di negoziare sulla piattaforma del padronato: prima sulla cancellazione della scala mobile (anni 80 e primi anni 90); poi sui tagli alle spese sociali, sulle privatizzazioni, sull'abbattimento della previdenza pubblica (92-96); poi sulla precarizzazione dilagante del lavoro. Ogni volta si è detto che i "sacrifici" richiesti servivano a ottenere miglioramenti futuri. E' accaduto l'opposto: ogni arretramento ha preparato la strada agli arretramenti successivi. Ogni sconfitta ha trascinato con sé altre sconfitte. Sino alla devastazione attuale: in cui i figli si vedono privati delle conquiste dei loro padri.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;Noi diciamo: ora basta Ogni negoziato sui nuovi sacrifici è inaccettabile e va respinto. Proponiamo quindi di partire dalle esigenze e dalle domande dei lavoratori. Quelle sacrificate da vent'anni.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;Un forte aumento di salari e stipendi per l'insieme dei lavoratori dipendenti: perché con 1000 euro (quando va bene) non si raggiunge la fine del mese.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;L'abolizione di tutte le leggi di precarizzazione del lavoro, dal pacchetto Treu alla legge Maroni, a partire dall'assunzione a tempo indeterminato di tutti i lavoratori oggi precari: per porre fine alla ricattabilità sociale di milioni di giovani, all'insicurezza cronica del lavoro e della vita di un'intera generazione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;L'abrogazione delle controriforme pensionistiche degli ultimi 15 anni, a favore del ritorno della previdenza pubblica a ripartizione: consentendo a milioni di giovani di godere un domani di una pensione decente, vincolata all'ultimo stipendio e sottratta al ricatto dei fondi pensione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;Un vero salario garantito per i disoccupati in cerca di lavoro e per i giovani in cerca di prima occupazione: per consentire loro di sottrarsi alla marginalità sociale, al ricatto del precariato, alle mani della criminalità organizzata.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;Un massiccio investimento di risorse sotto controllo popolare, nella scuola pubblica, nella sanità pubblica, nei trasporti, nell'edilizia popolare, nel risanamento ambientale…: restituendo innanzitutto ai servizi sociali e alla qualità della vita tutto ciò che le politiche dominanti hanno loro sottratto per vent'anni a esclusivo vantaggio delle rendite e dei profitti.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;A chi afferma che non vi sono risorse per finanziare queste richieste, rispondiamo che le risorse non solo esistono ma sono immense. Basta prenderle là dove sono.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;Dalle decine di miliardi che le Finanziarie regalano alle grandi imprese private con gli ordinari trasferimenti pubblici (44 miliardi tra il 2000 e il 2006).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;Dagli immensi profitti realizzati dalle grandi imprese in anni e decenni di supersfruttamento del lavoro e di bassi salari (41 miliardi di profitti nel solo 2005 da parte delle prime venti aziende).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;Dai giganteschi utili realizzati dalle banche sia con attività di ordinario strozzinaggio (mutui) sia con l'espansione del proprio controllo sul grosso dell'economia nazionale (crescita del 50% dei profitti nel solo 2006).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;Dal grande patrimonio finanziario detenuto dal 2% delle famiglie italiane (800 miliardi di euro tra i possessori di patrimoni superiori ai 500.000 euro).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;Dai 21 miliardi di spese militari previsti dal bilancio dello stato (cresciuti del 13% con la finanziaria 2006) e destinati a costosissimi armamenti, missioni di guerra, e profitti dell'industria militare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;Per non parlare infine della famigerata evasione fiscale del grande capitale o della Chiesa: una Chiesa che grazie alla scandalosa esenzione di IVA ed ICI ed ai mille benefici di cui gode, sottrae all' erario pubblico 6 miliardi l' anno.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;Una programma di governo non può limitarsi alla sola redistribuzione della ricchezza, ma chiama in causa il tema stesso della proprietà.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;Il fatto che nelle mani di una piccola minoranza della società si concentrino tutte le leve di comando (industria, credito, servizi, telecomunicazioni, stampa) non suscita alcuno scandalo. Al contrario tutti i "democratici" lo considerano un fatto del tutto normale e inevitabile. Di più: negli ultimi 15 anni hanno sostenuto o avallato un gigantesco processo di privatizzazioni che ha allargato a dismisura proprietà e ricchezze del capitale finanziario, a vantaggio di poche grandi famiglie (vecchie e nuove) e a scapito di lavoratori, consumatori, piccoli risparmiatori, oltreché della moralità pubblica e dell'ambiente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;Noi vogliamo ribaltare questa politica. Per questo, a partire dalle lotte dei lavoratori, avanziamo alcune rivendicazioni elementari.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;La rinazionalizzazione, sotto controllo operaio e senza indennizzo (se non per i piccoli risparmiatori), di tutte le aziende, i settori, i servizi che sono stati privatizzati negli ultimi 20 anni, a partire dai settori strategici: non è possibile costruire alcuna alternativa se innanzitutto non si libera il campo dalle devastazioni compiute. Se non si recuperano al controllo pubblico e all'interesse pubblico beni fondamentali per la qualità della vita, a partire dall'acqua.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;L'unificazione sotto controllo pubblico dell'istruzione e della sanità: scuola privata e sanità privata non solo contraddicono la necessaria universalità e gratuità di servizi pubblici fondamentali, ma sottraggono grandi risorse al servizio pubblico. Spesso, oltretutto – come nella sanità – per truffe e speculazioni ignobili sulla pelle dei malati. E' inaccettabile. Istruzione e sanità debbono essere pubbliche e laiche.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;La nazionalizzazione senza indennizzo e sotto controllo dei lavoratori delle industrie in crisi, che inquinano, che licenziano. Migliaia di aziende prendono soldi dallo Stato per realizzare ristrutturazioni antioperaie, portare all'estero gli impianti, lasciare sulla strada i dipendenti. E' intollerabile. E' necessario unificare le 4.500 lotte di resistenza oggi in corso nelle fabbriche in crisi a difesa dei posti di lavoro in un ampio fronte unitario di lotta. E' possibile solo se la parola d'ordine della nazionalizzazione delle aziende in crisi è fatta propria dal movimento operaio italiano. Come in settori d'avanguardia e lotte radicali di altri paesi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;La nazionalizzazione delle assicurazioni e delle banche. Banche e assicurazioni sono l'architrave del potere economico in Italia. Ma anche strumento di oppressione verso ampi strati popolari: attraverso il nodo scorsoio di mutui usurai, il raggiro di correntisti e piccoli risparmiatori, i legami con la criminalità, la partecipazione, da protagonisti, a truffe gigantesche e scandali nazionali (Cirio, Bond Argentini, Parmalat). La nazionalizzazione delle banche e la loro unificazione in un unico istituto di credito sotto controllo popolare, sarebbe non solo un fattore di eliminazione di irrazionalità e sprechi: ma anche una leva di igiene morale e di liberazione dallo strozzinaggio per un'ampia parte della società. E un colpo severo a mafia e camorra.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;A chi obietta che queste misure, nel loro insieme, sono "incompatibili" con le leggi economiche dell'attuale società e dell'attuale Unione Europea, rispondiamo semplicemente che è vero. Infatti ci battiamo per un'altra società e per un'altra Europa.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;Solo un'economia europea democraticamente pianificata, basata sul controllo delle leve della produzione e del credito da parte dei lavoratori può consentire una riorganizzazione dei rapporti sociali in funzione dei bisogni dei molti e non del profitto dei pochi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;Solo un'economia democraticamente pianificata, può affrontare in Italia la moderna questione meridionale, impiegare e valorizzare tutte le capacità di lavoro sull'intero territorio nazionale, riconvertire l'industria bellica o inquinante con piene garanzie occupazionali per i lavoratori, ampliare e qualificare la spesa sociale in direzione di case, scuole, università, ospedali, ricerca, programmare un ampio sviluppo dei servizi per l'infanzia, promuovere il riassetto idrogeologico del territorio. E una battaglia per l'alternativa anticapitalistica in Italia è parte della lotta per un'Europa socialista, oltreché un contributo importante in questa direzione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;Infine il nostro programma di governo non sarà mai realizzato nell'attuale quadro istituzionale. Richiede una trasformazione costituzionale per un altro governo e un altro Stato.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;Noi ci battiamo per un altro Stato. Perché ci battiamo per il potere reale dei lavoratori e delle lavoratrici. Naturalmente lavoriamo per la difesa di tutti i diritti e gli spazi democratici che la classe operaia e le masse popolari hanno conquistato e strappato con durissime lotte. Prima contro il fascismo. Poi contro i manganelli dell'attuale "democrazia" borghese. Ed anzi lottiamo per ampliare (o recuperare) questi diritti contro l'involuzione in corso, rivendicando il ritorno a una legge elettorale pienamente proporzionale, la difesa e sviluppo delle libertà sindacali (dei singoli e delle organizzazioni), la difesa dei diritti e delle libertà delle donne, la parità di diritti tra lavoratori italiani e immigrati, contro ogni forma di xenofobia, la parità dei diritti degli omosessuali e di tutte le minoranze oppresse, contro ogni cultura e discriminazione omofobica. Ma non ci limitiamo a questo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;Non ci limitiamo a difendere diritti e spazi di tutti gli oppressi dentro l'attuale democrazia. Rivendichiamo una democrazia dei lavoratori, delle lavoratrici, della maggioranza della società: l'unica peraltro che può realizzare sino in fondo le stesse aspirazioni democratiche. Rivendichiamo in fondo la democrazia reale: quella in cui la maggioranza della società non ha solo il diritto di votare ogni 5 anni chi la governerà in Parlamento, ma ha il potere di decidere le condizioni della propria vita e del proprio futuro.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;Per questo rivendichiamo una democrazia fondata sull'autorganizzazione democratica dei lavoratori stessi e delle larghe masse popolari, con rappresentanti eletti direttamente nei luoghi di lavoro e sul territorio; con il più ampio e libero confronto tra diverse proposte, candidature, organizzazioni , partiti, sulla base del principio proporzionale e del comune riconoscimento del potere popolare; dove ogni eletto è permanentemente revocabile dai suoi elettori e privo di qualsiasi privilegio sociale, economico, giuridico rispetto alla sua base elettiva; dove il potere politico concentra nelle proprie mani sia le funzioni legislative che esecutive; dove tutte le articolazioni del potere e gli stessi strumenti di difesa del nuovo ordine sociale sono basati sulla forza organizzata dai lavoratori stessi e sono posti sotto il loro controllo.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;A chi obietta che è una proposta arcaica, rispondiamo che è l'unica risposta progressiva, reale, straordinariamente attuale, alle stesse istanze di moralità pubblica, trasparenza, efficienza, economicità che la propaganda dominante oggi solleva in modo ipocrita e distorto, e spesso reazionario.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;"Costi della politica"? Nessuna soluzione è più economica dell'eliminazione degli stipendi faraonici agli attuali parlamentari (o consiglieri regionali); della assegnazione ad ogni deputato del popolo di uno stipendio da lavoratore; della soppressione del bicameralismo (quanto costa il Senato?).&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;"Efficienza"? Nessuna soluzione è più efficiente di quella che unifica poteri legislativi ed esecutivi, che smantella l'enorme parassitismo dell'attuale burocrazia dello Stato, che affida alla forza organizzata dei lavoratori e alla loro mano pesante (e non ad amministrazioni colluse o impotenti) la repressione della mafia e della grande criminalità organizzata.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;"Moralità e trasparenza dello Stato"?&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;Nessuna soluzione è più trasparente di quella che cancella ogni forma di segreto di Stato; che abolisce la diplomazia segreta; che abbatte la separatezza dello Stato, restituendolo alla società civile. E nessuna soluzione è più igienica e morale di quella che, abolendo il potere della borghesia e il cinismo del profitto, estirpa alla radice il fondamento stesso della corruzione e del malaffare.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;La politica è oggi un costoso strumento di raggiro e di privilegio. Solo il potere dei lavoratori può edificare uno Stato trasparente e a buon mercato, rifondando la natura stessa della politica e trasformandola in strumento di gestione collettiva e libera del bene comune.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;Quindi in sintesi proponiamo sei punti azione da cui partire per trasformare il nostro paese:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;1) la retribuzione di un deputato sia uguale al salario medio di un lavoratore e l'abolizione del Senato;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;2) Contro la barbarie degli omicidi bianchi nei posti di lavoro, l'inasprimento delle pene per i padroni responsabili dell'insicurezza, l'esproprio senza indennizzo per le imprese e sotto controllo operaio;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;3) Contro l'usura dei mutui contratti da milioni di lavoratori, la nazionalizzazione senza indennizzo delle banche (ovviamente senza toccare un euro al piccolo risparmio); la creazione di un'unica banca pubblica sotto il controllo popolare, come mezzo di sostegno a lavoratori e artigiani, piccoli commercianti, oggi torchiati e truffati dalle banche;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;4) il ritiro immediato delle truppe italiane da tutti i teatri di guerra e comunque da tutti i paesi esteri in cui sono attualmente; la nazionalizzazione senza indennizzo dell'industria bellica; il riconoscimento del diritto alla resistenza di tutti i popoli oppressi e l'abolizione dei servizi e della diplomazia segreti;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;5) contro l'offensiva oscurantista reazionaria del Vaticano contro la scienza e le donne, il rafforzamento del diritto all'autodeterminazione delle donne; l'abolizione dei fondi pubblici alle scuole e università confessionali, la tassazione progressiva del patrimonio ecclesiastico (oggi esente da IVA e ICI), l'esproprio delle grandi proprietà immobiliari della gerarchia vaticana da destinare ad uso sociale;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=""&gt;6) la massima libertà per la ricerca scientifica perché solo la scienza ha favorito il benessere dell'umanità migliorando le tecniche e aumentando il controllo della natura; ma per migliorare la scienza e la tecnica è necessario liberarle anche dalle pressioni del mercato, eliminando i brevetti e l'utilizzo privato delle scoperte scientifiche. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1069661766023927394-8530739665846169972?l=pclolbia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pclolbia.blogspot.com/feeds/8530739665846169972/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1069661766023927394&amp;postID=8530739665846169972&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/8530739665846169972'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/8530739665846169972'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pclolbia.blogspot.com/2008/03/il-programma-elettorale-del-partito.html' title='IL PROGRAMMA ELETTORALE DEL PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI'/><author><name>Partito Comunista dei lavoratori - Olbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16273253567484521882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_wO5u6dDoHqY/R9GX3FKNbeI/AAAAAAAAADI/ExQ7Zg85HVE/s72-c/simbolonuovo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394.post-3869603745752102773</id><published>2008-02-27T10:56:00.000-08:00</published><updated>2008-02-27T11:02:11.561-08:00</updated><title type='text'>PROSSIMI BANCHETTI RACCOLTA FIRME</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;Banchetti ad Olbia per la raccolta firme a sostegno delle liste del Partito Comunista dei Lavoratori:&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giovedì 28/02/08&lt;br /&gt;ore 17:30:&lt;br /&gt;Via del Piave, vicino alla sede della Cgil&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Venerdì 29/02/08&lt;br /&gt;dalle ore 13:30 alle ore 14:30:&lt;br /&gt;presso l'ingresso del nuovo ospedale "Giovanni Paolo II"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per informazioni: pclolbia@yahoo.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1069661766023927394-3869603745752102773?l=pclolbia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pclolbia.blogspot.com/feeds/3869603745752102773/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1069661766023927394&amp;postID=3869603745752102773&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/3869603745752102773'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/3869603745752102773'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pclolbia.blogspot.com/2008/02/prossimi-banchetti-raccolta-firme.html' title='PROSSIMI BANCHETTI RACCOLTA FIRME'/><author><name>Partito Comunista dei lavoratori - Olbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16273253567484521882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394.post-523253902510345698</id><published>2008-02-22T06:43:00.000-08:00</published><updated>2008-02-22T06:44:40.609-08:00</updated><title type='text'>RACCOLTA FIRME PER LE LISTE DEL PCL</title><content type='html'>&lt;p class="titolo_sintesi"&gt;Sabato, 23 febbraio 2008&lt;/p&gt;  &lt;p class="grassetto_inline"&gt;Olbia&lt;/p&gt; &lt;p class="grassetto_inline"&gt;10:30&lt;/p&gt; &lt;p class="grassetto_inline"&gt;Mercatino di Piazza San Gallo, vicino a Viale Aldo Moro&lt;/p&gt; &lt;p class="paragrafi_in_indice"&gt;Banchetto per la raccolta firme a sostegno delle liste del Partito Comunista dei Lavoratori.&lt;/p&gt; &lt;p class="corsivo_inline"&gt;Per informazioni: &lt;/p&gt; &lt;p class="corsivo_inline"&gt;&lt;a href="mailto:pclolbia@yahoo.it" title="invia una email a pclolbia@yahoo.it"&gt;pclolbia@yahoo.it&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1069661766023927394-523253902510345698?l=pclolbia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pclolbia.blogspot.com/feeds/523253902510345698/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1069661766023927394&amp;postID=523253902510345698&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/523253902510345698'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/523253902510345698'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pclolbia.blogspot.com/2008/02/raccolta-firme-per-le-liste-del-pcl.html' title='RACCOLTA FIRME PER LE LISTE DEL PCL'/><author><name>Partito Comunista dei lavoratori - Olbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16273253567484521882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394.post-493344793202943403</id><published>2008-02-20T04:54:00.000-08:00</published><updated>2008-02-20T05:00:20.973-08:00</updated><title type='text'>INTERVISTA A MARCO FERRANDO</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_wO5u6dDoHqY/R7wj52E2FnI/AAAAAAAAAC4/JGg_q0-L-EQ/s1600-h/Marco_Ferrando.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0px auto 10px; display: block; text-align: center; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_wO5u6dDoHqY/R7wj52E2FnI/AAAAAAAAAC4/JGg_q0-L-EQ/s320/Marco_Ferrando.jpg" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5169045948989838962" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;INTERVISTA A MARCO FERRANDO, PORTAVOCE NAZIONALE DEL PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI E CANDIDATO PREMIER ALLE ELEZIONI POLITICHE.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;!-- Radioradicale: inizio badge --&gt;&lt;object class="flash_badge_small" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://fpdownload.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=7,0,0,0" height="130" width="250"&gt;&lt;param name="wmode" value="transparent"&gt;&lt;param name="allowScriptAccess" value="always"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.radioradicale.it/misc/scheda_av_badge_small.swf"&gt;&lt;param name="FlashVars" value="path=http://www.radioradicale.it/scheda/flash/247587"&gt;&lt;embed 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style=";font-family:Bookman-DemiItalic;font-size:14;"  &gt;&lt;!--[if gte vml 1]&gt;&lt;v:shapetype id="_x0000_t75" coordsize="21600,21600" spt="75" preferrelative="t" path="m@4@5l@4@11@9@11@9@5xe" filled="f" stroked="f"&gt;  &lt;v:stroke joinstyle="miter"&gt;  &lt;v:formulas&gt;   &lt;v:f eqn="if lineDrawn pixelLineWidth 0"&gt;   &lt;v:f eqn="sum @0 1 0"&gt;   &lt;v:f eqn="sum 0 0 @1"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @2 1 2"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @3 21600 pixelWidth"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @3 21600 pixelHeight"&gt;   &lt;v:f eqn="sum @0 0 1"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @6 1 2"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @7 21600 pixelWidth"&gt;   &lt;v:f eqn="sum @8 21600 0"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @7 21600 pixelHeight"&gt;   &lt;v:f eqn="sum @10 21600 0"&gt;  &lt;/v:formulas&gt;  &lt;v:path extrusionok="f" gradientshapeok="t" connecttype="rect"&gt;  &lt;o:lock ext="edit" aspectratio="t"&gt; &lt;/v:shapetype&gt;&lt;v:shape id="_x0000_i1025" type="#_x0000_t75" style="'width:83.25pt;"&gt;  &lt;v:imagedata src="file:///C:\DOCUME~1\Vanzetti\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image001.jpg" title="logo"&gt; &lt;/v:shape&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if !vml]--&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;i&gt;&lt;span style=";font-family:Bookman-DemiItalic;font-size:14;"  &gt;&lt;!--[if gte vml 1]&gt;&lt;v:shapetype id="_x0000_t75" coordsize="21600,21600" spt="75" preferrelative="t" path="m@4@5l@4@11@9@11@9@5xe" filled="f" stroked="f"&gt;  &lt;v:stroke joinstyle="miter"&gt;  &lt;v:formulas&gt;   &lt;v:f eqn="if lineDrawn pixelLineWidth 0"&gt;   &lt;v:f eqn="sum @0 1 0"&gt;   &lt;v:f eqn="sum 0 0 @1"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @2 1 2"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @3 21600 pixelWidth"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @3 21600 pixelHeight"&gt;   &lt;v:f eqn="sum @0 0 1"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @6 1 2"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @7 21600 pixelWidth"&gt;   &lt;v:f eqn="sum @8 21600 0"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @7 21600 pixelHeight"&gt;   &lt;v:f eqn="sum @10 21600 0"&gt;  &lt;/v:formulas&gt;  &lt;v:path extrusionok="f" gradientshapeok="t" connecttype="rect"&gt;  &lt;o:lock ext="edit" aspectratio="t"&gt; &lt;/v:shapetype&gt;&lt;v:shape id="_x0000_i1025" type="#_x0000_t75" style="'width:83.25pt;"&gt;  &lt;v:imagedata src="file:///C:\DOCUME~1\Vanzetti\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image001.jpg" title="logo"&gt; &lt;/v:shape&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if !vml]--&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;- Lunedì 18 Febbraio:&lt;br /&gt;   13:45&lt;br /&gt;   Zona Industriale, davanti alle fabbriche Technova e Novafloor&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- Martedì 19 Fabbraio:&lt;br /&gt;   09:30&lt;br /&gt;   Mercatino Zona Bandinu&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al più presto vi comunicheremo le prossime date.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;pclolbia@yahoo.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1069661766023927394-3474700044362193312?l=pclolbia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pclolbia.blogspot.com/feeds/3474700044362193312/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1069661766023927394&amp;postID=3474700044362193312&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/3474700044362193312'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/3474700044362193312'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pclolbia.blogspot.com/2008/02/raccolta-firme-per-la-lista-del-pcl.html' title='RACCOLTA FIRME PER LA LISTA DEL PCL'/><author><name>Partito Comunista dei lavoratori - Olbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16273253567484521882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_wO5u6dDoHqY/R7f80WE2FmI/AAAAAAAAACw/WG0B2f98FFM/s72-c/simbolonuovo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394.post-6371232737559879831</id><published>2008-02-16T06:38:00.001-08:00</published><updated>2008-02-16T06:43:59.075-08:00</updated><title type='text'>RACCOLTA FIRME</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;La Sezione di Olbia del Partito Comunista dei Lavoratori ha iniziato la raccolta firme per la presentazione elettorale del PCL, col candidato presidente Marco Ferrando. Oltre ad essere disponibili i moduli per la raccolta firme presso i locali del Comune e della Provincia, sono iniziati i banchetti organizzati dai militanti. A partire da Lunedì vi comunicheremo i luoghi e le date della settimana prossima.&lt;br /&gt;Quà sotto trovate il volantino che sarà distribuito:&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt; &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 18pt; text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 24pt; font-family: Impact;"&gt;IL PCL VERSO LE ELEZIONI:&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 18pt; text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 24pt; font-family: Impact;"&gt;SE NE VADANO TUTTI, GOVERNINO I LAVORATORI!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 18pt; text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 18pt; text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b style=""&gt;Il Partito Comunista dei Lavoratori si presenta alle elezioni come organizzazione autonoma e alternativa sia al centrodestra che al centrosinistra (oltrechè alla Sinistra Arcobaleno che ha tradito i lavoratori votando le peggiori leggi antioperaie e antipopolari), entrambi rappresentanti gli interessi dei padroni e delle banche, come si è visto nell’ultima legislatura; il PCL si presenta con un programma anticapitalistico in difesa dei lavoratori, contro i padroni e le banche:&lt;/b&gt;&lt;span style="border: 1pt none black; padding: 0cm; background: black none repeat scroll 0% 50%; font-size: 0pt; color: black; -moz-background-clip: -moz-initial; -moz-background-origin: -moz-initial; -moz-background-inline-policy: -moz-initial;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;&lt;span style=""&gt;1)&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"&gt;      &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;Contro la barbarie degli omicidi bianchi nei luoghi di lavoro, rivendichiamo non solo l’abolizione delle leggi di precarizzazione, ma la galera per i padroni responsabili dell’insicurezza e l’esproprio delle loro aziende, senza indennizzo e sotto controllo operaio a partire dalla Thyssen Krupp. Più in generale rivendichiamo il controllo dei lavoratori, con poteri di veto, su tutti gli aspetti dell’organizzazione del lavoro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;&lt;span style=""&gt;2)&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"&gt;      &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;Contro l’usura legale dei mutui versi milioni di lavoratori e di famiglie rivendichiamo la nazionalizzazione delle banche (vera “associazione a delinquere”) senza indennizzo e sotto il controllo dei lavoratori; l’annullamento dei debiti contratti, sotto ricatto, da milioni di persone; la nascita di un unico istituto di credito pubblico, sotto controllo popolare, come mezzo di sostegno a lavoratori e artigiani, piccoli commercianti, oggi torchiati e truffati dalla banche.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;&lt;span style=""&gt;3)&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"&gt;      &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;Contro l’imperialismo italiano e i sui costi sempre più ingenti, rivendichiamo non solo il ritiro immediato e incondizionato dalla truppe da tutti i teatri di guerra, ma l’abbattimento delle spese militari, la nazionalizzazione senza indennizzo e sotto controllo&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;operaio&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;dell’industria bellica (come premessa della sua riconversione), l’abolizione della diplomazia segreta, il sostegno al diritto di resistenza di tutti i popoli oppressi e aggrediti -a partire dal popolo palestinese- per il loro pieno diritto di autodeterminazione.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;&lt;span style=""&gt;4)&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"&gt;      &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;Contro i privilegi materiali del Vaticano e di un clericalismo sempre più invadente e arrogante, rivendichiamo non solo la difesa della legge 194, dei diritti civili, dei principi di laicità; ma l’abolizione dei fondi pubblici a scuole e università private e confessionali, la fine dell’esenzione fiscale della Chiesa( iva e ici), l’esproprio delle grandi proprietà immobiliari del clero da destinare ad uso sociale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify; text-indent: -18pt;"&gt;&lt;!--[if !supportLists]--&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;&lt;span style=""&gt;5)&lt;span style="font-family: &amp;quot;Times New Roman&amp;quot;; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"&gt;      &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;Contro i privilegi delle istituzioni borghesi e del loro parlamentarismo, contro la natura di un apparato statale burocratico estraneo e ostile alle grandi masse, rivendichiamo uno stato di tipo nuovo basato sull’autorganizzazione democratica dei lavoratori e sul loro potere, sulla revocabilità permanente di ogni eletto; sulla abolizione di ogni privilegio degli eletti rispetto ai loro elettori: con la retribuzione di un deputato del popolo non superiore a 2000 euro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;Questo programma non rispetta le compatibilità del sistema capitalistico, ma le esigenze oggettive dei lavoratori e delle classi subalterne. Anzi mostra come la soluzione vera e reale di queste esigenze richieda la rottura con il capitalismo e un governo dei lavoratori.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="margin-left: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;Il Partito Comunista dei Lavoratori si impegna a raccogliere attorno a questo programma tutte le energie disponibili, a partire dal mondo del lavoro.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;!--[if gte vml 1]&gt;&lt;v:shapetype id="_x0000_t75" coordsize="21600,21600" spt="75" preferrelative="t" path="m@4@5l@4@11@9@11@9@5xe" filled="f" stroked="f"&gt;  &lt;v:stroke joinstyle="miter"&gt;  &lt;v:formulas&gt;   &lt;v:f eqn="if lineDrawn pixelLineWidth 0"&gt;   &lt;v:f eqn="sum @0 1 0"&gt;   &lt;v:f eqn="sum 0 0 @1"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @2 1 2"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @3 21600 pixelWidth"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @3 21600 pixelHeight"&gt;   &lt;v:f eqn="sum @0 0 1"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @6 1 2"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @7 21600 pixelWidth"&gt;   &lt;v:f eqn="sum @8 21600 0"&gt;   &lt;v:f eqn="prod @7 21600 pixelHeight"&gt;   &lt;v:f eqn="sum @10 21600 0"&gt;  &lt;/v:formulas&gt;  &lt;v:path extrusionok="f" gradientshapeok="t" connecttype="rect"&gt;  &lt;o:lock ext="edit" aspectratio="t"&gt; &lt;/v:shapetype&gt;&lt;v:shape id="_x0000_s1026" type="#_x0000_t75" style="'position:absolute;" wrapcoords="-94 0 -94 21506 21600 21506 21600 0 -94 0"&gt;  &lt;v:imagedata src="file:///C:\DOCUME~1\Vanzetti\IMPOST~1\Temp\msohtml1\01\clip_image001.jpg" title="simbolopclelezioni"&gt;  &lt;w:wrap type="square"&gt; &lt;/v:shape&gt;&lt;![endif]--&gt;&lt;!--[if !vml]--&gt;&lt;br /&gt;&lt;!--[endif]--&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;La proposta “ &lt;u&gt;se ne vadano tutti&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;governino i lavoratori&lt;/u&gt;” è la nostra risposta alla crisi sociale e politica italiana. E’ e sarà l’asse caratterizzante della costruzione del PCL, del suo intervento nei movimenti, della sua stessa campagna elettorale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 11pt;"&gt;&lt;o:p&gt; &lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span style="font-size: 13pt;"&gt;PARTITO COMUNISTA DEI LAVORATORI&lt;span style=""&gt;      &lt;/span&gt;www. pclolbia.blogspot.com&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1069661766023927394-6371232737559879831?l=pclolbia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pclolbia.blogspot.com/feeds/6371232737559879831/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1069661766023927394&amp;postID=6371232737559879831&amp;isPopup=true' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/6371232737559879831'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/6371232737559879831'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pclolbia.blogspot.com/2008/02/raccolta-firme.html' title='RACCOLTA FIRME'/><author><name>Partito Comunista dei lavoratori - Olbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16273253567484521882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394.post-3969029388194810365</id><published>2008-02-03T11:09:00.000-08:00</published><updated>2008-02-03T11:11:05.744-08:00</updated><title type='text'>Morto Vito Bisceglie, dirigente nazionale operaio del Partito Comunista dei lavoratori e, in precedenza, del Partito della Rifondazione Comunista</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt; &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;"&gt;E' morto oggi Vito Bisceglie, membro della Direzione del Partito Comunista dei Lavoratori, e già in passato della Direzione nazionale del Partito della Rifondazione Comunista e del Comitato Centrale della FIOM- CGIL.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il compagno si è spento in conseguenza di un tumore contro cui lottava da anni con grande coraggio, mantenendo fino alla fine un ruolo centrale come dirigente nazionale del PCL.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vito Bisceglie era nato in Puglia nel 1943 ed era emigrato a Torino bambino . Giovane operaio si era iscritto alla Federazione Giovanile del PCI alla fine degli anni '50. Rapidamente in conflitto con la politica riformista aveva aderito alla sezione italiana della IV internazionale. Lì si era formato come quadro dirigente operaio trotskista. Sul terreno della lotta operaia in senso stretto era, nel 1962, uno dei protagonisti dei"fatti di Piazza Statuto", cioè l'assalto di migliaia di operai infuriati per un contratto bidone, non firmato dalla CGIL, alla sede provinciale della UIL torinese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quando nel 1968, la politica rinunciataria della direzione della sezione della IV Internazionale portò ad un tracollo dell'organizzazione trotskista in Italia, Vito fu uno dei pochi quadri dell'organizzazione che non si lasciò attrarre dalle sirene maoiste e/o spontaneiste, e contribuì in maniera importante al difficile compito di ricostruzione . Nel contempo era uno dei protagonisti dell'autunno caldo (lavorava come operaio specializzato alla Nebiolo) e nel 1970 entrava a far parte, primo marxista rivoluzionario nel dopoguerra, del Comitato Centrale della FIOM. Difensore delle posizioni conseguenti del trotskismo negli anni '90 entrava nell'allora Associazione Proposta ( animatrice della sinistra rivoluzionaria del PRC e antesignana del PCL). Diveniva da subito un dirigente centrale e grazie alla battaglia antiriformista nel PRC, -che dirigeva nella situazione in cui la nostra corrente otteneva i maggiori consensi di voto congressuale- entrava nel CPN e nella Direzione di Rifondazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era così, al momento della scissione nel maggio del 2006, con l'ingresso del PRC nel governo Prodi, una dei sette promotori nazionali della nascita del movimento costitutivo del nostro partito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da sempre impegnato con ruolo centrale nella battaglia internazionale, era stato uno dei delegati italiani al congresso costitutivo a Buenos Aires nell'aprile del 2004 del Coordinamento per la Rifondazione della IV Internazionale di cui il PCL è oggi la sezione italiana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quadro dirigente operaio rivoluzionario trotskista, sindacalista classista, costruttore organizzativo, sempre convinto della centralità operaia, ma attento e partecipe di altri movimenti, Vito Bisceglie lascia un vuoto, umano e politico, difficilmente colmabile.&lt;/p&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;  &lt;/div&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="firma_notizia"&gt;p. il Comitato Esecutivo del PCL&lt;br /&gt;Marco Ferrando&lt;br /&gt;Franco Grisolia&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="firma_notizia"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/p&gt;&lt;p style="text-align: justify;" class="firma_notizia"&gt;(2 febbraio 2008)&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/1069661766023927394-3969029388194810365?l=pclolbia.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pclolbia.blogspot.com/feeds/3969029388194810365/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=1069661766023927394&amp;postID=3969029388194810365&amp;isPopup=true' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/3969029388194810365'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/1069661766023927394/posts/default/3969029388194810365'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pclolbia.blogspot.com/2008/02/morto-vito-bisceglie-dirigente.html' title='Morto Vito Bisceglie, dirigente nazionale operaio del Partito Comunista dei lavoratori e, in precedenza, del Partito della Rifondazione Comunista'/><author><name>Partito Comunista dei lavoratori - Olbia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/16273253567484521882</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-1069661766023927394.post-2778368532603471419</id><published>2008-01-29T11:00:00.000-08:00</published><updated>2008-01-29T11:01:46.078-08:00</updated><title type='text'>IL PCL VERSO LE ELEZIONI</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: Arial;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: Arial;"&gt;SE NE VADANO TUTTI. GOVERNINO I LAVORATORI&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;La crisi del governo confindustriale di Romano Prodi segna il fallimento  del Centrosinistra e delle sinistre in esso coinvolte.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;In due anni il governo Prodi ha agito come comitato d’affari di Confindustria e delle grandi banche: regalando loro decine di miliardi, detassando i loro profitti, offrendo loro la previdenza privata (TFR), mantenendo le leggi di precarizzazione del lavoro, elevando l’età pensionabile e colpendo persino il pensionamento di vecchiaia. Mentre, parallelamente, ha mantenuto basi e missioni militari, ha elevato le spese di guerra, ha premiato e promosso i vertici di polizia responsabili del G8, si è genuflesso al Vaticano perfino sui diritti civili, ha riproposto decreti xenofobi antimmigrati.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;Questo governo non ha affatto garantito il “meno peggio”. Al contrario: ha realizzato in meno di due anni ciò che Berlusconi non sarebbe stato in grado di realizzare, a fronte della prevedibile opposizione di massa . E’ vi è riuscito grazie al sostegno determinate delle sinistre di governo e delle burocrazie sindacali, che per due anni hanno votato tutto ciò che il loro popolo aveva combattuto: in cambio di ministri, sottosegretariati, ruoli istituzionali; o di un posto a tavola della concertazione. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;Il fatto che questa corresponsabilizzazione delle sinistre alle politiche antipopolari abbia regalato alle destre il monopolio dell’opposizione, favorendone il rilancio, aggrava ulteriormente le loro enormi responsabilità .&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;L’argomento di Giordano e Diliberto secondo cui sarebbero stati i poteri forti a causare la crisi di governo per timore delle annucinate politiche sociali “redistributive”, è falso e risibile. E’ vero che la Confindustria chiede oggi un altro governo: ma perchè ritiene che solo un governo più stabile possa dare continuità alle politiche confindustriali di Prodi e possa svilupparle coerentemente nella propria direzione. Alberto Bombassei, vicepresidente di Confindustria, ha espresso sulla crisi e sulle prospettive questo inequivocabile giudizio: ”&lt;i&gt;Prodi aveva messo nella sua agenda il patto sociale tra governo, imprese&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;e sindacati per rilanciare la questione salari e produttività, collegando il calo del fisco ad una riforma della contrattazione ed un aumento della produttività. Ora la crisi politica blocca tutto. E’ un peccato. Speriamo di poter riprendere al più presto, su basi più solide. Un negoziato su questi temi è quanto mai necessario”&lt;/i&gt;(IL Sole 24ore del&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;25 gennaio). L’opinione di Confindustria non poteva essere più chiara. Il fatto che le sinistre di governo possano ora essere scaricate dai padroni dopo il prezioso servizio prestato, è una misura ulteriore del loro fallimento.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;La totale assenza di principi dei gruppi dirigenti delle sinistre arcobaleno è rivelata peraltro nel modo più clamoroso dalla dinamica successiva alla apertura della crisi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;Una parte della sinistra arcobaleno (PDCI), nel mentre vocifera su salari e precariato, ripropone solennemente l’incarico a Prodi e la propria fedeltà al suo governo. Un altra parte, con Fausto Bertinotti, apre addirittura allo scenario di un possibile governo istituzionale con Berlusconi (in perfetta convergenza&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;con Luca Cordero di Montezemolo): se mai dovesse realizzarsi, questa proposta coinvolgerebbe le sinistre in una operazione di macelleria sociale e democratica ancora più impegnativa. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;La verità è che per Bertinotti e il suo gruppo dirigente del PRC non contano, al di là delle chiacchiere sulla “verifica sociale”, le ragioni dei lavoratori. Conta la partita di poker sulla legge elettorale (che si vuole su misura della “Cosa Rossa”) e la salvaguardia della Presidenza della Camera. E persino le divergenze inedite tra Bertinotti e Ferrero sul “governissimo” non riguardano questioni di principio, ma la guerra di posizionamento interno per il controllo del PRC e della sua segreteria.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;Gli operai e lo stesso PRC sono solo pedine di uno spregiudicato gioco di scambio sui più diversi tavoli. Ieri, oggi, domani.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="MsoBodyText" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;Il Partito Comunista dei Lavoratori fa appello a tutti i militanti onesti e agli elettori critici delle sinistre di Governo perchè traggano un bilancio definitivo di questi due anni, rompano con quei partiti, si raccolgano attorno al PCL.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;I due anni del governo Prodi sono stati la conferma più clamorosa delle scelte e delle posizioni del Partito Comunista dei Lavoratori.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;Siamo quella sinistra che, controcorrente, aveva denunciato e previsto natura e politiche del centro sinistra. Quella sinistra che due anni fa ha respinto ogni compromissione con il governo dell’Unione. Quella sinistra che per due anni si è puntualmente opposta alle sue politiche antioperaie, alle sue finanziarie, alle sue missioni militari, lavorando a costruire su questa base la più ampia unità d’azione tra tutte le forze disponibili.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;Altri soggetti, anche “critici” (come &lt;i&gt;Sinistra Critica&lt;/i&gt;),&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;hanno votato 23 volte la fiducia al governo Prodi (persino sulla finanziaria dei 35 miliardi) salvo differenziarsi alla vigilia del suo crollo. Noi no. Non facciamo mercato dei principi: l’opposizione al governo della settima potenza capitalista del mondo non può essere merce di scambio, nè può valere a corrente alternata.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;Quando rompemmo con il PRC in occasione del suo ingresso al governo lo facemmo proprio attorno a questo principio. E a partire da questo principio abbiamo lavorato a costruire il Partito Comunista dei Lavoratori che recentamente ha celebrato il proprio congresso fondativo: convinti come siamo che solo un partito di classe indipendente di rigorosa opposizione, basato su principi chiari, può lavorare a ricondurre le lotte parziali ad una prospettiva anticapitalista, quale unica vera alternativa. Evitando che i movimenti siano usati e subordinati ancora una volta agli interessi dei loro avversari. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;Tanto più in questo quadro il Partito Comunista dei Lavoratori si prepara alle probabili elezioni politiche anticipate come forza indipendente e alternativa: quale unico partito della sinistra che per due anni si è opposto al governo Prodi. Solo una sinistra che non ha tradito e non si è compromessa può garantire che non tradirà.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;Peraltro la più ampia presentazione del PCL alle elezioni può rappresentare un importante volano del suo sviluppo, dell’estensione della sua presenza, del suo radicamento sociale, rafforzando il processo di costruzione del partito indipendente della classe. E questo è ciò che risponde all’interesse generale del mondo del lavoro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;Per questo non ci interessano pasticci elettoralistici senza futuro con altre linee e progetti. Per noi la scelta elettorale è subordinata alla costruzione di un partito rivoluzionario, non viceversa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;Per questo facciamo appello a tutti coloro che riconoscono l’esigenza di una sinistra che non tradisca a raccogliersi attorno alle liste del partito comunista dei lavoratori e a costruire con noi la sua campagna elettorale.&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;Peraltro la profondità della crisi sociale e politica italiana, la stessa profondità della crisi delle sinistre, richiedono una risposta di fondo, un’alternativa complessiva, radicale, di sistema. Tanto più oggi non basta rincorrere obiettivi contingenti e iniziative di movimento. E’ necessario ricondurle a un progetto generale: alla costruzione di un’altra direzione del movimento operaio e dei movimenti di lotta, sulla base di un programma rivoluzionario. Questa è la ragione del Partito Comunista dei Lavoratori. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;La crisi italiana rivela il fallimento storico delle classi dirigenti del Paese e del loro progetto di Seconda Repubblica. Le loro promesse sono state smentite dai fatti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;Si è allargata la miseria sociale del mondo del lavoro. Si è aggravata, sotto tutti gli aspetti, la questione meridionale. E’ precipitata la condizione ambientale, per effetto del saccheggio capitalistico del territorio. La camorra e la criminalità organizzata si sono riaffermate, in osmosi col capitale finanziario e con larghi settori dell’apparato dello Stato. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;Parallelamente vengono attaccate conquiste democratiche apparentemente consolidate (la L. 194) e addirittura criminalizzate le più elementari domande di laicità (come alla Sapienza). Mentre si espandono le politiche di guerra dell’imperialismo italiano e si assiste ad un’autentica “sacralizzazione” del sionismo, proprio nel momento della sua barbara aggressione contro il popolo palestinese. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;E tuttavia il complesso di queste politiche non ha il consenso della maggioranza della società. Ed anzi ha scavato silenziosamente per vent’anni un fossato sempre più profondo tra scelte dominanti e senso comune di grandi masse. Milioni di lavoratori e di giovani consumano la propria rottura con una “politica” sempre più percepita come dimensione lontana, cinica e corrotta. Il fatto che questa rottura sia prevalentemente passiva non toglie che sia radicale. L’odio diffuso per i privilegi istituzionali della cosiddetta “casta” ha questa radice. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;Le forze dominanti cercano di reagire a questa profonda crisi di consenso con strumenti diversi e combinati: la corresponsabilizzazione delle sinistre e delle burocrazie sindacali (concertazione); il ricorso al populismo anti-immigrati come valvola di sfogo reazionario dell’insoddisfazione sociale e mezzo di divisione dei lavoratori; la ricerca di leggi elettorali ancor più truffaldine che garantiscano a tavolino ai partiti dominanti e ai loro governi una rappresentanza parlamentare maggioritaria e artificiale. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;Ma resta il fatto che la borghesia italiana, sotto la pressione della nuova competizione mondiale, non ha nulla da ridistribuire alle classi subalterne. Mentre proprio la crisi del governo Prodi, e l’esplosione delle contraddizioni interne a Centrodestra e Centrosinistra negli ultimi mesi rivelano le difficoltà irrisolte della borghesia nella stabilizzazione del suo equilibrio politico-istituzionale. Ciò che a sua volta alimenta la lotta interna all’apparato dello Stato, con effetti di nuove crisi e nuove instabilità. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;Il movimento operaio è l’unico soggetto potenzialmente capace di porre rimedio alla crisi italiana. Può farlo alla sola condizione di rompere con le classi dirigenti del Paese, di promuovere una soluzione anticapitalistica della crisi, di candidarsi al governo dell’Italia sulla base di un proprio programma indipendente, di raccogliere e organizzare attorno a questo programma l’enorme rabbia sociale che cova in vaste masse popolari. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;La proposta di un polo autonomo di classe e anticapitalistico, affermata dal nostro Congresso, è più che mai confermata dallo svolgimento della crisi politica. Peraltro solo la lotta vera per un’alternativa anticapitalista e un governo dei lavoratori può consentire, come sua risultante, la difesa di conquiste parziali o il conseguimento di nuovi obiettivi. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;Come PCL siamo stati e siamo presenti in ogni lotta di opposizione. Siamo stati e siamo nel movimento contro la guerra, in un fronte unitario di lotta che sin dall’inizio ci ha visto partecipi e che abbiamo contribuito a costruire. Siamo stati e siamo in ogni azione di lotta e di sciopero contro le finanziarie del governo e gli accordi di concertazione (protocollo di luglio). Più in generale siamo stati e siamo, incondizionatamente, per la massima unità d’azione sul terreno della lotta, attorno a obiettivi comuni, tra tutte le forze che si oppongono alla borghesia, ai suoi partiti, ai suoi governi. Talvolta contrastando logiche di veto o riflessi autoconservativi di componente, a scapito dello sviluppo reale del movimento: come quelli che hanno spinto il grosso delle stesse forze anticoncertative a respingere la nostra proposta unitaria di promozione di una grande assemblea nazionale di delegati del NO al protocollo, che desse continuità e prospettiva al NO di un milione di lavoratori a partire dalle grandi fabbriche.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;Con la stessa logica unitaria avanziamo la parola d’ordine di una grande vertenza generale unificante dell’intero mondo del lavoro attorno a una piattaforma di svolta: che parta dalla rivendicazione di forti aumenti salariali per tutto il lavoro dipendente;&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;della cancellazione di tutte le leggi di precarizzazione del lavoro; del ritorno della previdenza pubblica a ripartizione. Perché la stessa esperienza del negativo accordo dei metalmeccanici, che addirittura aumenta straordinari e flessibilità, dimostra che senza una vertenza generale, nel recinto delle singole categorie, anche le lotte più avanzate sono esposte al recupero concertativo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;Al tempo stesso non ci limitiamo ne a parole d’ordine contingenti, né a una pura orbita “sindacale”. Non ci chiudiamo in una pura logica antagonista. Avanziamo una proposta programmatica generale, che parta dall’insieme delle emergenze della crisi italiana, per ricondurle alla prospettiva della rottura anticapitalistica, del governo dei lavoratori. Perché solo questa prospettiva dà un senso compiuto alle lotte di ogni giorno, preserva l’autonomia dei movimenti, costruisce l’unità delle loro ragioni. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style=""&gt;1)&lt;span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"&gt;       &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;Contro la barbarie degli omicidi bianchi nei luoghi di lavoro, rivendichiamo non solo l’abolizione delle leggi di precarizzazione, ma la galera per i padroni responsabili dell’insicurezza e l’esproprio delle loro aziende, senza indennizzo e sotto controllo operaio a partire dalla Thyssen Krupp. Più in generale rivendichiamo il controllo dei lavoratori, con poteri di veto, su tutti gli aspetti dell’organizzazione del lavoro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="MsoNormal" style="margin-left: 18pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style=""&gt;2)&lt;span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"&gt;       &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;Contro l’ingovernabilità della gestione rifiuti entro le attuali leggi del profitto, rivendichiamo il carattere pubblico, sotto controllo popolare, dell’intero sistema di raccolta e di smaltimento; l’esproprio dei terreni delle discariche (in mano alla camorra) per la loro bonifica; un grande investimento di risorse pubbliche in una capillare raccolta differenziata, sull’intero territorio nazionale, finanziato dalla tassazione di grandi profitti e patrimoni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style=""&gt;3)&lt;span style="font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"&gt;       &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;Contro l’usura legale dei mutui versi milioni di lavoratori e di famiglie rivendichiamo la nazionalizzazione delle banche (vera “associazione a delinquere”) senza indennizzo e sotto il controllo dei lavoratori; l’annullamento dei debiti contratti, sotto ricatto, da milioni di persone; la nascita di un unico istituto di credito pubblico, sotto controllo popolare, come mezzo di sostegno a lavoratori e artigiani, piccoli commercianti, oggi torchiati e truffati dalla banche.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;  &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;  &lt;div class="MsoNormal" style="margin-left: 36pt;
